Il settore vinicolo internazionale sta attraversando una fase di profondo mutamento, segnata da una contrazione dei consumi nei mercati storici e da nuove tensioni geopolitiche. In questo contesto, i risultati raggiunti dal Gruppo Mezzacorona nel 2025 assumono un valore ancora più significativo. Con un fatturato consolidato che ha superato i 213 milioni di euro (+0,3%), l’azienda ha saputo navigare controcorrente rispetto ai cali registrati negli Stati Uniti e in Europa.
La cantina di Mezzacorona
Il segreto di questa solidità risiede nella presenza diretta e nella capacità di presidiare i mercati con strutture proprie. Il Direttore generale, Francesco Giovannini, analizza con precisione la situazione attuale: «Il momento è complesso e il 2026 non sarà un anno facile a causa delle tensioni che alimentano l'inflazione. Tuttavia, il nostro Gruppo ha chiuso con un segno positivo. In una fase così depressa, un “piccolo più”vale molto». La forza dell'export, che incide per l'80% sul volume d'affari, deriva proprio dalla gestione proprietaria delle sedi in Germania e negli Usa: «Avere un importatore di proprietà significa poter condividere le strategie commerciali in totale linearità, affrontando le sfide come un’unica entità».
Innovazione e nuovi target: le linee Filo e il segmento low-alcohol
Oltre alla linea AlpeRegis (firmata Rotari sin dal 2007), una selezione di Trentodoc Millesimati metodo classico sempre più apprezzati anche dai nuovi consumatori, per rispondere al cambiamento strutturale negli stili di vita, il Gruppo ha introdotto soluzioni che puntano sulla leggerezza e sulla modernità della beva. Un pilastro di questa strategia è la linea 9%, vini naturalmente a bassa gradazione che intercettano la domanda di un consumo più consapevole. «Non credo che questi prodotti sostituiranno i tradizionali, ma presidiare questo segmento è un valore aggiunto» spiega Giovannini, sottolineando come l’approccio vari tra la ricerca di meno calorie per gli Usa e la moderazione alcolica per l'Europa.
A dettagliare la complessità tecnica di queste scelte è Fabrizio De Simone, brand ambassador del Gruppo: «La linea 9% richiede una gestione del vigneto e una scelta del momento della vendemmia millimetrica. Solo così otteniamo un vino leggero che mantenga equilibrio e raffinatezza». Accanto a questa, la linea Filo di Castel Firmian rappresenta il ponte tra varietà autoctone e internazionali: «È pensata per offrire un taglio più moderno e una beva immediata, avvicinando il pubblico più giovane che cerca nel calice piacevolezza e facilità di approccio».
Il cuore siciliano: l'eleganza di Frappato e Nerello Mascalese
L'espansione del Gruppo non dimentica le proprie radici mediterranee. Attraverso Feudo Arancio, Mezzacorona ha presentato importanti novità legate ai vitigni tipici siciliani. L'obiettivo è chiaro: coniugare l'anima dell'isola con la pulizia stilistica che contraddistingue il marchio.
De Simone descrive così l'evoluzione della gamma siciliana: «Abbiamo introdotto una nuova linea dedicata a Frappato e Nerello Mascalese, accompagnata da una bottiglia estremamente elegante. L'etichetta e la capsula richiamano lo stile delle grandi zone vocate mondiali, come la Borgogna, ma sono applicate all'anima dei vitigni locali. Il tutto è lavorato con la nostra cifra stilistica: eleganza, pulizia e finezza».
Qualità certificata e il trionfo nel design per Castel Firmian
La base di ogni successo commerciale rimane la cura del territorio. Con 1500 viticoltori associati e oltre 3500 ettari gestiti secondo il protocollo SQNPI (Sostenibilità Integrata), il Gruppo garantisce una filiera d'eccellenza. «Tutto nasce dall'impegno dei soci in campagna; i premi sono una gratificazione per loro e per tutti i collaboratori»ribadisce il Direttore Generale.
La bottaia della cantina di Mezzacorona
Questi sforzi si sono tradotti in prestigiosi riconoscimenti a partire dal riconoscimento come Miglior produttore italiano a Mundus Vini. Se da un lato lo spumante Rotari Flavio ha conquistato per la dodicesima volta consecutiva i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, dall'altro la linea horeca Castel Firmian - Vini di Montagna ha ottenuto il Trofeo d’Oro per il packaging a Vinitaly. De Simone conclude: «Il restyling celebra il territorio alpino. Abbiamo aggiornato le bottiglie per valorizzare i vitigni autoctoni vinificati in purezza, e la Medaglia d'Oro ricevuta conferma la validità di questo progetto estetico».
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