Viareggio, soprannominata la “Perla del Tirreno”, è tra le località più note della Riviera versiliese. Famosa per essere un luogo di vacanze estive per i suoi rinomati stabilimenti balneari ma anche di vacanze culturali per la vicinanza a città d’arte come Lucca e Pisa, le più vicine, Firenze e Siena poco più lontane, Viareggio con i suoi mille anni di storia è un’attrazione turistica per tutti.

Nota per essere una località dove poter ammirare uno stile atipico per la zona, il Liberty, conserva ancora architetture d’epoca degne di nota. Verso la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 questo stile, con l’accentuato linearismo, il ricorso all’asimmetria e l’eleganza decorativa, dette il via in maniera dirompente alla modernità. “Delicato come un fiore ma dirompente come il mare”, il Liberty era testimonianza di progresso e futuro e Viareggio ne fu il cuore.
Percorrendo il Viale Margherita, conosciuto per essere la “passeggiata” pullulante di negozi, si possono ancora ammirare stabilimenti balneari, architettura residenziale e alberghi d’epoca. L’edificio più significativo è sicuramente il Caffè Margherita, con le sue cupole con decorazione a squame di pesce dal gusto orientale che Chini aveva appreso durante il suo viaggio in Thailandia. Per anni fu il ritrovo più in voga ed esclusivo della Versilia: una sala da te, una da biliardo, un bar, una gelateria e una veranda coperta. Poco più avanti il magazzino Duilio 48 (era una succursale di un negozio fiorentino, in cui si vendeva tutto a 48 centesimi), con le sue aperture a bulbo di fiore, un classico dello stile Liberty.
Viareggio è anche conosciuta per il Carnevale ed i suoi immensi carri allegorici che sfilano lungo la passeggiata a mare. Il primo corso mascherato risale al 1873, ma fu il 1931 che segnò una tappa fondamentale nella sua storia: la nascita del Burlamacco, l’immagine icona del Carnevale. La nuova maschera, ideata dal pittore e disegnatore futurista Umberto Bonetti, fu immaginata simile ad un pagliaccio, quasi come una sintesi ideale delle più note maschere italiane: il cappello di Rugantino, il mantello del dottor Balanzone, il costume a scacchi come Arlecchino, la gorgiera di Capitan Spaventa, il pompon di Pierrot. La maschera fu chiamata “Burlamacco”, in omaggio al canale che attraversa Viareggio.
Fin dagli anni ‘60 Viareggio, con le sue lunghe spiagge, il mare e la presenza di numerosi Vip, ha consolidato la sua fama, la cultura e la tradizione come luogo di mondanità, divertimento e villeggiatura. A conferma di tutto ciò, di hotel Viareggio ne offre per ogni esigenza: da due a cinque stelle superior, con terrazze e vedute mozzafiato su tutta la costa, spiagge riservate per gli ospiti e ottima cucina (controlla la disponibilità su HRS).
Ampio ventaglio di scelta anche per i ristoranti, che hanno mantenuto negli anni piatti di pesce di vecchie ricette, tramandandole di generazioni in generazioni. Tipico della cucina Viareggina è il pesce povero che lo si ritrova nei suoi piatti più caratteristici, uno tra tutti la “pasta alla trabaccolara”; questo piatto deve il suo nome al trabaccolo, un’imbarcazione utilizzata dai pescatori di San Benedetto del Tronto, alcuni dei quali si trasferirono a Viareggio tra l’inizio degli anni ‘20 e la fine degli anni ‘30. Realizzato con pesci di fondale, quelli che all’epoca restavano invenduti al mercato del porto (la gallinella, lo scorfano, le tracine, ecc.), è considerato uno dei piatti migliori della tradizione viareggina. Altri piatti degni di nota sono il cacciucco alla viareggina, caratterizzato dall’uso del peperoncino rosso ma senza pomodoro, e gli spaghetti con i coltellacci, meglio conosciuti come cannolicchi di mare.