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di Mariella Morosi
di Mariella Morosi

Imaf Chefs' Cup, a Roma la prima tappa
con le ricette di Caceres e Monosilio

Pubblicato il 31 gennaio 2014 | 14:49

Roy Caceres e Luciano Monosilio sono stati i cuochi protagonisti della prima tappa dell'Imaf Chefs' Cup 2014, a Roma. “L’Oca in viaggio intorno al mondo” e la “Patata, burrata e anguilla” i piatti presentati


È il cinema, la settima arte, a ispirare la competizione di chef stellati articolata in 9 tappe, in altrettante città d’Italia, e che porterà all’assegnazione a Los Angeles dell’Imaf Chefs' Cup. L’iniziativa, affiancata tra gli altri da Caffè Kimbo, è organizzata da Eatart, l'associazione no profit con la mission di promuovere talenti artistici della cultura e dell’enogastronomia.

da sinistra: Luciano Monosilio e Roy Caceres
Nella foto, da sinistra: Luciano Monosilio e Roy Caceres

L’avvio di questa seconda edizione è avvenuto a Roma, in un luogo immortalato da Sorrentino ne “La grande Bellezza”: il ristorante con vista L’Olimpo dell’Hotel Bernini Bristol. Due giovani chef stellati, Roy Caceres di Metamorfosi e Luciano Monosilio di Pipero al Rex, tra i più apprezzati della capitale, si sono esibiti in un cooking show di coppia, ma la sfida non è stata tra di loro. Hanno infatti lavorato affiancati, ma ognuno con una ricetta diversa, ispirandosi al film “ll giro del mondo in 80 giorni” tratto dal romanzo di Julius Verne.

A giudicare i loro piatti, “L’Oca in viaggio intorno al mondo” (Caceres) e la “Patata, burrata e anguilla” (Monosilio) sono state due qualificate giurie. La prima, tecnica, composta dai giornalisti enogastronomici Alessandra Moneti, Franco Cuono e Luca Zanini e l’altra, una sorta di comitato garante che seguirà tutte le altre tappe, dalla scrittrice Rossella Canevari, ideatrice del format dell’Imaf Chefs' Cup, da Simona Luciani di Sina Hotels e da Sergio Di Sabato, direttore commerciale di Caffè do Brasil della Kimbo.

Roy Caceres e Luciano Monosilio hanno incassato non notevole gradimento con buone speranze di volare a Los Angeles per la finalissima, quando l’Imaf Chefs' Cup sarà assegnata ai due cuochi finalisti che si sfiderano one-to-one. Nella ricetta dell’oca c’era veramente il giro del mondo: dalle fish and chips di Londra alla erbe del Mediterraneo, dalle spezie d’oriente al mais americano rappresentato da un chicco di pop corn.

Il tutto unito nel piatto a corona, rotonda come il mondo. Altrettanto universale il prodotto scelto da Monosilio: la patata, perché cresce dovunque e a qualsiasi altitudine. E l’anguilla, misteriosa creatura del mare che nasce nel Mar dei Sargassi percorre migliaia di km per arrivare dovunque. Più che incoraggiante il giudizio dei giurati: 15/20 per la bellezza del piatto, 19/20 per la coerenza col tema, 16/20 per la complicità di ruolo e 12/20 per il costo della ricetta (Caceres aveva indicato in 6 euro la porzione il prezzo della sua Oca, e Monosilio 5 quello della Patata).

I due chef sono stati affiancati per il resto del menu-degustazione, servito in questa prima serata, da Michele Simioli, talentuoso resident chef dell’Olimpo del Bernini Bristol, che ha firmato due primi apprezzatissimi: il Raviolo di coda di bue con vellutata di sedano ed essenza di cacao amaro e Riccioli di kamut con carciofi, pancetta senese e vela di pecorino. I vini erano delle Cantine Ceci. L’evento romano era aperto al pubblico, così come lo saranno le altre tappe: Firenze, Parma, Milano, Perugia, Venezia, Viareggio, Romano Canaverse (To) e infine, il 17 aprile, Napoli.

Tutti si svolgeranno nei ristoranti della prestigiosa catena Sina Hotels e ad affiancare gli sfidanti ai fornelli saranno sempre i resident chef. Sedici gli altri stellati che si sfideranno: tanto per citarne qualcuno, Igles Corelli, Felice Sgarra, Angelo Troiani, Giulio Terrinoni, Marianna Vitale. Ferrarelle è l’acqua ufficiale degli eventi, mentre Kimbo collabora per la prima volta all’Imaf Chef's Cup.

«Siamo orgogliosi di essere partner di questa iniziativa - ha detto Sergio Di Sabato della Kimbo - perché questi chef stellati rappresentano l’eccellenza della cultura gastronomica del nostro Paese. Col nostro caffè mettiamo a disposizione tutta la nostra esperienza e maestria, interpretando la specificità dell’espresso italiano, l’unicità del suo sapore e l’autenticità della sua lunga tradizione».

Il prodotto di questa azienda affermata nel settore da oltre mezzo secolo è stato molto apprezzato in tutte le sue declinazioni: espresso, decaffeinato, macchiato, con panna, al cioccolato e al caramello, ma soprattutto a conquistare tutti è stato il dolcissimo Kimboom al caffè, una vera bomba pronta a scoppiare. Si trattava di cioccolato ripiena di squisita mousse al mascarpone e al caffè con tanto di miccia di liquirizia e fiamme di gelatina di lamponi.

Anche in questo caso è stato un famoso film ad ispirare i pasticcieri Giulia Steffanina e Sandro Masci di Le Chef Blancs: “Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa” con Jaqueline Bisset. Non solo, è venuto Roma e seguirà tutte le altre tappe il barman napoletano Carmine Castellano, il guru del caffè Kimbo, in grado di interpretarlo in 42 versioni e di proporlo in infiniti cocktail alcolici e analcolici. Non a caso ha ottenuto 3.912 voti nel sondaggio di Italia a Tavola sul Personaggi dell’anno 2013 dell’enogastronomia e della ristorazione nella categoria Barman, piazzandosi al settimo posto.

Roy Caceres Luciano Monosilio Imaf Chefs Cup chef Roma


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