Consorzio Asti Docg amplia la propria offerta con una novità destinata a intercettare i nuovi trend di consumo: l’Asti Spumante Rosato. Una tipologia appena introdotta nel disciplinare che unisce due simboli del territorio, Moscato e Brachetto, e che punta su leggerezza, aromaticità e accessibilità.
I vigneti del territorio dell’Asti Docg, culla di Moscato e Brachetto, protagonisti della nuova tipologia Rosato
Asti Spumante Rosato: caratteristiche e posizionamento nel mercato
La nuova tipologia nasce dall’incontro tra Moscato Bianco e Brachetto, varietà identitarie del Piemonte, e si inserisce in un segmento sempre più richiesto: quello dei vini a bassa gradazione alcolica e di facile beva. A sottolinearne il valore è Giacomo Pondini, direttore del Consorzio: «Abbiamo scelto di valorizzarla anche visivamente perché rappresenta un passo importante nell’evoluzione della denominazione e nell’ampliamento della nostra offerta». Al momento sono circa una decina le aziende che hanno avviato attività di preproduzione o sperimentazione, ma il numero è destinato a crescere nei prossimi mesi. Con una stima iniziale tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, l’Asti Rosato rappresenta un tassello strategico per ampliare il pubblico e rafforzare il posizionamento del Consorzio sui mercati.
Asti Spumante Rosato, nuova tipologia Docg a base Moscato e Brachetto
Dal disciplinare alla produzione: come nasce l’Asti Rosé
L’Asti Rosé è stato inserito ufficialmente nel disciplinare il 23 marzo, al termine di un iter avviato alla fine del 2023. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la nuova tipologia entra a pieno titolo nella denominazione, con la possibilità di essere proposta in diverse versioni, dal dolce all’extra brut. Una flessibilità che consente alle aziende di modulare lo stile produttivo anche in funzione dei mercati di riferimento. L’imbottigliamento potrà iniziare a partire da trenta giorni dalla pubblicazione, aprendo così alla fase operativa. Dal punto di vista tecnico, il prodotto nasce da un blend composto da uve Moscato, destinate all’Asti Docg in una percentuale tra il 70% e il 90%, e uve Brachetto, legate al Brachetto d’Acqui Docg, tra il 10% e il 30%.
Nuovi consumi: vini leggeri e immediati conquistano il pubblico
Il mercato del vino sta vivendo una fase di trasformazione, con una crescente attenzione verso prodotti più versatili, freschi e accessibili. L’Asti Spumante Rosato punta su una beva immediata e su una forte riconoscibilità aromatica. «Oggi si cercano vini leggeri, immediati, facili da bere. L’Asti ha sempre avuto queste caratteristiche nel suo Dna, ma con il Rosato riusciamo a interpretarle ancora meglio, parlando in modo più diretto a un pubblico giovane e anche femminile, particolarmente attento alle basse gradazioni», osserva Pondini. Il concetto chiave resta quello della “naturale leggerezza”: «La nostra è una leggerezza autentica, che nasce dal processo di vinificazione e non da interventi correttivi. È un elemento distintivo che vogliamo continuare a valorizzare».
Asti e mixology: nuove occasioni di consumo tra aperitivo e cocktail
Tra i driver di crescita emerge con forza la mixology, canale sempre più rilevante per avvicinare nuovi consumatori al mondo del vino, soprattutto nelle occasioni informali come l’aperitivo. «L’aromaticità dell’Asti e del Moscato d’Asti li rende ingredienti ideali per la miscelazione, soprattutto nei long drink, dove riescono a esprimere al meglio le loro caratteristiche» , spiega Pondini.
Giacomo Pondini e Stefano Ricagno, rispettivamente direttore e presidente del Consorzio per la Tutela dell'Asti
In quest’ottica si inserisce anche la collaborazione con il Consorzio del Vermouth di Torino per la creazione di un nuovo cocktail identitario: «Stiamo lavorando a una proposta che rappresenti l’heritage piemontese nel momento dell’aperitivo. Il nome non è ancora stato definito perché abbiamo scelto di coinvolgere direttamente il pubblico attraverso un contest sui social: saranno i consumatori a scegliere quello più rappresentativo».
Qualità-prezzo e scenari globali: la strategia del Consorzio Asti
In un contesto segnato da incertezze economiche e rallentamento dei consumi, il Consorzio punta su uno dei suoi asset più solidi: il rapporto qualità-prezzo, leva sempre più centrale nelle scelte d’acquisto. «Il momento è complesso e il rallentamento dei consumi è evidente su molti mercati», conclude Pondini. « L’Asti e il Moscato d’Asti sono prodotti accessibili, ma capaci di sorprendere per qualità e piacevolezza nel bicchiere, spesso andando oltre le aspettative legate al prezzo». Una strategia che punta a consolidare la presenza internazionale e a mantenere competitiva una denominazione storica in uno scenario in continua evoluzione.
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