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Cigliano di Sopra, quando recuperare la tradizione significa creare vini contemporanei

Guido Ricciarelli
di Guido Ricciarelli
13 luglio 2026 | 09:30

Cigliano di Sopra si estende per trentadue ettari sulle colline del Chianti Classico, a San Casciano in Val di Pesa (Fi). Sulla parte più alta della zona del Cigliano si trova la Villa storica, circondata da un parco secolare, dai giardini all’italiana e da una collezione di agrumi che racconta una tradizione antica. Otto ettari sono dedicati alla vigna, dieci agli oliveti, il resto è bosco e natura: un equilibrio agricolo che custodisce l’identità del luogo.

Cigliano di Sopra, quando recuperare la tradizione significa creare vini contemporanei

I vigneti di Fattoria Cigliano di Sopra

Cigliano di Sopra, il ritorno alle radici del Chianti Classico

Nel 2016, a Cigliano di Sopra, non inizia semplicemente un nuovo capitolo, ma prende vita un ritorno alle radici. Maddalena Fucile sceglie di provare a restituire un’anima alla Fattoria, un luogo che per generazioni ha prodotto vino, custodendo la tradizione agricola, destinando però l’imbottigliamento di una piccola parte per il consumo familiare. Da allora, anche con l’aiuto di Matteo Vaccari, Maddalena inizia a tessere pazientemente la storia produttiva di Cigliano di Sopra arrivando a produrre oggi circa 30mila bottiglie.  

Cigliano di Sopra, quando recuperare la tradizione significa creare vini contemporanei

Maddalena Fucile, titolare di Fattoria Cigliano di Sopra e presidente dell'Associazione San Casciano Classico

Da ricordare che Maddalena Fucile, è anche enologa con esperienza maturata in Italia e all’estero. Insieme a Matteo Vaccari, dopo il restauro dei vecchi vigneti, attivando pratiche biologiche e biodinamiche, ha impresso un nuovo slancio, riuscendo a personalizzare al meglio il carattere sancascianese del Chianti Classico che si evidenzia nel Vigneto Branca e nella Gran Selezione, senza dimenticare il Chianti Classico 2024 e un interessantissimo Trebbiano, una nobilitazione straordinaria di questo vitigno.

Chianti Classico, quattro vini per raccontare carattere e precisione

Procediamo adesso con la degustazione iniziando proprio con il Toscana Bianco Igt Nuvola del Cigliano 2024. Trebbiano in purezza. Offre profumi di pesca bianca, cedro, ginestra e mandorla. La sapidità tratteggia la personalità del gusto, si fa succoso a centro bocca di jus di mapo, finale quasi cremoso al burro salato.  Davvero delizioso. Chianti Classico 2024: il dinamismo di Maddalena Fucile, che traspare anche dall’energia profusa nell’organizzazione della degustazione dei vini della Uga, in qualità di presidente dell’Associazione San Casciano Classico, si ripercuote anche in questo vino, fresco, cesellato, saporoso.

Cigliano di Sopra, quando recuperare la tradizione significa creare vini contemporanei

Cigliano di Sopra: i vini degustati

Il Chianti Classico Riserva Vigneto Branca 2023 alterna al naso pennellate di confettura di ciliegia, rosa secca, arancia rossa, con nuance di mentuccia e cardamomo in una sottile cornice di fumé di tabacco. In bocca ha energia fresca e tannino setoso,  dai rintocchi fruttati, con un allungo gradevolmente persistente. A chiudere il Chianti Classico Gran Selezione 2023. Molto tipico nei profumi: giaggiolo e marasca, viola, coriandolo e rosmarino. Gusto polarizzato da freschezza e rotondità, nel  centro bocca emergono tannini con spezie e pepe rosa che rendono saporoso l finale. Quattro vini che lasciano il segno.

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