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Louis Roederer Blanc de Blancs 2019: potenza, salinità e identità di un millesimo

Il Blanc de Blancs 2019 di Louis Roederer racconta una visione precisa dello Champagne millesimato: parcelle selezionate ad Avize, Chardonnay in purezza, vinificazione calibrata e una forte impronta salina. Dalla vigna alla tavola, il racconto si completa nell’abbinamento proposto da Simone Munzillo con “Capra e frutti di mare”, dove mare e terra trovano nello Champagne una sintesi gastronomica coerente

di Redazione Italia a Tavola
21 maggio 2026 | 12:34
Louis Roederer Blanc de Blancs 2019: potenza, salinità e identità di un millesimo

Nel mondo dello Champagne, il millesimato rappresenta molto più di una semplice indicazione temporale: è una dichiarazione d’intenti. Significa scegliere di affidarsi a una sola vendemmia, accettandone il carattere, le sfumature, perfino le tensioni. Per Louis Roederer, questa scelta non è un esercizio di stile, ma una precisa filosofia produttiva: costruire ogni anno il miglior assemblaggio possibile, mantenendo nitida la firma del terroir e dell’annata, fino a tradurla in vini dalla forte identità, attraversati da una materia vibrante e conclusi da una tipica impronta salina.

Louis Roederer e il valore del millesimato: quando l’annata diventa identità

I millesimati della Maison - Blanc de Blancs, Rosé e Vintage - nascono infatti solo in annate considerate all’altezza degli standard qualitativi ricercati. Sono Champagne che beneficiano di almeno quattro anni di sosta sui lieviti e che, tendenzialmente, vengono prodotti senza fermentazione malolattica, anche se la scelta può variare in funzione del profilo dell’annata. Il risultato sono vini di maggiore profondità, complessità aromatica e capacità evolutiva, nei quali il frutto si distende con più sfumature e precisione, mentre il tempo agisce come un vero fattore di costruzione stilistica.

Le cantine di Louis Roederer, dove i millesimati della maison sostano almeno 4 anni sui lieviti
Le cantine di Louis Roederer, dove i millesimati della maison sostano almeno 4 anni sui lieviti

Negli ultimi anni, anche questa linea ha conosciuto un’evoluzione sottile ma significativa. Il cambiamento più importante riguarda la selezione delle parcelle destinate all’assemblaggio. Se in passato la Maison attingeva a una geografia più ampia, oggi la riflessione si è fatta ancora più precisa: i millesimati sono sempre più pensati come espressione di uve raccolte all’interno di uno stesso villaggio, in vigneti differenti per esposizione e suolo, ma coerenti all’interno di un medesimo mesoclima. Una scelta che affina il dialogo tra singole parcelle e assemblaggio, e che permette di ottenere vini più leggibili, più territoriali, più fedeli al luogo da cui provengono.

Blanc de Blancs di Avize: lo Chardonnay di Louis Roederer

Tra questi, il Blanc de Blancs occupa una posizione speciale. Prodotto da 100% Chardonnay, nasce inizialmente nel 1930 per il solo consumo della famiglia Rouzaud. Bisogna attendere il 1950 perché venga commercializzato e si affermi come una delle etichette più rappresentative della Maison. Se storicamente venivano utilizzate diverse parcelle della Côte des Blancs, tra Mesnil-sur-Oger, Cramant e Avize, oggi la selezione si concentra su quattro parcelle esclusivamente nel villaggio di Avize, per un totale di circa nove ettari.

Il villaggio di Avize, dove viene coltivata l'uva per il Blanc de Blancs di Louis Roederer
Il villaggio di Avize, dove viene coltivata l'uva per il Blanc de Blancs di Louis Roederer

Non è una scelta casuale. Avize riesce a riassumere, in modo quasi emblematico, l’idea di Chardonnay della Côte des Blancs. Qui i suoli calcareo-gessosi, intrecciati ad argille marnose e sabbie, danno vita a vini complessi, capaci di coniugare ampiezza, materia e slancio. È uno Chardonnay che non cerca soltanto finezza, ma anche consistenza, profondità, dinamismo. La pressione leggermente più bassa, intorno ai 5 bar, contribuisce inoltre a sottolinearne l’eleganza tattile, rendendo il sorso più setoso e misurato.

Blanc de Blancs 2019: vinificazione, stile e volto salino

A partire dal 2009, lo Chardonnay in questa cuvée smette definitivamente di essere semplice elemento di assemblaggio per diventare protagonista assoluto del racconto. Le parcelle selezionate si trovano in zone diverse di Avize: Le Bourg e il Clos d’Avize, nel cuore dell’abitato; aree più a nord in direzione di Cramant, vicine al bosco; il prestigioso Les Pierre Vaudon, il settore più caldo. Da questa pluralità interna nasce un equilibrio sottile tra freschezza e dolcezza, tensione e generosità, capace di restituire con chiarezza l’identità di Avize. Nel millesimo 2019, circa il 28% dei vini base viene vinificato in legno, senza fermentazione malolattica: una scelta che preserva energia, definizione e potenziale di invecchiamento.

Il Blanc de Blancs 2019 di Louis Roederer
Il Blanc de Blancs 2019 di Louis Roederer

Nel calice, il Blanc de Blancs 2019 si esprime con una combinazione rara di potenza, struttura e rotondità. I profumi spaziano dagli agrumi al mandarino, fino a tocchi di frutto tropicale, mentre il sorso si allunga su una vena salina persistente, quasi minerale. Il piccolo villaggio di Avize della Côte des Blancs si estende su circa 268 ettari, i suoli pietrosi aggiungono spesso sensazioni di grafite e mina, tratti che giocano un ruolo decisivo sia nei vini parcellari sia negli assemblaggi della Maison.

Da Avize alla tavola: l’abbinamento con “Capra e frutti di mare”

A completare il racconto della cuvée, lo sguardo si sposta dalla vigna alla tavola, dove lo Champagne trova una lettura gastronomica precisa e contemporanea attraverso l’abbinamento proposto dal sommelier Simone Munzillo del ristorante Le Trabe, una stella Michelin a Capaccio Paestum (Sa). «Lo Champagne Louis Roederer Blanc de Blancs 2019 - afferma Munzillo - lo consiglio per la nostra “Capra e frutti di mare”, una preparazione che sintetizza in modo diretto il dialogo tra mare e terra».

Capra e frutti di mare del ristorante Le Trabe, secondo il sommelier Simone Munzillo un piatto che si abbina perfettamente al Blanc de Blancs 2017
Capra e frutti di mare del ristorante Le Trabe, secondo il sommelier Simone Munzillo un piatto che si abbina perfettamente al Blanc de Blancs 2017

«Quando parliamo di capra - aggiunge il sommelier - ci riferiamo proprio all’animale: utilizziamo carne di capra bollita, sulla quale lo chef costruisce una parte vegetale con un’insalatina e i frutti di mare. L’elemento distintivo della ricetta è una maionese realizzata con l’acqua delle vongole, che rafforza il legame tra gli ingredienti marini e la componente vegetale».

«L’abbinamento con lo Champagne - conclude Munzillo - funziona per contrasto e complementarità. Abbiamo un vino molto tagliente, che porta acidità e mineralità, che si confronta con una carne bollita, quindi con una componente più ferrosa. Il Blanc de Blancs 2019 trova la sua zona di comfort nei frutti di mare e nell’insalatina con cipolla, sedano e rucola. Il risultato è un abbinamento che gioca sull’inaspettato, la sensazione di carne e pesce nello stesso boccone. È qualcosa di insolito, ma con questo Champagne diventa estremamente coerente».

In Italia, i prodotti Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da Sagna spa.

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