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La rivoluzione di Jacquesson: quando lo Champagne rifiuta la standardizzazione

Jacquesson è una delle realtà più identitarie dello Champagne contemporaneo, con origini nel 1798 e una filosofia centrata su vigneto e lettura del millesimo. Dalla svolta della famiglia Chiquet nascono le Cuvées 700, basate su vendemmie specifiche, affinamenti prolungati e dosaggi minimi, con l’obiettivo di esprimere ogni annata senza standardizzazioni, come nella Cuvée 749

di Redazione Italia a Tavola
22 maggio 2026 | 09:30
La rivoluzione di Jacquesson: quando lo Champagne rifiuta la standardizzazione

Nel panorama dello Champagne contemporaneo, Jacquesson rappresenta una voce distintiva, capace di coniugare rigore e visione attraverso una lettura identitaria del terroir. Fondata nel 1798 a Châlons-sur-Marne da Claude e Memmie Jacquesson, la Maison (che in Italia è distribuita in esclusiva da Pellegrini spa) affonda le proprie radici in una tradizione secolare che, sin dalle origini, si caratterizza per un approccio non convenzionale, orientato più alla ricerca qualitativa che alla riproducibilità stilistica.

L'approccio di Jacquesson è orientato più alla ricerca qualitativa che alla mera riproducibilità stilistica
L'approccio di Jacquesson è orientato più alla ricerca qualitativa che alla mera riproducibilità stilistica

Evoluzione storica e svolta identitaria della Maison Jacquesson

Nel corso del XIX secolo, Jacquesson vive una fase di straordinaria espansione, fino a diventare lo Champagne prediletto di Napoleone I. In questo contesto emerge la figura di Adolphe Jacquesson, protagonista di un passaggio chiave nella storia della Maison e della Champagne stessa, che nel 1844 brevetta il muselet e contribuisce allo sviluppo delle pratiche enologiche insieme a Jules Guyot. Dopo le difficoltà tra fine Ottocento e primo Novecento, Jacquesson ritrova slancio nel 1924 con la famiglia de Tassigny, per poi vivere una svolta decisiva nel 1974 con l’arrivo della famiglia Chiquet.

I vigneti di Jacquesson
I vigneti di Jacquesson

Il trasferimento a Dizy segna l’inizio di una profonda ridefinizione identitaria, improntata alla centralità del vigneto. Per quasi cinquant’anni, prima con Jean Chiquet e poi con i figli Laurent e Jean-Hervé, la Maison ridefinisce la propria identità, sottraendosi progressivamente alle logiche di standardizzazione e orientandosi verso una lettura sempre più puntuale dell’annata.

Cuvées 700: la filosofia produttiva

Da questa evoluzione prende forma l’attuale filosofia produttiva di Jacquesson, oggi espressa con chiarezza nelle Cuvées 700, progetto introdotto all’inizio degli anni 2000 e concepito come una frattura rispetto alla tradizione degli Champagne sans année. L’obiettivo non è l’omogeneità, ma la fedeltà al millesimo. Ogni cuvée nasce da una vendemmia specifica, che costituisce circa l’80% dell’assemblaggio, integrata da vini di riserva di annate precedenti. Non un correttivo stilistico, ma un elemento di profondità, capace di amplificare la complessità senza alterare la leggibilità dell’annata.

La filosofia produttiva della Maison è oggi espressa nelle Cuvées 700
La filosofia produttiva della Maison è oggi espressa nelle Cuvées 700

Una scelta radicale che ha ridefinito i parametri qualitativi dello Champagne contemporaneo, sostenuta da un impianto tecnico rigoroso fatto di sole prime pressature, vinificazione in grandi botti di legno e affinamenti sui lieviti prolungati. Il dosaggio ridotto preserva integrità espressiva, mentre il tempo diventa elemento strutturale, attraverso un riposo prolungato dopo la sboccatura. Il cuore della filosofia Jacquesson resta il vigneto, 36 ettari tra Grands Crus e Premiers Crus distribuiti tra Côte des Blancs e Grande Vallée de la Marne, nei villaggi di Avize, Aÿ, Oiry, Dizy, Champillon e Hautvillers. Qui il gesso, elemento identitario dei suoli champenois, si esprime con profondità e continuità, definendo la trama sapida e la tensione dei vini.

Cuvée 749 e gamma Jacquesson 2026: continuità e lettura del millesimo

In questo contesto si inserisce la Cuvée 749, parte del programma 2026 e nuovo capitolo della serie 700. Frutto di un’annata complessa, interpreta con equilibrio la dialettica tra maturità e freschezza. Come le precedenti, rifiuta ogni standardizzazione per restituire una lettura coerente del millesimo. Accanto a questa uscita, il programma 2026 include la Cuvée 744 Dégorgement Tardif, che approfondisce il lavoro sul tempo come leva qualitativa. 

Cuvée 749, Cuvée 744 Dégorgement Tardif e Avize Champ-Caïn 2015, tre etichette su cui Jacquesson punta per il 2026
Cuvée 749, Cuvée 744 Dégorgement Tardif e Avize Champ-Caïn 2015, tre etichette su cui Jacquesson punta per il 2026

Il prolungato affinamento sui lieviti ne aumenta complessità aromatica e struttura, mantenendo intatta la tensione gustativa. A completare la gamma, la Maison valorizza i lieux-dits, produzioni estremamente limitate che rappresentano la forma più pura della parcellizzazione. Tra queste, Avize Champ-Caïn 2015 restituisce il carattere del terroir, da una storica parcella di Chardonnay capace di esprimere ampiezza e un legame diretto con il millesimo. 

L'uva Chardonnay di Jacquesson
L'uva Chardonnay di Jacquesson

Dal 2022, con l’ingresso nel gruppo Artémis Domaines sotto la guida di Frédéric Engerer e Jean Garandeau, Jacquesson prosegue il proprio percorso in piena continuità, preservando autonomia espressiva e coerenza progettuale lungo una traiettoria ormai perfettamente definita.

Cuvée 749 e Capesante XO: l’abbinamento firmato Marco Spini

Nel solco della filosofia produttiva di Jacquesson, che punta a esprimere con precisione ogni annata, la Cuvée 749 trova un abbinamento concreto nella cucina d’autore. Un esempio significativo è quello proposto da Marco Spini, sommelier del Ba Restaurant di Milano, che accosta questo Champagne a un piatto gourmet come le Capesante XO. L’abbinamento nasce da una decisione consapevole: «L'ho scelto personalmente - spiega Spini - perchè è un piatto abbastanza semplice ma con una sua complessità dovuta alla salsa XO».

Le Capesante XO del Ba Restaurant di Milano, perfette da abbinare alla Cuvée 749 di Jacquesson
Le Capesante XO del Ba Restaurant di Milano, perfette da abbinare alla Cuvée 749 di Jacquesson

Tipica della cucina cinese, la salsa XO viene in questo caso realizzata dal Ba Restaurant con ingredienti adattati al contesto italiano. La composizione è ricca: capesante secche, gamberetti secchi, baccalà, prosciutto di Parma, peperoncino, aglio, sale e zucchero, che danno vita a una salsa intensa, sapida, leggermente piccante e con una lunga persistenza. Il piatto si completa con capesante scottate in piastra, accompagnate anche da salsa al foie gras, asparagi e chips di prosciutto di Parma. Il risultato è un profilo organolettico articolato e una stratificazione gustativa che alterna tendenza dolce, sapidità, piccantezza e una componente di grassezza

In questo contesto, la Cuvée 749 si rivela particolarmente adatta grazie alla sua tensione acida, alla sapidità e alla componente carbonica, elementi fondamentali per bilanciare la ricchezza del piatto. «Mi serve la parte della tensione del vino per contrastare la tendenza dolce e la grassezza - osserva Spini -. Allo stesso tempo, l’intensità aromatica dello Champagne si pone in concordanza con quella del piatto. La struttura del vino accompagna quella della preparazione, mentre la lunga persistenza gustativa di entrambi contribuisce a un finale coerente e continuo. Il risultato è un abbinamento che funziona su più livelli, non solo tecnico ma anche concettuale, tra un piatto ricercato e un vino molto ricercato».

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