Sono passati solo pochi mesi dall'entrata in vigore del decreto che rende obbligatoria l'esposizione delle tabelle per la stima del tasso alcolemico nei locali. Ora si vuole andare oltre: con il crescente numero di incidenti mortali che hanno visto coinvolti guidatori con tasso alcolico superiore al consentito il Governo ha dichiarato guerra all'alcol e tolleranza zero contro chi beve e si mette alla guida.
Sono, infatti, allo studio in commissione Trasporti della Camera modifiche del codice stradale che prevedono il progressivo inasprimento delle pene per chi guida dopo aver assunto alcol: in sostanza chi beve non guida. Lo ha annunciato il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, a margine di un convegno in Campidoglio. «Uno dei punti principali della proposta che verrà votata a breve è - ha spiegato Valducci - che chi beve non guida. Ci saranno sanzioni molto pesanti per chi viene trovato anche con 0,2 milligrammi, quindi tolleranza zero che porterà a un inasprimento delle pene. Valuteremo poi se inserirle solo per una fascia di età o solo per i giovani, ma io sono per estenderle a tutti».
La proposta di legge, all'esame della Camera e che dovrebbe essere varata entro la fine di gennaio, ha aggiunto Valducci, «è del Pd e il relatore è Silvano Moffa per cui c'è assoluta convergenza bipartisan. Ne ho già parlato con i colleghi dell'opposizione - ha aggiunto - ci auguriamo che possa essere approvata entro fine gennaio, inizi febbraio, speriamo di farlo anche col consenso del Senato». Per quanto riguarda le pene, ha spiegato Valducci, «per chi verrà fermato la prima volta ci sarà la sospensione di 6 mesi della patente, con un inasprimento progressivo fino ad arrivare al ritiro». L'altra norma presente nella proposta è quella che prevede di trattenere una quota inferiore al 50% delle multe, che è già destinata alla sicurezza stradale, da affidare a un ente che garantisca maggiori controlli.
Incidenti stradali: nel 50% dei casi sono provocati da alcol
Il 50% dei conducenti coinvolti in incidenti stradali risulta positivo all'etilometro o al test per le droghe. Lo rivela un'indagine condotta su 74 conducenti arrivati dopo un incidente al trauma center dell'ospedale Niguarda di Milano tra marzo e settembre 2008. Lo studio, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea) dell'ospedale e la polizia locale di Milano, è stato presentato durante un convegno. «In sette casi su diec si tratta di uomini», spiega Osvaldo Chiara, direttore del trauma team di Niguarda, «con un'età media di 39 anni. Il 20% risulta positivo all'alcol, il 20% a droghe (soprattutto coca
ina) e il 15% sia all'alcol che alla droga».
«Ogni anno se ne registrano circa 500 casi sulle strade italiane, 50 circa solo in quelle lombarde», spiega Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada. «Solo nei primi sei mesi del 2008 si è registrata un'impennata dei casi pari al 74% rispetto allo stesso periodo del 2007». Due le misure che dovrebbero essere adottate secondo gli esperti: innanzitutto una maggiore educazione per chi si mette alla guida, ma soprattutto più controlli su strada. «In Italia si eseguono ogni anno un milione di alcol test, contro i dieci milioni della Francia», conclude Musicco. «L'automobilista italiano ha una possibilità ogni 74 anni di essere fermato per un controllo».
Non solo bevande alcoliche
Giro di vite contro gli autisti tanto che basterà un babà per vedersi ritirata la patente. è questa la notizia riportata oggi su tutti i giornali che riguarda la nuova proposta di legge in esame alla Camera e pronta per l'approvazione prevista per fine gennaio: vedrà dimezzare il limite del tasso alcolemico attualmente in vigore (dello 0,5%) fino allo 0,2%. Che in poche parole significa: astenersi dal bere alcolici, pena il ritiro della patente. Infatti come riporta una tabella su Libero a raggiungere il limite basterebbero: mezza lattina di birra, 40 cc di vino, 1 babà al rhum e 3 Mon Chéri, ma anche semplicemente un arrosto bagnato dal vino. Se per il presidente della commissione trasporti alla Camera, Mario Valducci, non esistono mezze misure tanto che ammette: «Si tratta di un out out: o si beve o si guida». Secondo Riccardo Gatti direttore del dipartimento delle Dipendenze dell'Asl di Milano «non può bastare: quello che farebbe davvero la differenza è avere la certezza di essere controllato».
Zaia: chi guida non deve toccare alcol
«Per me chi guida non deve toccare alcool». Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, nel corso di una conferenza stampa rispondendo ad una domanda sulla questione dell'utilizzo di alcolici e vino tra i giovani. Nella mia esperienza di amministratore ho fatto un'esperienza che considero positiva - ha spiegato Zaia -. Quando arrivai i morti erano 167 ed era la provincia più a rischio per gli incidenti stradali, dopo uno sforzo congiunto di tutte le istituzioni con un progetto ad hoc siamo riusciti a dimezzare quei morti scendendo a 60-70». Zaia ha poi aggiunto che «sulla questione della sicurezza stradale mi affido all'esperienza e alle decisioni dei ministri competenti. Da parte mia ho solo una posizione personale che è quello che ho espresso».
Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero: non prendiamo scelte affrettate
il Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero intervenien nel dibattito, consapevole che la vita e le abitudini di oggi sono ben diverse da quelle di cinquant'anni fa, ma nello stesso tempo, da cittadini responsabili, vorrebbero evitare scelte affrettate e inefficaci.
Il presidente del Conso
rzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, Claudio Rosso, (nella foto) si rivolge pertanto alle autorità politiche: «La gravità del fenomeno degli incidenti stradali mortali interpella tutti come cittadini, anche perché oltre un certo limite non si può più parlare di 'incidente” nel senso di evento raro e occasionale, ma di fenomeno cui porre rimedi strutturali. Tra le azioni da intraprendere ve ne sono alcune già sperimentate con successo in altri Stati. La prima è quella che riguarda la velocità, tant'è che negli Stati Uniti, dove si utilizzano i demoltiplicatori per le auto più potenti, la percentuale di mortalità è di cinque volte inferiore alla nostra. Ci sono poi fattori decisivi come la puntuale manutenzione delle strade, il rispetto delle regole, le limitazioni per i più giovani e via dicendo».
«L'alcol e le sostanze che alterano i sensi sono un altro importante capitolo e proprio per questo nel nostro Paese sono state introdotte da poco regole severe con il limite dello 0,5% - aggiunge Rosso. Gli italiani si stanno abituando a tenerne conto, anche se ci sono varianti individuali molto significative per cui non si può assolutamente dire che a quei livelli si è ubriachi. Il normale consumo di due bicchieri di buon vino può portare a quel dato ma gran parte della nostra popolazione ne riceve beneficio e non si ritrova con i sensi alterati. Come non ripetere che c'è differenza tra super-alcolici e vino di qualità? Abbiamo una cultura millenaria da cui impariamo che il vino a pasto non è solo un optional, ma un fattore alimentare e di salute».
«Abbassare il limite a 0,2 grammi per litro significa cancellare totalmente la possibilità di bere vino per chi debba guidare, trasformando la nostra bevanda nazionale, compagna di ogni buon pasto, in qualcosa di occasionale ed estraneo alla vita quotidiana - sottolinea. Ci sono persone più sensibili all'alcol che devono conoscersi e limitarsi, ma questo non può voler dire che tutti se ne debbano astenere come peraltro alcune leggi impongono in altre parti del mondo. I produttori di vino debbono essere i primi a combattere l'alcolismo e così sta avvenendo con il dimezzamento dei consumi e la crescita qualitativa. Forse dovremmo persino sponsorizzare le associazioni che lavorano contro la triste piaga dell'alcolismo, ma sarebbe assurdo che non difendessimo l'idea di produrre qualcosa che piace e 'fa bene”. L'idea della cosiddetta 'tolleranza zero” contro i fenomeni che causano incidenti stradali non può limitarsi al divieto di bere un bicchiere di vino se si guida: non ci sarebbero i risultati che ci si aspetta e si metterebbero in difficoltà un bel po' di persone 'tranquille”. è questo il motivo per cui il nostro Consorzio di Tutela ha contribuito alla nascita di un 'Osservatorio nazionale sul consumo consapevole” che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour dove il noto Conte Camillo Benso usava le buone bottiglie per tessere accordi con tutte le corti europee. In definitiva, crediamo di interpretare l'opinione di molti se chiediamo al Parlamento e al Governo di meditare con attenzione l'ipotesi del limite del tasso alcolemico a 0,2 grammi per litro».
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