C'è una piccola distilleria nel cuore della Basilicata che, in pochi mesi di attività, è riuscita a conquistare la Gold Medal all'Alambicco d'Oro 2026 organizzato dall'Anag. Il suo unico prodotto si chiama Otivm Gin ed è un London Dry Gin prodotto interamente a Lagonegro (Pz), dove ogni fase della lavorazione viene seguita direttamente in distilleria, dalla selezione delle botaniche alla distillazione. Dietro questo progetto c'è Luigi Piro, che racconta come è nata l'idea di creare un gin artigianale capace di unire ricerca, controllo della produzione e una precisa identità aromatica.
Luigi Piro, titolare di Otivm Gin
Piro ha trasformato la passione per la distillazione artigianale in una nuova attività imprenditoriale. Dopo gli studi alla Luiss e il rientro in Basilicata per lavorare nell'azienda di famiglia, attiva da oltre venticinque anni nel settore delle costruzioni, Piro decide di intraprendere una strada diversa. La scintilla nasce nel 2022, quando apre un locale all'interno dell'ex Collegio Mater Dei di Lagonegro, struttura acquistata nel 2017. «Era un piccolo bar con area esterna - afferma Piro - con campo da padel e terrazza aperitivo. È stato proprio lì che mi sono appassionato a questo mondo». L'elevato consumo di gin registrato nel locale lo porta a chiedersi come venisse prodotto il distillato e, soprattutto, perché dipendere dai fornitori, quando invece si poteva produrre in proprio. Da quella curiosità prende forma il progetto Otivm Gin.
Formazione, ricerca e produzione diretta
Per acquisire le competenze necessarie frequenta corsi di Master Distiller in Emilia-Romagna e in Inghilterra, approfondendo in particolare il disciplinare del London Dry Gin. «È proprio in Inghilterra che prende forma quello che oggi è Otivm Gin. Il nome deriva dal latino otium e richiama il tempo dedicato alla convivialità e alle persone care».
Dopo un lungo periodo di studio, a inizio 2026 Luigi Piro ha potuto avviare la produzione di Otivm Gin
Terminata la formazione, seleziona fornitori italiani per materie prime e attrezzature, scegliendo però di non affidarsi a una distilleria conto terzi. «Non volevo che il mio gin fosse prodotto da altri. Volevo seguire personalmente ogni fase della lavorazione, dalla scelta delle botaniche alla distillazione. Dopo tante difficoltà siamo riusciti finalmente a partire, all’inizio del 2026».
La Gold Medal all'Alambicco d'Oro conferma la qualità
Il debutto ufficiale avviene al Vinitaly, dove Otivm Gin viene presentato agli operatori del settore. Qui arriva il primo contatto con Anag (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti), che incoraggia Piro a partecipare alla selezione dell’Alambicco d'Oro, conclusa con la conquista, a sorpresa e meritata, della Gold Medal, l’unica per la Basilicata nella categoria Gin.
Alla prima partecipazione, Otivm Gin ha ottenuto una Gold Medal all'Alambicco d'Oro
Per Luigi Piro il riconoscimento rappresenta soprattutto una valutazione imparziale. «Al Vinitaly abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti, ma un concorso offre un giudizio oggettivo. Se il prodotto è valido viene premiato, altrimenti no. Per noi questa medaglia è stata una conferma importante e ci ha dato ancora più motivazione per continuare a crescere».
Le botaniche e la ricerca dell'equilibrio
La ricetta di Otivm Gin è il risultato di circa sei mesi di sperimentazione. «Quando si entra nel mondo della distillazione nessuno svela le proprie ricette - continua Piro -. Bisogna studiare, partire dalle basi del London Dry Gin e fare tantissime prove». Ogni modifica richiedeva tempi lunghi di verifica: una distillazione di circa otto ore, il periodo di riposo del distillato, l'imbottigliamento e un'ulteriore attesa prima della degustazione. «Per valutare davvero ogni prova serviva quasi un mese. Solo dopo numerosi tentativi siamo arrivati al risultato che cercavamo».
Otivm Gin è realizzato con ginepro dell'Emilia Romagna e altre 10 botaniche
La ricetta utilizza alcol da grano duro, acqua demineralizzata e ginepro dell'Emilia-Romagna, affiancato da altre dieci botaniche, tra cui iris, angelica, coriandolo, cardamomo, pepe di Timut proveniente dal Nepal e petalo di rosa, distillato in corrente di vapore.«Il petalo di rosa lascia una nota balsamica molto elegante. Il risultato è un gin equilibrato, fresco e adatto praticamente a tutti i palati».
Dalla degustazione in purezza alla crescita del marchio
Secondo Luigi Piro, il modo migliore per valutare un gin è assaggiarlo senza miscelazione. «Va servito fresco, intorno ai dodici gradi. Un buon gin deve potersi bere liscio». Solo successivamente consiglia la preparazione del Gin Tonic, utilizzando un'acqua tonica neutra, qualche bacca di ginepro e una scorza di lime per non alterare il profilo aromatico.
Otivm Gin si gusta al meglio liscio, ma è anche ottimo per comporre dei cocktail
«Molti dicono che il gin non piace - conclude il produttore potentino - ma spesso dipende dall'acqua tonica utilizzata o dalle proporzioni. Una tonica troppo caratterizzata può modificare completamente il profilo aromatico del distillato. Per questo motivo il primo assaggio dovrebbe sempre essere liscio: solo così si comprende davvero la qualità e l'equilibrio del prodotto».
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