La Guida Michelin archivia l'esperienza fallimentare della Stella Verde e prova a trovare un nuovo modo di raccontare la sostenibilità nella ristorazione e non solo. Dopo appena cinque anni dalla sua nascita, infatti il riconoscimento dedicato alla sostenibilità nella ristorazione verrà progressivamente abbandonato, certificando un fallimento in qualche modo annunciato (come anticipato anche da Italia a Tavola) e che ora trova conferma direttamente dalla Guida stessa. Al suo posto, infatti, ci sarà «Mindful Voices», pensato per ampliare il racconto oltre il solo ambito gastronomico con uno sguardo anche ai mondi del vino e dell'ospitalità, dove la Rossa sta entrando sempre di più rispettivamente con i "grappoli" e le "chiavi". L’iniziativa sarà presentata ufficialmente il 1° giugno durante la cerimonia Michelin dedicata ai Paesi nordici, in programma a Copenaghen.
La Michelin abbandonerà il sistema delle Stelle Verdi
Stella Verde, un riconoscimento mai davvero sbocciato
Introdotta nel 2020, la Stella Verde era nata con l’obiettivo di valorizzare i ristoranti impegnati sul fronte ambientale, della filiera e della gestione sostenibile. Nel corso degli anni il simbolo doveva diventare uno degli elementi più riconoscibili dell’evoluzione recente della Guida Michelin, soprattutto nel dialogo con le nuove sensibilità del pubblico internazionale, ma in realtà non è mai riuscita a diventare un fattore rilevante, in parte perché non era chiaro se fosse un vero riconoscimento di eccellenza o un modo per estendere il marchio Michelin a un pubblico più ampio, includendo realtà diverse come trattorie, agriturismi e bistrot, accanto ai ristoranti stellati. E già in vista dell'edizione italiana 2026, la comunicazione relativa al macaron green aveva iniziato ad essere sempre meno evidente e sempre più marginale.
Dalla sostenibilità in cucina a un racconto più ampio
Insomma, che l'addio alla Stella Verde non sia stato un fulmine a ciel sereno è chiaro. Con «Mindful Voices», però, Michelin sceglie un’impostazione diversa. Il nuovo progetto punta infatti a raccontare persone, modelli e percorsi che stanno incidendo sul modo di intendere la gastronomia, l’accoglienza e la produzione vinicola, confermando un'impostazione totalizzante da parte della Rossa. Secondo quanto comunicato dalla stessa Guida, il nuovo format nasce anche in relazione all’espansione internazionale del marchio, oggi presente in oltre 60 destinazioni, e al recente sviluppo delle attività dedicate agli hotel e al vino.
Con "Mindful Voices" si apre una nuova fase per la Guida Michelin
La nuova sezione sarà sviluppata in formato digitale e verrà integrata all’interno del sito ufficiale, dell’applicazione Michelin, dei canali social e delle pubblicazioni cartacee della Guida. «Mindful Voices» raccoglierà storie, interviste e approfondimenti dedicati a chef, albergatori e produttori di vino considerati protagonisti di pratiche innovative o di nuovi modelli gestionali. L’intenzione dichiarata è quella di superare il concetto di riconoscimento assegnato esclusivamente ai ristoranti per costruire invece uno spazio editoriale più trasversale, legato ai cambiamenti culturali e organizzativi del settore hospitality.
Michelin: «Dare spazio a chi sta cambiando il settore»
A spiegare il senso del nuovo progetto è stato Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle Guide Michelin. «Mindful Voices darà voce a tutti coloro che stanno riscrivendo le regole nei rispettivi settori. Questo nuovo modello trae ispirazione direttamente da ciò che i nostri ispettori osservano in prima persona: incontri ed esperienze che stanno trasformando il modo di fare le cose e che meritano di essere condivise».
Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle Guide Michelin
La trasformazione segna anche un cambio di impostazione nella comunicazione Michelin: meno attenzione al singolo simbolo assegnato e maggiore centralità alle storie, ai percorsi professionali e alle pratiche considerate significative nel panorama internazionale.