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Al Cyprianerhof un residence per i dipendenti: così si attrae e trattiene personale

L'hotel 5 stelle in Alto Adige ha trasformato l’antica fucina di Tires in una residenza da 2.550 mq, intervenendo su uno dei nodi più concreti dell’ospitalità: il peso degli affitti per chi lavora nelle zone turistiche. Un investimento da 6,5 milioni che riduce il costo della vita per i dipendenti e rafforza stabilità del team e qualità dell’accoglienza

di Redazione Italia a Tavola
11 marzo 2026 | 17:57
Al Cyprianerhof un residence per i dipendenti: così si attrae e trattiene personale

Nel mondo del turismo italiano (e non solo, sia chiaro) il problema della carenza di personale è ormai sotto gli occhi di tutti. Eppure, quando si prova ad andare un po’ più a fondo, ci si accorge che si parla molto meno di una delle primi ragioni che rendono difficile trovare e trattenere lavoratori: la casa. Perché lavorare in una destinazione turistica può essere sicuramente affascinante, ma quando gli affitti sono alle stelle o semplicemente inesistenti, trasferirsi e vivere in quei luoghi diventa (molto) complicato. Ed è proprio qui che entra in gioco una scelta che merita attenzione, quella del Cyprianerhof, hotel cinque stelle che nelle Dolomiti ha deciso, di recente, di affrontare il problema alla radice costruendo una residenza dedicata ai propri collaboratori.

Una residenza per chi lavora nell’hotel

L’iniziativa nasce nel piccolo centro di Tires, in provincia di Bolzano, dove l’hotel della famiglia Damian ha trasformato l’antica fucina del paese, la storica Alte Schmiede, in un edificio pensato per ospitare il personale. Non si tratta di qualche stanza ricavata all’interno della struttura principale, come accade spesso negli alberghi (soprattutto quelli stagionali), ma di un progetto vero e proprio: una residenza moderna, progettata per diventare uno spazio di vita oltre che di lavoro. Una scelta che dice molto del modo in cui il Cyprianerhof interpreta oggi il tema del lavoro nell’ospitalità. Perché offrire un alloggio ai dipendenti, oggi, significa molto più che mettere a disposizione un tetto sopra la testa. Significa permettere ai lavoratori - in particolare a quelli più giovani - di ridurre drasticamente una delle spese più pesanti della vita quotidiana, quella dell’affitto.  E di conseguenza significa anche dare loro la possibilità di risparmiare, costruire stabilità e accrescere il proprio patrimonio, cosa tutt’altro che scontata nel mondo del turismo.

Al Cyprianerhof un residence per i dipendenti: così si attrae e trattiene personale

L'hotel Cyprianerhof, immerso nelle Dolomiti

Il comparto dell’accoglienza, infatti, continua a denunciare una cronica difficoltà nel reperire (e trattenere) personale qualificato. Eppure il lavoro non manca, anzi. Il punto è che sempre più spesso mancano le condizioni materiali per farlo. In molte destinazioni turistiche, fra montagne, laghi e città d’arte, trovare una casa a prezzi accessibili è diventato quasi impossibile. Così, mentre gli hotel cercano personale, molti lavoratori rinunciano ancora prima di iniziare. Ecco perché iniziative come quella del Cyprianerhof assumono un significato che va ben oltre il singolo progetto.

Montasio Cattel

Come è stata progettata la nuova residenza

Entrando nel merito, la nuova residenza si trova a circa 500 metri dall’hotel e si sviluppa su quattro piani più un livello interrato, per una superficie complessiva di circa 2.500 mq. Il progetto porta la firma dell’architetto Stefan Gamper ed è stato realizzato con un investimento di circa 6,5 milioni di euro. All’interno trovano spazio 38 camere singole, ciascuna di circa 27 mq, pensate per ospitare collaboratori stagionali e dipendenti stabili con formule che vanno dalla gratuità al contributo mensile agevolato. Allo stesso tempo, però, la residenza è stata concepita come un luogo dove vivere e non semplicemente dove dormire tra un turno e l’altro. Accanto alle camere (vedi foto di apertura) sono stati infatti progettati spazi comuni che invitano alla condivisione: un lounge bar, una cucina, una sala cinema, una sala giochi e un’area fitness. Ambienti che puntano a creare socialità, senso di appartenenza e un equilibrio più sostenibile tra lavoro e vita privata.

Del resto l’idea alla base del progetto nasce da una necessità molto concreta. «Garantire ai collaboratori un’abitazione stabile, dignitosa, sostenibile e vicina al lavoro, in un contesto in cui l’offerta abitativa è limitata, riduce in modo concreto stress e incertezza, permettendo loro di concentrarsi sia sulla qualità del lavoro che svolgono, che sulla qualità della propria vita quotidiana» ha spiegato Michael Damian, hotel manager del Cyprianerhof. E proprio da questa riflessione prende forma una scelta che unisce visione imprenditoriale e responsabilità sociale. «La formula abitativa agevolata rappresenta un benefit tangibile e immediatamente percepito, ma soprattutto comunica un messaggio chiaro: l’azienda considera il collaboratore come una persona, non solo come forza lavoro. Siamo convinti che questo progetto contribuisca anche alla stabilità del team nel medio-lungo periodo, perché crea condizioni che rendono più facile tornare, restare e crescere insieme. È una scelta che rafforza il legame tra collaboratori e azienda in modo autentico e duraturo».

Al Cyprianerhof un residence per i dipendenti: così si attrae e trattiene personale

La residenza offre anche spazi comuni che invitano alla condivisione

Naturalmente il progetto dialoga anche con il contesto ambientale in cui si inserisce. L’edificio, infatti, raggiunge la classe energetica A+ con certificazione CasaClima Nature grazie a un sistema che integra energia solare e geotermica, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale e massimizzare l’efficienza energetica. La struttura funziona di fatto come una casa passiva e utilizza materiali come legno, vetro, cemento e isolanti ad alte prestazioni, mentre il percorso verso la certificazione Climahotel si inserisce nella strategia più ampia della struttura, che lega sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. E tuttavia, al di là degli aspetti tecnici e architettonici, il punto vero resta un altro. Offrire una casa ai dipendenti significa cambiare prospettiva sul lavoro nel turismo. Perché in un settore che vive di persone - camerieri, receptionist, cuochi, addetti ai piani, manutentori - la qualità dell’accoglienza dipende inevitabilmente anche dalle condizioni di vita di chi quell’accoglienza la rende possibile ogni giorno.

Un segnale che riguarda tutto il turismo

Per questo la scelta del Cyprianerhof assume un valore che va oltre i confini di Tires. Non è il primo caso di residenza per collaboratori, soprattutto in Alto Adige dove il tema è affrontato da anni, ma resta comunque un segnale importante per il resto del Paese. L’auspicio è che non rimanga un episodio isolato e che altri alberghi, soprattutto nelle grandi destinazioni turistiche italiane, inizino a guardare a modelli simili. Perché alla fine la questione è semplice. Il turismo è uno dei motori economici dell’Italia. Ma un motore, senza le persone che lo fanno funzionare ogni giorno, prima o poi si ferma. E allora forse vale la pena partire proprio da qui: garantire a chi lavora nell’ospitalità una cosa elementare, spesso sottovalutata eppure decisiva. Una casa.

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