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giovedì 16 aprile 2026  | aggiornato alle 15:49 | 118664 articoli pubblicati

Guida Michelin Italia 2027, si aggiungono 10 nuovi ristoranti in selezione

Ad aprile sono dieci i nuovi ristoranti inseriti nella selezione della Guida Michelin Italia 2027, che sta prendendo forma in vista della presentazione ufficiale della Rossa che avverrà il prossimo 12 novembre. Solo allora si scoprirà se questi locali entreranno tra gli stellati, i Bib Gourmand o resteranno tra le semplici segnalazioni

16 aprile 2026 | 11:11
Guida Michelin Italia 2027, si aggiungono 10 nuovi ristoranti in selezione
Guida Michelin Italia 2027, si aggiungono 10 nuovi ristoranti in selezione

Guida Michelin Italia 2027, si aggiungono 10 nuovi ristoranti in selezione

Ad aprile sono dieci i nuovi ristoranti inseriti nella selezione della Guida Michelin Italia 2027, che sta prendendo forma in vista della presentazione ufficiale della Rossa che avverrà il prossimo 12 novembre. Solo allora si scoprirà se questi locali entreranno tra gli stellati, i Bib Gourmand o resteranno tra le semplici segnalazioni

16 aprile 2026 | 11:11
 

Dopo i dieci ingressi annunciati a marzo, anche aprile porta in dote altrettanti dieci nuovi ristoranti nella selezione della Guida Michelin Italia 2027. Gli ispettori della Rossa continuano così ad aggiornare l’elenco degli indirizzi che compariranno nella prossima edizione, in uscita il prossimo 12 novembre. Solo allora, ricordiamo, si capirà se questi locali conquisteranno una stella, un Bib Gourmand o resteranno tra le semplici segnalazioni. Per ora, il dato certo è un altro: i nuovi ingressi delineano una mappa gastronomica eterogenea, tra cucine radicate nel territorio, approcci contemporanei e percorsi di ricerca su materie prime e tecniche.

I nuovi 10 ingressi nella Guida Michelin 2027

I ristoranti sono già segnalati sul sito ufficiale della Michelin Italia e all’interno dell’app dedicata. Ecco di seguito i "dieci" che già possono dirsi certi del loro nome segnalato nella guida 2027, con le rispettive motivazioni.

Orso Grigio (Cavalese, Trento)

La sala del ristorante Orso Grigio
La sala del ristorante Orso Grigio

Nel centro di Cavalese, all’interno dall’omonimo albergo, un giovane chef propone un’intelligente e gustosissima rilettura delle tradizioni gastronomiche trentine, senza tuttavia stravolgerne l’identità. Una tappa da non farsi mancare, tra l’altro accompagnata da una buona selezione enologica, con diversi vini biologici, biodinamici e affinati in anfora. Imperdibile il gelato allo Schüttelbrot con mirtillo nero, spinada e timo.

Q.B. Bistrò (Cuneo)

La sala del ristorante Q.B. Bistrò
La sala del ristorante Q.B. Bistrò

Q.B. Bistrò è un piccolo indirizzo accogliente nel cuore del centro storico di Cuneo, affacciato su una via tranquilla e defilata. La cucina guarda alla contemporaneità con piatti essenziali ma curati, costruiti su ingredienti stagionali e materie prime selezionate con attenzione. La carta dei vini, ragionata e ben strutturata, apre volentieri lo sguardo ai naturali e ai biologici, con etichette che raccontano territori e produttori indipendenti. Un locale giovane e piacevole, ideale per chi cerca semplicità, cura nei dettagli e una dose autentica di passione.

Il Cigno (Mantova)

La sala del ristorante Il Cigno
La sala del ristorante Il Cigno

A ridosso del centro storico, questo ristorante elegante e raffinato trova posto in un suggestivo edificio cinquecentesco che conserva un fascino d’altri tempi. Lo chef, talentuoso e creativo, propone una cucina contemporanea che alterna con equilibrio piatti di carne e di pesce, giocando con tecniche moderne e tocchi di fantasia. Il “sashimi di ricciola con crema di mandorle, lampone e quinoa soffiata” è un piccolo incipit di pura finezza, mentre è quasi un dovere concludere con i loro eccellenti dessert. Nella bella stagione, vale la pena prenotare un tavolo nel suggestivo dehors, allestito attorno a un affascinante pozzo quattrocentesco.

Sakeya (Milano)

La sala del ristorante Sakeya
La sala del ristorante Sakeya

Chef originario di Kyoto, una yakitori grill ben visibile già all’ingresso e ambienti minimali che richiamano i bistrot giapponesi: il locale si presenta così, con una parete interamente dedicata al sakè – oltre 150 etichette in carta, con novità che arrivano ogni settimana. La cucina segue un’impronta orientale sia nei prodotti sia nelle tecniche, con incursioni creative come il Gindara 2.0, merluzzo allo zenzero e yuzu, oppure più classiche, come il filetto di wagyu cotto sulla carbonella direttamente al tavolo dall’ospite. La vera specialità restano però i kushiyaki, spiedini di diverse tipologie cotti sulla griglia posta all’ingresso. Servizio gentile e preparato: vale la pena lasciarsi guidare dal sommelier, sempre pronto a raccontare curiosità e storia sulla produzione del sakè.

Sant’Agostino (Piacenza)

Il dehor del ristorante Sant’Agostino con vista sulla sala interna
Il dehor del ristorante Sant’Agostino con vista sulla sala interna

A ridosso della chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, un chiostro curato introduce al mondo culinario dello chef Mauro Brina, giovane professionista che predilige la carne ma dà il meglio di sé quando cucina il pesce. Non a caso consigliamo alcune delle sue preparazioni marine, come i pisarei ai crostacei o la zuppa di pesce con pomodoro, crostacei, cozze, seppie e pescato del giorno. Nella bella stagione vale la pena organizzarsi per un pasto nel dehors, suggestivo nei suoi toni storici e nel fascino caratteristico dell’antico convento.

Nomos Ante (Roma)

La sala del ristorante Nomos Ante
La sala del ristorante Nomos Ante

Nel cuore della città, a un passo dal fiume e con Trastevere appena oltre, si è affacciato un nuovo ristorante all’interno di un altrettanto recente hotel cinque stelle lusso, nei pressi della chiesa di San Paolo alla Regola, da cui prende il nome, che in greco significa appunto “legge, regola”. L’ambiente abbraccia un minimalismo rigoroso, interrotto solo da monolitici blocchi di travertino che donano ritmo all’essenzialità della sala, mentre il giovane personale, in tuniche perfettamente intonate ai toni monocromatici dell’arredo, accoglie con professionalità e calore. In cucina, lo chef romano Giulio Zoli – amante dichiarato della Francia e con un recente passato da sous chef al Pagliaccio – firma una proposta contemporanea e stimolante, che parte da spunti della tradizione locale per poi allargarsi a tutte le sue esperienze internazionali.

Enoteca Cavour 313 (Roma)

La sala del ristorante Enoteca Cavour 313
La sala del ristorante Enoteca Cavour 313

Rinato a fine 2024 grazie all’entusiasmo di una giovane francese cresciuta tra filari e vendemmie, questo storico locale ha ritrovato nuova vita senza perdere l’anima da enoteca rustica e accogliente. Subito oltre l’ingresso ci si ferma per un pranzo “easy”, scandito da una proposta agile scritta su lavagna e arricchita da un piatto del giorno – irresistibili, nel nostro assaggio, i risoni allo zafferano con canocchie. La sera (prenotazione consigliata) ci si sposta invece negli ambienti più raccolti che si aprono dopo la cucina a vista, dove il giovane cuoco romano, formatosi alla scuola ALMA, firma piatti stagionali interpretati con tecnica e creatività. Ottima la carta dei vini, armoniosamente divisa tra etichette italiane e d’oltralpe.

Insieme dal Clandestino (Torino)

Uno dei tavoli ristorante Insieme dal Clandestino
Uno dei tavoli ristorante Insieme dal Clandestino

Uno chef di origine albanese, che rivendica con orgoglio nel nome del suo locale il percorso complesso che lo ha portato in Italia, firma una cucina capace di coniugare memoria e modernità. Le esperienze maturate in regione e in città gli hanno permesso di sviluppare piatti tutt’altro che artificiosi, in grado di rileggere le solide tradizioni piemontesi attraverso una sensibilità contemporanea, pur facendo ampio uso degli ingredienti simbolo del territorio - dalle paste fresche al cioccolato, dalla nocciola al tartufo. Molto interessante anche il rapporto qualità-prezzo: a pranzo è disponibile una formula più snella, sempre dalla carta, mentre non è raro che la cucina conceda la possibilità di scegliere anche tra le proposte più ampie e articolate della sera.

Marchese (Torino)

La sala del ristorante Marchese
La sala del ristorante Marchese

Situato in una zona ancora centrale della città, questo ristorante non è una nuova apertura, ma ha recentemente rinnovato la propria identità affidando la cucina a uno chef romano con un solido curriculum alle spalle. L’offerta gastronomica mantiene una struttura classica, con la scelta tra un menù degustazione “a sorpresa” e un articolato percorso alla carta. In cucina si intrecciano tradizioni locali e nazionali, arricchite da un tocco internazionale che si traduce in ricette visivamente ricche, colorate e soprattutto convincenti al palato. I piatti, sia di carne sia di pesce, seguono la stagionalità dei prodotti, con particolare attenzione agli abbinamenti vegetali. Tra le proposte più riuscite spicca il risotto alla zucca con gambero blu, umami ai frutti rossi e croccante di Caesar salad: un equilibrio riuscito tra tecnica, sapori e creatività.

Osteria dell’Unione (Treiso, Cuneo)

Un angolo della sala dell’Osteria dell’Unione
Un angolo della sala dell’Osteria dell’Unione

Nel cuore delle Langhe del Barbaresco, questa osteria custodisce intatta l’essenza conviviale dei locali di un tempo. L’ambiente è caldo e familiare, mentre profumi e sapori evocano immediatamente la cucina domestica, quella delle ricette tramandate e preparate sul momento. Il menu celebra i capisaldi della tradizione più autentica: dal pollo ruspante alla cacciatora alle soffici e celebri frittatine agli spinaci, piatti semplici solo in apparenza, che rivelano una mano precisa e rispettosa della memoria gastronomica piemontese. La carta dei vini, ben strutturata e proposta a prezzi corretti, accompagna il tutto con naturalezza. Durante la bella stagione, il pergolato ombreggiato dalla vite diventa la cornice ideale per un pasto dal fascino rustico e genuino.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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