A poco più di un mese dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale Unesco, Sigep World si è chiuso a Rimini confermando il proprio peso nel foodservice internazionale: operatori da 160 Paesi, una presenza estera pari a quasi il 25% dei visitatori, 45 nazioni rappresentate tra gli espositori e 5.650 business meeting organizzati in cinque giorni. Numeri che raccontano, meglio di qualsiasi slogan, la dimensione ormai globale della manifestazione andata in scena dal 16 al 20 gennaio alla fiera di Rimini, in un contesto in cui il fuoricasa vale 71 miliardi di euro solo in Italia (fonte Circana) e continua a essere uno dei termometri più sensibili dei consumi contemporanei.

Sigep World 2026: più espositori esteri confermano l’internazionalità della fiera
Le filiere del fuoricasa e il peso strategico del settore
Organizzata da Italian Exhibition Group, l’edizione appena conclusa ha riunito le filiere (con lo svolgimento di numerosi competizioni e concorsi) di gelato, pasticceria, cioccolato, caffè, panificazione e pizza, restituendo l’immagine di un settore che dialoga sempre più per ecosistemi e meno per compartimenti stagni. Un quadro rafforzato anche dalla presenza istituzionale del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida - anticipata da quella del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli - e del presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas, che hanno sottolineato il valore strategico del comparto e il ruolo decisivo della formazione del capitale umano nella competizione internazionale.
Un’offerta sempre più internazionale
Entrando nel dettaglio, l’edizione 2026 ha segnato un deciso passo avanti sul fronte dell’internazionalizzazione dell’offerta, con, come detto, un +33% di espositori esteri provenienti da 45 Paesi, affiancati da una presenza italiana ampia e qualitativamente solida. Fra i nuovi ingressi figurano mercati molto diversi tra loro - Canada, Arabia Saudita, Algeria, Ecuador, Estonia, Serbia, Singapore, Nepal e Repubblica Ceca - a testimonianza di un interesse che non riguarda più solo l’Europa o il bacino mediterraneo, ma si estende a economie emergenti e aree in forte trasformazione.

L’edizione 2026 ha segnato un passo avanti netto sul fronte dell’internazionalizzazione dell’offerta
Dal lato della domanda, la fiera ha confermato l’affluenza della scorsa edizione, con operatori da 160 Paesi e una quota estera prossima al 25%. I principali mercati di provenienza sono stati Spagna (8,9%), Germania (6,6%), Romania (4,9%), Francia (4,1%), Grecia (4,0%) e Polonia (3,8%), mentre i tassi di crescita più significativi hanno riguardato Stati Uniti (+2%), Argentina (+40%), Filippine (+78%) e Serbia (+29%). Da segnalare anche la partecipazione, per la prima volta, di diversi Paesi africani - Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Zimbabwe e Guinea - che hanno scelto Rimini come osservatorio privilegiato per intercettare tecnologie, format e modelli di business legati al foodservice.
Buyer, mercati e relazioni operative
Un ruolo chiave lo ha avuto il Top Buyer Program, realizzato grazie alla collaborazione con Ice-Agenzia e Maeci (ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale), che ha portato in fiera 500 buyer da 75 Paesi, in particolare da Usa, India, Canada, Cina, Brasile, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Singapore. L’incontro tra domanda e offerta si è tradotto in 5.650 business meeting, confermando Sigep World come una piattaforma operativa, dove il networking si misura in appuntamenti concreti e opportunità di sviluppo internazionale. Guest Country 2026, ricordiamo, è stata l’India, presente con una delegazione di 50 top buyer, rappresentanti istituzionali ed espositori specializzati nelle tecnologie per il gelato, a conferma del dinamismo di un mercato sempre più centrale nei settori foodservice e hospitality. In parallelo, è cresciuta anche l’attenzione dei media: 802 i giornalisti accreditati, con una presenza estera in forte aumento.

Accanto ai numeri, la manifestazione ha funzionato come spazio di confronto tra mercati e visioni diverse. Lo dimostra la presenza dei National Pavilion e delle collettive di Arabia Saudita - al debutto dopo il progetto Guest Country 2025 -, Cina e Ucraina, che hanno contribuito a costruire un ecosistema in cui ingredienti, tecnologie e format hanno dialogato oltre i confini geografici. Un foodservice sempre più interconnesso, dove l’identità dei prodotti si intreccia con la capacità di adattarsi a contesti culturali e consumi differenti.
Collegamenti e sviluppo internazionale (oltre Rimini)
La dimensione internazionale di Sigep World si è poi riflessa anche fuori dai padiglioni, con un potenziamento dei collegamenti e dei servizi di accesso per buyer ed espositori. Sono stati attivati nuovi voli diretti su Rimini da Monaco di Baviera e Madrid, mentre la partnership con Lufthansa Group ha garantito tariffe agevolate per raggiungere l’aeroporto di Bologna da oltre 310 destinazioni. In città, la rimodulazione degli orari di apertura, l’ottimizzazione della viabilità e il rafforzamento del trasporto pubblico - grazie alla collaborazione con il Comune di Rimini - hanno migliorato sensibilmente la gestione dei flussi, riducendo le criticità nei momenti di punta.

Il Comune di Rimini ha contribuito a migliorare la gestione dei flussi
Con la chiusura dell’edizione 2026, Sigep World guarda ora oltre Rimini. Il percorso di sviluppo internazionale prosegue infatti con Sigep Usa, in programma dal 24 al 26 marzo 2026 a Las Vegas, il roadshow di Sigep China nella primavera 2026 a Shanghai e Sigep Asia, dal 15 al 17 luglio 2026 a Singapore, a presidio di alcune delle aree più dinamiche del foodservice globale. L’appuntamento è già fissato anche per il ritorno in Italia: gennaio 2027, di nuovo alla Fiera di Rimini, per misurare - come sempre - come cambiano mercati, consumi e linguaggi del fuoricasa.