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di Piera Genta
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Donatiello, sommelier dell'anno 2013,
svela ambizioni e nuovi progetti

Primo Piano del 02 febbraio 2014 | 13:47

Nato nel 1985 a Canosa di Puglia (Bt) ma originario del Vulture, Donatiello è tanto giovane quanto talentuoso. Dopo numerosi premi e importanti esperienze professionali, approda al tristellato Piazza Duomo di Alba. Con 7.226 voti si è aggiudicato la vittoria nel sondaggio di Italia a Tavola sul Personaggio dell’anno 2013


Il più votato tra i maitre e sommelier del sondaggio online di Italia a Tavola sul Personaggio dell’anno 2013 è stato Vincenzo Donatiello (nelle foto). Il sommelier del ristorante Piazza Duomo di Alba (Cn), classe 1985, si è aggiudicato la vittoria con 7.226 voti. Originario del Vulture, diplomato alla scuola alberghiera, Vincenzo nasce professionalmente sulla riviera romagnola con le prime stagioni e poi nell’attività di famiglia. Diploma di sommelier nel 2007, poi l’incontro con il grande Gianfranco Bolognesi ed il periodo a La Frasca di Milano Marittima, all’epoca due stelle Michelin, dove incontra Roberto Gardini, grande sommelier e figura di rilievo per l’Associazione italiana sommelier, e Gabriele Casadio, sommelier storico del ristorante ed ora amico fraterno.

Vincenzo Donatiello

Un periodo stimolante e formativo per la sua carriera, fatto di assaggi, viaggi, incontri, fiere... Dopo La Frasca approda a Fiumicino presso Pascucci al Porticciolo ed in seguito a Il Piastrino di Pennabilli, borgo a cavallo tra Romagna e Marche: entrambi locali stellati nei quali ha veramente gestito la cantina e costruito la carta dei vini. Nel corso degli anni ha partecipato a numerose competizioni professionali, poi momentaneamente abbandonate per mancanza di tempo. È stato Miglior sommelier junior d’Italia nel 2004 e Miglior sommelier di Romagna nel 2010. Alla fine del 2013 la chiamata che gli ha cambiato la vita: il Piazza Duomo di Alba, regno dello chef Enrico Crippa, tristellato Michelin.

Giovane, carico di un entusiasmo contagioso, appassionato. Abbiamo raggiunto Vincenzo Donatiello al suo rientro da una settimana trascorsa nella culla della viticoltura francese (Jura, Borgogna e Champagne), felice della vittoria nel sondaggio di Italia a Tavola e ancora più motivato nel riprendere il lavoro al Piazza Duomo.

Come sei arrivato al mondo del vino?
Per un problema cardiaco da ragazzo, che fortunatamente si è risolto. Frequentavo l’alberghiero in convitto e non potendo fare attività sportiva ho iniziato a leggere sul vino, imparando la sua storia. Avevo le idee chiare su cosa volevo fare ed ho iniziato a partecipare alle competizioni con la scuola.

Quali sono le doti di un sommelier e in particolare le tue?
Umiltà, discrezione, passione, curiosità, disponibilità e poi pazienza unita ad una buona capacità di osservazione e di ascolto.

Quello che manca frequentemente nella professione di sommelier?
Sicuramente lo spirito di sacrificio.

Cosa ne pensi delle donne sommelier?
Vincenzo DonatielloPiù donne ci sono meglio è. Assolutamente di buon occhio, arrivano molto determinate e poi sono anche più predisposte per i profumi. In questo momento avremmo bisogno di più sommelier, molti ristoranti anche conosciuti fanno fatica a trovare professionisti che si occupino della gestione della cantina e del servizio. Molti colleghi poi vanno a lavorare all’estero. Per quanto mi riguarda non ho mai voluto lasciare l’Italia, voglio fare qualcosa qui. Ho iniziato piano piano a 15 anni a costruire la mia professionalità e oggi con 13 anni di carriera alle spalle mi ritengo molto fortunato perché ci sto riuscendo.

Cosa ne pensi delle guide?
Hanno la loro fascia di mercato, costruita in tanti anni. In generale le guide e la carta stampata dovrebbero colloquiare di più con il mondo del web e dei blog, mentre il mondo della rete dovrebbe evitare di denigrare il lavoro fatto dalle guide negli ultimi vent’anni. Di certo dovrebbero abbandonare l’autoreferenzialità e sgonfiarsi di tanti aspetti inutili.

Hai personalizzato la carta dei vini del Piazza Duomo secondo le tue esperienze?
Ho ereditato da Mauro Mattei una carta dei vini ben strutturata che non intendo rivoluzionare. La nostra carta è importante, con annate vecchie, slegata dal brand. Sicuramente verrà aggiornata.

Dove vorresti arrivare?
Più vicino alla terra possibile. Prima o poi arriva il momento di lasciare la ristorazione e vorrei lavorare a contatto con i vignaioli. Nel mio futuro vorrei essere una sorta di talent scout, girare il mondo, scoprire aziende, parlare di vino e capirlo. E alla pensione magari coltivare la vigna.

Intervista-flash
Il tratto principale del tuo carattere?
Solarità
Il tuo difetto maggiore?
Pignoleria
Il tuo pregio a cui tieni di più?
La disponibilità verso tutti e pazienza
Il vino che preferisci?
Tanti, in questo momento sono legato al Barolo
Il piatto che preferisci?
Capesante con ricci di mare e pecorino di Enrico Crippa, il mio chef
Il tuo colore preferito?
Blu
Il tuo hobby?
I vini e tutto quello che ruota intorno: viaggi, enogastronomia e sono collezionista di tappi di Champagne
Il tuo sport?
Purtroppo nulla per un piccolo problema avuto in adolescenza, ma appassionato di calcio
Il nome del tuo cane?
Mia, un bastardino appena preso in canile
Se non vivessi ad Alba dove vorresti abitare?
Borgogna
Lo scrittore che preferisci?
Ken Follett e John Grisham
Il regista che preferisci?
Più che un regista sono legato a Ugo Tognazzi come attore


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