Più concorrenza, requisiti meno restrittivi e addio al lotto unico. Sono questi gli elementi che caratterizzano il nuovo bando per la refezione scolastica pubblicato dal Comune di Bologna per il periodo 2026-2029. Dopo le osservazioni dell'Anac sul precedente appalto, l'amministrazione ha scelto di suddividere il servizio in due lotti distinti, superando un modello che, secondo le critiche emerse negli ultimi mesi, rischiava di limitare la partecipazione degli operatori della ristorazione collettiva.
La divisione in due lotti distinti del bando per la refezione scolastica a Bologna favorisce la concorrenza tra le aziende della ristorazione collettiva
L'obiettivo dichiarato è ampliare la platea delle aziende in grado di concorrere alla gestione delle mense scolastiche cittadine, mantenendo elevati standard qualitativi e organizzativi. Una scelta che non convince completamente chi ritiene che una divisione ancora più articolata avrebbe favorito una concorrenza più ampia e una maggiore pluralità di gestori.
Il futuro della ristorazione collettiva: dal prezzo alla qualità del cibo pubblico
La vicenda bolognese arriva in una fase di profonda trasformazione della ristorazione collettiva. Dalle nuove regole sugli appalti pubblici alla crescente attenzione per sostenibilità, filiere locali, revisione dei prezzi e qualità nutrizionale, il settore delle mense sta vivendo un cambiamento che va ben oltre il semplice servizio di refezione. In questo scenario, la scelta di favorire una maggiore apertura del mercato rappresenta un caso interessante per comprendere come stanno evolvendo le gare dedicate al cosiddetto "cibo pubblico".
Oggi le gare per la refezione scolastica non premiano soltanto chi offre il prezzo migliore, ma chi è in grado di garantire qualità e impatto positivo sul territorio. È il segnale di un settore che sta passando da una logica prevalentemente industriale a un modello in cui il servizio mensa diventa uno strumento di politica alimentare, educazione e sviluppo sostenibile. E più soggetti sono coinvolti, più si sviluppa una sana concorrenza e più ne beneficia l'intero comparto, oltre che gli utenti stessi del servizio.
I numeri del nuovo bando: 55,6 milioni di euro e rinnovo fino al 2031
Il nuovo bando per la refezione scolastica (cui le aziende possono porre la propria candidatura entro il 30 giugno) regolerà il servizio tra settembre 2026 e agosto 2029, con possibilità di rinnovo fino al 2031. L'importo iniziale supera i 55,6 milioni di euro, con la possibilità di ulteriori incrementi previsti dal contratto. Considerando eventuali opzioni e proroghe, il valore complessivo dell'affidamento potrebbe arrivare a oltre 111 milioni di euro in caso di rinnovo. Una procedura che coinvolge direttamente circa 500 lavoratori, oltre all'indotto collegato alle attività logistiche, di supporto e di fornitura.
Il nuovo bando nasce dopo le osservazioni dell'Anac
La nuova gara rappresenta una risposta alle criticità emerse nel precedente bando, pubblicato nel 2025, andato deserto (motivo per cui l’attuale fornitore, Camst, aveva ottenuto la proroga per l’anno scolastico appena terminato) e successivamente finito sotto la lente dell'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'ente aveva infatti evidenziato alcuni aspetti ritenuti non pienamente coerenti con il nuovo Codice degli Appalti, sottolineando il rischio di limitare la partecipazione degli operatori e la libera concorrenza.
Secondo l'Anac, il bando 2025 per le mense scolastiche di Bologna non favoriva una concorrenza equa
Tra gli elementi più contestati figurava la presenza di un lotto unico che accorpava l'intero servizio di refezione scolastica cittadina e l'obbligo per il vincitore di acquisire il ramo d'azienda del gestore uscente. Una struttura che, secondo diversi osservatori politici e istituzionali, finiva per restringere notevolmente il numero di aziende potenzialmente in grado di partecipare.
Anche i requisiti richiesti erano particolarmente elevati: fatturati milionari e capacità produttive difficilmente raggiungibili dalla maggior parte degli operatori della ristorazione collettiva. Una situazione che aveva contribuito a rendere il precedente bando poco attrattivo per il mercato.
Due lotti per favorire la partecipazione delle imprese
La principale novità introdotta dal Comune riguarda la suddivisione dell'appalto in due distinti lotti di gara. Il primo lotto riguarda il centro pasti di Fossolo e ha un valore di circa 24,8 milioni di euro. Il secondo comprende invece i centri di produzione di Erbosa e Terracini e supera i 30,8 milioni di euro. Complessivamente i tre centri servono 176 plessi scolastici. Ogni giorno vengono preparati quasi 18 mila pasti, ai quali si aggiungono oltre 4.100 diete speciali destinate agli studenti con particolari esigenze alimentari.
Nelle mense scolastiche di Bologna serviti ogni giorno 18 mila pasti
Secondo l'amministrazione comunale, la suddivisione in lotti è finalizzata ad ampliare la partecipazione delle aziende, mantenendo al tempo stesso elevati standard qualitativi e organizzativi. L'aggiudicazione avverrà attraverso il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso predominante attribuito alla qualità tecnica delle proposte: fino a 90 punti per l'offerta tecnica e 10 per quella economica.
Requisiti più accessibili e fine della cessione del ramo d'azienda
Tra le modifiche più significative figura l'eliminazione dell'obbligo di acquisire il ramo d'azienda del precedente gestore. Sono stati inoltre ridimensionati i requisiti richiesti alle imprese partecipanti. Per consentire l'avvio del nuovo sistema, il Comune ha previsto un investimento di circa 700 mila euro per il riacquisto delle attrezzature attualmente utilizzate nei centri pasti, che verranno poi concessi gratuitamente agli aggiudicatari.
Sostenibilità, prodotti biologici e filiera locale
Il nuovo bando mensa scolastica introduce anche importanti elementi legati alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle produzioni locali. Le aziende che parteciperanno alla gara potranno ottenere punteggi aggiuntivi aumentando l'utilizzo di prodotti biologici e di materie prime provenienti da filiere corte locali.
Nel nuovo bando bolognese grande attenzione per prodotti biologici e filiere corte locali
Rimane inoltre confermato il modello produttivo basato sul sistema a legame fresco-caldo, che prevede la preparazione giornaliera dei pasti e la distribuzione immediata nelle scuole, senza processi di abbattimento o conservazione prolungata. Anche la digitalizzazione del servizio rappresenta una novità significativa. La gestione della piattaforma informatica passerà direttamente al Comune, con l'obiettivo di semplificare l'accesso ai servizi da parte delle famiglie e migliorare l'integrazione con gli strumenti digitali già utilizzati dall'amministrazione.
Manuela Zuntini: “Bene il nuovo bando, ma restano criticità sui lotti”
Tra le voci che hanno seguito con maggiore attenzione l'evoluzione della vicenda vi è quella di Manuela Zuntini, consigliera regionale di Fratelli d'Italia, che aveva sollevato il caso portandolo all'attenzione dell'Anac. Zuntini considera positiva la pubblicazione del nuovo bando e riconosce che le modifiche introdotte potrebbero favorire una maggiore partecipazione degli operatori. Tuttavia, ritiene che la scelta di limitarsi a due lotti possa non essere sufficiente per garantire un'effettiva apertura del mercato.
La consigliera evidenzia inoltre come i tempi concessi alle imprese per la presentazione delle offerte siano relativamente contenuti rispetto alla complessità dell'appalto e annuncia un monitoraggio costante dell'intera procedura.
Elena Ugolini: "Più concorrenza significa più qualità"
Anche Elena Ugolini, consigliera regionale dell’Emilia Romagna, valuta positivamente il nuovo impianto della gara, ma sottolinea che una suddivisione in tre lotti distinti, corrispondenti ai singoli centri di produzione pasti, avrebbe favorito ulteriormente la partecipazione. Un altro elemento critico riguarda la possibilità che una stessa azienda possa aggiudicarsi entrambi i lotti. Sebbene il nuovo bando superi formalmente il modello del gestore unico, non esclude infatti che l'intero servizio possa continuare a essere affidato a un solo operatore.
Elena Ugolini, consigliera regionale dell’Emilia Romagna
Per la Ugolini, una presenza più ampia di imprese potrebbe tradursi in benefici concreti per il sistema: maggiore attenzione alla qualità delle derrate alimentari, investimenti nell'innovazione organizzativa, valorizzazione delle competenze professionali e rafforzamento dei controlli.
In questo senso, il nuovo bando rappresenta non soltanto una gara d'appalto, ma un banco di prova per verificare se il mercato della ristorazione collettiva riuscirà a offrire maggiore pluralità, competitività e qualità in uno dei servizi pubblici più importanti per la comunità bolognese.