Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e ospitalità
sabato 16 dicembre 2017 | aggiornato alle 16:01 | 51827 articoli in archivio
HOME     EDITORIALI    
di Alberto Lupini
direttore
di Alberto Lupini
direttore

Dopo un’etichetta seria per il latte
serve quella per l’olio

Pubblicato il 06 giugno 2016 | 15:24



Non più solo per il latte fresco: anche tutti gli altri prodotti lattiero-caseari, dal latte a lunga conservazione, ai formaggi, senza dimenticare burro o ricotta, dovranno indicare la provenienza della materia prima e consentire al consumatore di sapere dall’etichetta dove il latte è stato munto, confezionato e trasformato. Quella che potrebbe sembrare una normale operazione di trasparenza, è invece una vera e propria rivoluzione che potrebbe aprire scenari per molti versi imprevedibili. A partire dall’Unione europea, dove le grandi industrie e i grandi Paesi produttori di latte sono pronti ad affilare le armi per contrastare l’iniziativa del Governo italiano per fare sul serio sul piano della tracciabilità.

Noi italiani siamo grandi consumatori di latte: ne assumiamo mediamente 48 litri l’anno (sotto varie forme), ma fra le vecchie quote e i pessimi rapporti fra allevatori e trasformatori almeno la metà viene importata. E di quello prodotto in Italia la metà è trasformata in prodotti Dop (che da questo punto di vista rappresentano una tutela), dove la parte del leone la fa il Grana Padano.

Il latte italiano, secondo gli esperti, sarebbe migliore della maggior parte di quello importato. La nostra zootecnia è molto controllata (come tutta la filiera agroalimentare) e ha progressivamente ridotto l’uso (o l’abuso) di farmaci e antibiotici, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, soprattutto dell’est Europa. Il latte “estero” costa però di meno, e le aziende di trasformazione preferiscono utilizzare quello.

La maggior parte delle ricerche confermano però che gli italiani sarebbero disposti anche a pagare di più per un prodotto che sia d’origine italiana tracciata (e certa). Proprio su questo si basa il decreto fortemente voluto dal Ministro Maurizio Martina per dare finalmente più informazioni al consumatore e, indirettamente, valorizzare il lavoro di più di 34mila allevatori.

Mungitura, confezionamento e trasformazione sono le attività per le quali si dovrà obbligatoriamente indicare il Paese dove sono state fatte. Solo nel caso in cui tutte e 3 siano state effettuate in Italia si potrà indicare un’unica voce (che speriamo di vedere bella grande in etichetta) “Origine del latte: Italia”. Ci piacerebbe magari potere leggere anche la zona di provenienza, ma quanto è già stato fatto rappresenta una novità assoluta che potrebbe cambiare le regole del mercato. E ciò spiega l’irritazione dei grandi trasformatori, Lactalis in primo piano, i quali non gradiscono certo questa soluzione che rischia di costringerli a cambiare fornitori e budget.

Ma tant’è, la salute comincia finalmente ad avere la meglio sulle logiche aziendali che non sempre ne tengono conto.

Sulla base di questa novità sarebbe ora importante vedere il governo impegnato anche a valorizzare, sempre con lo stesso criterio dell’“origine italiana”, il mondo dell’olio di oliva. Invece di “mungitura, confezionamento e trasformazione” basterebbe indicare i Paesi di origine per “la raccolta, la frangitura e l’imbottigliamento” e il gioco è fatto. Se queste indicazioni fossero chiarissime in etichetta, anche per l’extravergine italiano si potrebbe riaprire una partita davvero seria e rimettere in gioco un’attività di qualità oggi marginale rispetto alla grande industria che mette sul mercato oli rettificati.

latte etichetta origine ministero delle Politiche agricole Maurizio Martina olio di oliva olio extravergine mungitura confezionamento trasformazione


ARTICOLI CORRELATI
Loading...
Mostra più articoli >

APPROFONDIMENTI
Loading...
Mostra più articoli >

TUTTI GLI EDITORIALI


Loading...


COMMENTA
Esprimi liberamente il tuo commento scrivendo nella finestra, indica nome, cognome ed indirizzo e-mail e il campo alfanumerico di sicurezza.
 
 
 
 
 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
Ai sensi del D.lgs. 196/2003, La informiamo che i dati personali da lei forniti sono necessari per poter procedere alla gestione della Sua segnalazione e saranno utilizzati, con strumenti informatici e manuali, esclusivamente per tali finalità. Letta l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003, cliccando sul tasto INVIA, autorizzo il trattamento dei miei dati personali, per le finalità e con le modalità ivi indicate.

Caricamento...
Edizioni Contatto Srl - via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg) - P.IVA 02990040160 - Mail & Credits - Sitemap - Policy - © ® - Registrazione Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Edizioni Contatto Srl
via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg)
P.IVA 02990040160
Mail & Credits - Sitemap - Policy - © ®
Registrazione Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548