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Chianti Classico

Oltre la bottiglia: il modello Antinori tra vino, ristorazione ed enoturismo

Brian Vavassori
di Brian Vavassori
01 maggio 2026 | 12:49

In un momento storico in cui il vino è sempre più legato alla capacità di raccontarsi oltre la bottiglia, alcune realtà hanno progressivamente ampliato il proprio perimetro d’azione. Non più solo cantine, ma sistemi complessi in cui produzione, accoglienza e ristorazione diventano strumenti complementari di costruzione del valore. È un esempio il percorso di Marchesi Antinori, con il Chianti Classico come fulcro identitario e una rete di esperienze che si estende tra territori e mercati internazionali.

La cantina nel Chianti Classico rappresenta il centro del sistema produttivo e di accoglienza della famiglia Antinori
La cantina nel Chianti Classico rappresenta il centro del sistema produttivo e di accoglienza della famiglia Antinori

Un sistema unico tra produzione, ospitalità e ristorazione

La realtà di Marchesi Antinori rappresenta oggi uno dei modelli più articolati del panorama vitivinicolo italiano, in cui la produzione si intreccia con ospitalità e ristorazione in un sistema coerente. Come sottolinea Enrico Chiavacci, Direttore relazioni esterne e ospitalità di Marchesi Antinori, il vino contemporaneo non può più essere interpretato solo come prodotto agricolo: «Per commercializzare il vino e per far sì che possa diventare un brand riconoscibile, oggi non basta più la sola produzione. È necessario appoggiarsi anche a tutti quei settori che possono sostenere e amplificare questo racconto. Tra questi, l’ospitalità ha un ruolo fondamentale, così come la ristorazione». Un approccio che trasforma la cantina in un hub esperienziale, dove il racconto del vino passa attraverso luoghi, persone e accoglienza.

Chianti Classico e Uga: la lettura dei territori come valore strategico

Nel territorio del Chianti Classico, il lavoro sulle Uga (Unità Geografiche Aggiuntive) rappresenta un passaggio chiave nella valorizzazione del territorio.  Il percorso, avviato con il ritorno della famiglia Antinori nell’area, si è consolidato negli anni attraverso acquisizioni mirate tra San Casciano, Gaiole e Castellina, come spiega Chiavacci: «L’obiettivo è stato fin da subito quello di valorizzare un territorio che ha dato moltissimo all’azienda. Negli ultimi anni, attraverso acquisizioni in aree diverse del Chianti Classico, si è cercato di raccontare come il Sangiovese in purezza possa esprimere identità differenti a seconda del territorio, mantenendo però una forte coerenza stilistica e qualitativa».

Enrico Chiavacci, Direttore relazioni esterne e ospitalità di Marchesi Antinori
Enrico Chiavacci, Direttore relazioni esterne e ospitalità di Marchesi Antinori

Gran Selezione e costruzione del valore nel vino premium

Nel segmento alto del mercato, la Gran Selezione del Chianti Classico rappresenta oggi una delle espressioni più complesse da posizionare. Il consumatore è sempre più attento al prezzo, la costruzione del valore deve passare dalla rarità e dalla coerenza produttiva. «Si tratta di produzioni piccole, a volte molto limitate e non sempre ripetibili ogni anno, perché la qualità estrema richiede anche una selezione molto rigorosa. L’obiettivo non è la quantità, ma dimostrare come i singoli territori possano generare vini di altissimo valore e grande riconoscibilità» spiega Chiavacci. La limitata disponibilità diventa così parte integrante della percezione di valore e identità del vino.

I vigneti del Chianti Classico raccontano la lettura delle UGA e la diversità dei singoli territori.
I vigneti del Chianti Classico raccontano la lettura delle UGA e la diversità dei singoli territori.

Enoturismo come leva commerciale e relazione diretta

L’enoturismo si conferma uno degli strumenti più efficaci per la costruzione del brand nel settore vitivinicolo. Non solo comunicazione, ma un vero canale relazionale diretto con il consumatore finale. «È un lavoro di relazione uno a uno, spesso affidato alle persone che accolgono gli ospiti. Per questo è fondamentale che siano preparate non solo tecnicamente sul vino, ma soprattutto sulla capacità di raccontarlo».

L’enoturismo come strumento di relazione diretta tra azienda e consumatore finale
L’enoturismo come strumento di relazione diretta tra azienda e consumatore finale

Il modello è quello del marketing relazionale, basato su esperienze dirette e narrazione del vino attraverso le persone. «Non si tratta di spiegare solo la parte produttiva - fermentazioni o affinamenti - ma di trasmettere il senso del progetto: perché quel vino nasce, quale idea lo guida e quale visione lo sostiene. È da lì che si costruisce davvero un brand, ed è un processo che richiede tempo» afferma Chiavacci.

Ristorazione e ospitalità come asset del sistema vino

Nel sistema Antinori, ristorazione e ospitalità non sono elementi accessori, ma parte integrante della strategia. Con circa 300.000 ospiti l’anno nei ristoranti del gruppo, l’esperienza diventa uno strumento di comunicazione strutturato. «In quel momento diventa possibile raccontare non solo il vino che stanno bevendo, ma anche tutto ciò che c’è dietro: la sua origine, il suo significato, il suo legame con il territorio» continua Chiavacci.

La ristorazione come parte integrante dell’esperienza complessiva del sistema Antinori (in foto l'Osteria di Passignano)
La ristorazione come parte integrante dell’esperienza complessiva del sistema Antinori (in foto l'Osteria di Passignano)

Un approccio che trasforma il consumo del vino in esperienza immersiva, rafforzando il legame tra prodotto e consumatore: «L’obiettivo è costruire un’esperienza completa, fatta di accoglienza, cucina, degustazione e narrazione. Ed è proprio questa esperienza che rimane davvero al cliente quando lascia il ristorante o la cantina», conclude.

Il modello Antinori conferma una direzione sempre più chiara nel panorama vitivinicolo contemporaneo: il valore del vino non si esaurisce nella bottiglia, ma si costruisce attraverso un sistema integrato di territori, relazioni ed esperienze. Un equilibrio che passa dalla vigna alla tavola e che trova nella relazione diretta con il consumatore il suo punto più solido.

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