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Guida Michelin Italia 2027: altri 15 ristoranti nella selezione

A maggio sono 15 i nuovi ristoranti inseriti nella selezione della Guida Michelin Italia 2027, che continua a prendere forma in vista della presentazione ufficiale in programma il prossimo 12 novembre. Solo allora si scoprirà se questi locali entreranno fra gli stellati, i Bib Gourmand o resteranno tra le semplici segnalazioni della guida

di Redazione Italia a Tavola
30 maggio 2026 | 15:57
Michelin

Dopo i dieci nuovi ingressi annunciati ad aprile, la Guida Michelin Italia 2027 amplia ulteriormente la propria selezione con altri 15 ristoranti inseriti nel mese di maggio. Gli ispettori della Rossa proseguono così il percorso di aggiornamento dell’elenco che confluirà nell’edizione in uscita il prossimo 12 novembre. Solo in quell’occasione si scoprirà quali indirizzi riusciranno a conquistare una stella, un Bib Gourmand o una semplice segnalazione. Intanto, i nuovi ingressi confermano la varietà del panorama gastronomico italiano, fra valorizzazione del territorio, ricerca contemporanea e interpretazioni personali delle tradizioni locali.

I nuovi 10 ingressi nella Guida Michelin 2027

I ristoranti sono già segnalati sul sito ufficiale della Michelin Italia e all’interno dell’app dedicata. Ecco di seguito i "quindici" che già possono dirsi certi del loro nome segnalato nella guida 2027, con le rispettive motivazioni.

Wm Crociera

Mamma Orso (Roma)

Un angolo della sala del ristorante Mamma Orso
Un angolo della sala del ristorante Mamma Orso

Situata nel vivace quartiere Nomentano, a nord-est della città e alle spalle di Piazza Bologna - non un’area turistica, bensì una delle zone studentesche di Roma - questa giovane gestione propone una cucina regionale italiana fragrante e semplice, reinterpretata con passione. Le ricette attraversano lo Stivale da nord a sud, per poi essere rilette con gusto personale: il tradizionale tortello di zucca mantovano, ad esempio, diventa una fetta di zucca al forno con burro acido, salsa al curry, liquirizia e amaretti. Sebbene molti piatti conservino un’impronta quasi casalinga, non manca la fantasia: eccellente il crème caramel all’orzo, servito con arachidi salate e sbriciolate. Il tutto è ospitato in un’unica sala raccolta e accogliente, dal piacevole spirito vintage.

Zivieri (Bologna)

La mise en place di Zivieri
La mise en place di Zivieri

I prodotti della collina scendono in città: questo, in estrema sintesi, il ristorante. All’interno della medioevale Torre Alberici, nel cuore del centro storico, la sala, semplice e dagli arredi moderni, accoglie i prodotti che la stessa fattoria Zivieri alleva e coltiva sull’Appennino. Cucina quindi regionale, di ottimo livello, con i salumi e le carni come fiore all’occhiello, tra l’altro acquistabili insieme ai formaggi ed altro nella loro adiacente macelleria.

Pesceria San Martino (Ciriè, Torino)

La sala del ristorante Pesceria San Martino
La sala del ristorante Pesceria San Martino

Nato come banco del pesce e cresciuto nel tempo fino a diventare una piccola gastronomia di mare, questo indirizzo accoglie gli avventori in un ambiente essenziale ma ben curato: una saletta intima all’ingresso e, sul retro, una veranda luminosa che durante la bella stagione si apre sull’esterno. Il servizio è attento e professionale, mentre dalla cucina arriva una proposta costruita a partire da materie prime freschissime, selezionate con rigore. Tra le specialità spiccano i creativi “salumi di mare”, originali e ben calibrati, insieme a un fritto di calamari disponibile anche da asporto. Meritano l’assaggio i polipetti al tegame, morbidi e intensi, serviti con un sugo di datterini e una bruschetta croccante che invita immancabilmente alla scarpetta. La forte affluenza rende consigliata la prenotazione, soprattutto nei fine settimana.

Barbagianni (Colle di Val d’Elsa, Siena)

Un tavolo del ristorante Barbagianni
Un tavolo del ristorante Barbagianni

All’interno di un elegante edificio in pietra lungo la strada che conduce al centro di Colle, il ristorante Barbagianni accoglie gli ospiti in un’atmosfera calda e suggestiva: al centro della sala spicca una maestosa quercia stabilizzata, illuminata da piccole luci che ne esaltano la presenza scenografica. La cucina, giovane e dal piglio giocoso, punta a un equilibrio piacevole tra tecnica e gusto, con piatti che uniscono creatività e riconoscibilità. Il menu propone due percorsi degustazione, affiancati da una carta che abbraccia carne, pesce e proposte vegetali, tutte pensate per valorizzare la stagionalità e la qualità delle materie prime. A completare l’esperienza, un servizio di sala dinamico e sorridente, attento alle esigenze del cliente e sempre pronto a suggerire il vino più indicato per accompagnare ogni creazione.

Elementi (Latina)

Uno scorcio della sala del ristorante Elementi
Uno scorcio della sala del ristorante Elementi

In questo piccolo locale dai toni minimali, con tavoli in legno e luci soffuse, regnano cordialità e buona cucina. La dolce musica da camera che fa da sottofondo accompagna gli ospiti in un viaggio nella cucina di Valentina e Saverio, dove domina una forte impronta personale. Il menu alterna proposte di mare e di terra: dalle alici marinate in casa ai caserecci abruzzesi cacio e pepe con gambero rosa, fino a un impeccabile petto d’anatra tra i piatti principali. Un indirizzo che conquista i palati più esigenti: un’esperienza davvero gourmand.

Insieme (Milano)

Gli interni del ristorante Insieme
Gli interni del ristorante Insieme

In una via tranquilla e appartata, lontana dai percorsi più battuti, un piccolo ristorante di quartiere racconta la storia di una coppia che, dopo esperienze maturate all’estero, ha scelto di tornare e mettere radici qui. Il risultato è un locale dal carattere autentico, dove l’atmosfera familiare è immediatamente percepibile e diventa parte integrante dell’esperienza. Il menu, agile e in continua evoluzione, riflette una cucina che guarda ai sapori con sensibilità contemporanea: si passa dalle note più gentili, come la zucca arrosto accompagnata da una spuma di Parmigiano e crumble di mandorla, ai toni più decisi, ben rappresentati da un eccellente risotto Carnaroli allo zafferano, arricchito da lingua e una vibrante salsa al prezzemolo. Qualunque sia l’umore dell’ospite, basta affidarsi ai suggerimenti della patron, Federica: giovane e competente, sa guidare con naturalezza nella scelta del calice ideale, in perfetta sintonia con la cucina dello chef Alessandro.

Patrizia (Modena)

Il bancone del ristorante Patrizia
Il bancone del ristorante Patrizia

Spinta creativa nel pieno centro cittadino: così si presenta Patrizia, ristorante che prende il nome dalla madre dello chef. Qui il percorso è unico - disponibile in versione completa o ridotta - e cambia al ritmo delle stagioni; con esso si trasformano anche luci, musica e dettagli della sala, seguendo esattamente la visione del giovane chef Tommaso Zoboli. Un movimento continuo, fatto di idee e di ricerca, pensato per soddisfare sé stesso e sorprendere gli ospiti. La sequenza dei piatti rivela una cucina esuberante, ricca di rimandi a pensieri e culture diverse, libera da preconcetti negli abbinamenti e sempre curata nella presentazione. Il racconto al bancone, affidato allo chef-patron e al suo giovane team, completa un’esperienza dinamica e immersiva.

Ciambra (Monreale, Palermo)

La sala del ristorante Ciambra
La sala del ristorante Ciambra

Alle porte della località e a pochi passi dal magnifico Duomo di Monreale, questo indirizzo dal gusto rustico ma elegante si rivela una tappa interessante per chi desidera esplorare una cucina di mare raffinata, riletta con un tocco moderno senza tradire l’autenticità dei sapori. Il Tonnarello fresco cacio e pepe con quenelle di gambero rosso è una piccola delizia che ben rappresenta la mano dello chef, così come i crudi di pesce, freschissimi e ben eseguiti. Da non perdere, infine, i dessert della casa: veri protagonisti di fine pasto, capaci di lasciare un ricordo goloso e persistente.

Sabaudia (Nichelino, Torino)

Dettaglio di un tavolo del ristorante Sabaudia
Dettaglio di un tavolo del ristorante Sabaudia

All’interno delle cascine che un tempo circondavano la Palazzina di Caccia di Stupinigi, negli ambienti un tempo destinati alla servitù, prende vita un locale confortevole, caratterizzato da un’atmosfera calda e ricca di storia. La cucina segue con coerenza il filone regionale, ravvivandolo con tocchi di fantasia e colore che donano freschezza alle ricette della tradizione. In alternativa, non manca una selezione di piatti di mare, ai quali è dedicato anche uno dei due menu degustazione. Anche la cantina predilige giocare in casa, con suggerimenti al calice e in bottiglia che cambiano settimanalmente, mantenendo viva la scoperta.

Nunziadêina (Nonantola, Modena)

Un angolo della sala del ristorante Nunziadêina
Un angolo della sala del ristorante Nunziadêina

Un traguardo importante: nel 2026 la quarta generazione ha festeggiato i 100 anni di storia di questa insegna, celebrati anche con l’ingresso in Guida. L’attività era stata avviata da Annunciata a Cittanova, per poi chiudere nel 2002 e riaprire quattro anni più tardi nell’attuale sede, proprio di fronte alla splendida Abbazia di Nonantola, adottando il nome che fu il soprannome della fondatrice: Nunziadêina. Da allora, il filo conduttore è rimasto lo stesso: le bontà e le golosità emiliane. Gli ambienti sono familiari ma curati nei dettagli; i fiori freschi su ogni tavolo aggiungono un tocco gradevole, mentre il camino sempre acceso sul fondo della sala anticipa una delle specialità della casa, la carne alla brace. Accanto a questa, non mancano paste fresche, ottimi salumi e numerose ricette della tradizione, fino al consueto e irresistibile carrello dei dolci. Completa l’offerta un’interessante carta dei vini. Un indirizzo davvero meritevole.

Pirò (Roma)

Gli spazi interni del ristorante Pirò
Gli spazi interni del ristorante Pirò

A pochi passi da piazza Navona, che la sera si fa più quieta e ancor più affascinante che di giorno, si trova una tavola dedicata alla cucina di mare più classica, con una ricca proposta di crudi e una serie di piatti cucinati che valorizzano ogni pescato. L’ambiente è moderno e raccolto, il servizio attento senza invadenze, la gestione forte di una lunga esperienza nella ristorazione romana. Un indirizzo da suggerire a chi cerca eleganza misurata e una cucina che porta in tavola il profumo autentico della salsedine.

San Genesio (Castagneto Po, Torino)

Vista sulla sala del ristorante San Genesio
Vista sulla sala del ristorante San Genesio

In posizione dominante nel cuore della piccola frazione, questo ristorante storico - sempre mantenuto vivo nel tempo - ha ritrovato nuovo slancio dal 2017 grazie a una gestione appassionata e competente (qui, non a caso, venne festeggiato il battesimo del sommelier Simone). Dalla sala e dall’ampio dehors lo sguardo abbraccia il paesaggio circostante, e nelle giornate più terse la vista si spinge ancora oltre, regalando un colpo d’occhio di grande fascino. La cucina rimane fedele alla tradizione, interpretata però con una freschezza contemporanea nelle presentazioni e in qualche accostamento che dona personalità alla proposta. Di ottimo livello anche la carta dei vini, articolata con intelligenza e ricca sia di orizzontalità che di verticalità, tra Piemonte, Italia e non solo.

Ciccio Bistrot (Tortona, Alessandria)

Alcuni dei tavoli di Ciccio Bistrot
Alcuni dei tavoli di Ciccio Bistrot

Nella suggestiva sala a volte che un tempo accolse il celebre Cavallino, oggi Ciccio Bistrot porta in tavola una cucina schietta, profondamente locale, fedele alla tradizione e senza inutili divagazioni-se non nei titoli ironici che punteggiano il menu. Tra le proposte, meritano un assaggio i divertenti “no name”: agnolotti del plin serviti con la salsa che preferite, un piccolo rito di personalizzazione che conquista gli habitué. Ogni giorno spunta qualche prelibatezza fuori carta, mentre il vino mantiene il ruolo che la tradizione gli affida: un compagno discreto ma essenziale, sostenuto da una selezione curata e dal consiglio esperto del patron, sempre pronto a guidare verso l’abbinamento più adatto.

Café Carducci (Verona)

Particolare della sala del ristorante Caffè Carducci
Particolare della sala del ristorante Caffè Carducci

Gli appassionati di atmosfere retrò e nostalgiche troveranno motivo d’ispirazione in questo locale aperto nel 1928. Da allora c’è stato un susseguirsi di generazioni, ma sempre della stessa famiglia; oggi si entra attraverso il bar e da qui si passa al ristorante, che non si vorrebbe lasciare mai, tanto è incantevole, tra libri, quadri e bottiglie. Accanto ad una vasta selezione di salumi e formaggi (soprattutto francesi), ci sono squisiti piatti sia di carne che di pesce, oltre ad una memorabile cantina con circa duemila etichette.

Darì (Verona)

La sala del ristorante Darì
La sala del ristorante Darì

Traboccante di stucchi, specchi, ceramiche e lampadari di Murano, si prende posto in una delle cinque sale del ristorante, una più raffinata ed originale dell’altra, per una serata da grande occasione. Tutto s’ispira all’opulenza in questo sontuoso palazzo quattrocentesco, mentre la cucina spazia dal locale all’internazionale, dal creativo al tradizionale. Col bel tempo, servizio in un incantevole giardino, una rarità nel cuore di Verona.

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