L’acquisizione di Cinzano da parte del Gruppo Caffo ha segnato una fase di transizione industriale che mantiene però l’impianto originario della filiera. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la presenza internazionale di un marchio storico del 1757, già distribuito in oltre 100 mercati. Nel sistema dell’Asti Docg il ruolo del modello Cinzano, costruito su una rete di circa 170 aziende agricole conferitrici e su una gestione diretta delle uve Moscato lungo tutta la filiera produttiva, si sta consolidando ulteriormente. Un impianto organizzativo che punta a garantire continuità qualitativa e stabilità dei volumi, mantenendo un legame strutturale con il territorio di origine.

Asti Docg, il modello Cinzano punta su filiera integrata e controllo delle uve Moscato
Nuova fase industriale firmata Caffo e apertura internazionale del brand
La strategia di Caffo, esposta durante un incontro con i conferitori storici svoltosi nella sala conferenze della Banca di Asti a Canelli (At), guarda al consolidamento del posizionamento globale, con particolare attenzione al segmento degli spumanti e del vermouth, e a una lettura più ampia delle dinamiche di consumo. In questo contesto, la tenuta del sistema produttivo viene considerata un elemento centrale per sostenere le politiche di sviluppo commerciale.

Sebastiano Caffo, ad del Gruppo Caffo 1915
«Gruppo Caffo è una realtà con oltre un secolo di storia nel settore delle bevande alcoliche e da pochi mesi ha intrapreso questo nuovo percorso con Cinzano - ha dichiarato l’amministratore delegato Sebastiano Caffo -. Si tratta per noi di un ingresso in un nuovo ambito, quello degli spumanti e del vermouth, che abbiamo scelto con convinzione perché rappresentato da un marchio straordinario, con una storia unica e una presenza consolidata a livello internazionale. In un momento complesso per il mercato, crediamo che proprio la forza del brand e il legame con il territorio possano rappresentare le basi per un rilancio solido e duraturo».
Il progetto industriale ha ottenuto un riscontro positivo tra i conferitori presenti, per lo più aziende a conduzione familiare, che hanno riconosciuto nella nuova proprietà una sostanziale continuità nell’impostazione dei valori e del modello di lavoro. È stata in particolare accolta con favore la decisione di mantenere invariata la rete dei conferenti storici, alcuni dei quali collaborano con Cinzano da due o tre generazioni.

Mercati, consumi e nuove traiettorie dell’Asti Docg
Sul fronte commerciale, il comparto dell’Asti Docg continua a muoversi in uno scenario disomogeneo. Nel corso della riunione è intervenuto anche Giacomo Pondini, direttore generale del Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti, che ha illustrato l’andamento del mercato evidenziando come la Russia si confermi primo mercato di riferimento con oltre 14 milioni di bottiglie esportate nel 2025, mentre si registrano contrazioni negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei come Germania e Polonia.

Giacomo Pondini, direttore generele del Consorzio di tutela dell'Asti e del Moscato d'Asti
Anche Cinzano firmerà l’Asti Rosé
In questo scenario il comparto punta ad ampliare le occasioni di consumo, rafforzando la presenza dell’Asti Docg nel mondo dell’aperitivo e della mixology. Rientra in questa strategia anche il prossimo lancio dell’Asti Rosé Docg firmato Cinzano, dopo l'approvazione del nuovo disciplinare che ne prevede la produzione.

Presto verrà lanciato ufficialmente anche l‘Asti Rosé Docg firmato Cinzano
Un tema centrale riguarda inoltre il posizionamento nel segmento low alcol. Asti Cinzano, sia nella versione bianca sia rosé, mantiene infatti una gradazione naturale di 7 gradi, senza processi di dealcolazione. Una caratteristica che oggi intercetta una domanda crescente da parte dei consumatori più giovani e dei mercati internazionali.

Una rete agricola consolidata e supporto tecnico continuativo
Il principio produttivo è quello del controllo integrato, dalla vigna alla trasformazione, con un presidio tecnico costante sulle fasi agronomiche e di raccolta. La relazione con i viticoltori storici non si limita al conferimento, ma include supporto operativo e consulenza in campo, con l’obiettivo di uniformare standard qualitativi e tempi di lavorazione. Il sistema si regge su un rapporto consolidato con aziende spesso legate al marchio da più generazioni. La gestione agronomica viene seguita attraverso un coordinamento tecnico dedicato, che interviene nella definizione delle pratiche colturali, dei trattamenti e dei momenti di vendemmia.

I soci conferitori presenti all'incontro
Accanto a questo, il centro di raccolta e pigiatura di Calamandrana rappresenta uno snodo operativo centrale, pensato per ottimizzare i tempi e ridurre le dispersioni qualitative nella fase post-raccolta. Un modello che punta a ridurre la frammentazione tipica della filiera agricola e a rafforzare la prevedibilità del prodotto finale.
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