Se fino a pochi anni fa scegliere di fare un viaggio culturale in una città significava spesso inseguire un grande museo, un capolavoro universalmente noto o un cartellone di mostre-evento, negli ultimi tempi si è registrata una svolta: la cultura non è più soltanto ciò che si visita, ma ciò che si vive in una destinazione, incontrano e condividendo l'autentica vita locale. È questa l’idea che attraversa European Best Destinations, che ha stilato la classifica delle 10 migliori destinazioni culturali europee per il 2026, una selezione che mette insieme capitali celebri e centri meno battuti, premiando l’identità culturale più coerente e la capacità di trasformare arte e patrimonio in una coinvolgente esperienza quotidiana. Prima classificata è la capitale di Cipro Nicosia, e anche l'Italia trova un significativo posto in classifica con Firenze e Verona rispettivamente al secondo e sesto posto.
La cultura non è più soltanto ciò che si visita, ma ciò che si vive in una destinazione
Come nasce la classifica: dati, esperti e il giudizio di 22 mila viaggiatori
Il metodo seguito per arrivare alla top ten è articolato in tre passaggi. Si parte da una lista iniziale di 40 città europee - dalle grandi capitali a destinazioni considerate “gioielli nascosti” - valutate con indicatori misurabili: densità museale, varietà dei luoghi culturali, quantità e continuità degli eventi e dei festival nel corso dell’anno, e qualità complessiva del calendario proposto. Da questa rosa, un gruppo di esperti culturali ha poi analizzato valori meno quantificabili, ma decisivi: il peso del patrimonio, la creatività contemporanea, l’esperienza per i visitatori e la rilevanza culturale internazionale. Infine, il verdetto si completa con la voce del pubblico: 22.093 viaggiatori di 131 Paesi hanno espresso il proprio desiderio di visita per il 2026, valutando autenticità dell’atmosfera e fascino culturale complessivo. Il punteggio finale bilancia al 50% giudizio degli esperti e percezione dei viaggiatori.
Il risultato non è soltanto una lista di luoghi: è una fotografia di come sta cambiando l’idea stessa di cultura in Europa. In fondo, la top ten 2026 è un invito a viaggiare con un’idea diversa: cercare luoghi in cui la cultura non sia solo un elenco di cose da vedere, ma un modo di stare al mondo. Città dove i musei contano, certo, ma contano anche le piazze, i laboratori, i festival, le cucine, le luci della sera, la possibilità di partecipare invece che guardare soltanto. Città dove l’arte e la storia non sono cornici, ma energia che circola.
1) Nicosia: cultura vissuta e non esibita
La numero uno del 2026 è Nicosia, capitale di Cipro, definita “ponte tra epoche e influenze”: un riconoscimento che racconta una capitale mediterranea in cui la stratificazione storica non è mai solo sfondo, ma materia quotidiana. Gli esperti ne apprezzano soprattutto l’eccezionale equilibrio tra tradizione e creatività contemporanea; i viaggiatori, invece, premiano calore, autenticità e atmosfera culturale vissuta più che esibita. Qui la cultura non è un patrimonio statico.
Nella Città Murata, le fortificazioni veneziane e le architetture secolari diventano spazi riattivati da mostre, performance, incontri e produzioni artistiche. Fuori dalle mura, università, centri di ricerca e iniziative indipendenti alimentano una capitale giovane, intellettuale, permeabile agli scambi. L’elemento distintivo è la “misura umana”: Nicosia è compatta, percorribile a piedi, adatta a una fuga breve ma intensa, capace di lasciare “un’impressione di durata”. C’è un altro fronte su cui Nicosia si impone: quello del gusto, inteso come forma culturale. La città - recentemente premiata come Capitale Culinaria e riconosciuta come Miglior Destinazione per l'Esperienza del Bere 2024 - è un polo contemporaneo di mixology e gastronomia mediterranea, con una nuova generazione di chef e barman che reinventa ingredienti locali e tradizione.
L'architetture secolari di Nicosia
Mixology innovativa, uso creativo di ingredienti mediterranei e una nuova generazione di chef e barman contribuiscono a creare un panorama gastronomico che riflette la creatività, la diversità e lo spirito contemporaneo della città. In questo caso il cibo non è contorno, ma un modo di leggere il presente, e di capire perché Nicosia venga descritta come “capitale più luminosa d’Europa” non solo per la potente luce mediterranea che l’avvolge per la maggior parte dell’anno, ma culturale: una città che pensa, sente e crea.
Dove mangiare
- Zanettos | Trikoupi Street 65 - 1015 Nicosia (Cipro) | Tel. +35(0) 7227 65501
- Taverna Mesostrati | Evagourou 18e - 1066 Nicosia (Cipro) | Tel. +35(0) 7226 62727
- Beba Restaurant | Pindarou 2a - 1060 Nicosia (Cipro) | Tel +35(0) 7222 52626
Dove dormire
2) Firenze: il classico che non smette di produrre futuro
Seconda classificata, Firenze conferma la sua natura di riferimento mondiale: gli esperti la valutano altissima, i viaggiatori la amano per la bellezza senza tempo, il gusto e l’esperienza immersiva. Ma il punto interessante non è l’ovvio (Uffizi, Accademia, David): è la capacità di far convivere il lascito del passato con un vivace tessuto urbano ancora produttivo.
Il Rinascimento fiorentino non appare come reliquia, ma come lingua viva: nelle strade acciottolate, nelle botteghe artigiane, nella cura per l’estetica quotidiana. E accanto ai grandi musei, la città fa entrare nuove voci nel suo dibattito creativo, con gallerie e spazi contemporanei che sottraggono Firenze alla sindrome da “città-museo”. Firenze è anche una città dove vivere con bellezza. I suoi artigiani lavorano la pelle a mano, i suoi caffè trasformano l'espresso in un rito e il suo skyline, coronato dalla cupola del Brunelleschi, ricorda ai visitatori che la bellezza qui non è decorazione, ma identità.
Anche qui la dimensione gastronomica (rinomatissima e sicuramente fra i fiori all’occhiello della città) è trattata come cultura e il cibo è raffinato e con antiche radici come l'arte che lo circonda. Fra tanti piatti tradizionali, la classifica suggerisce la ribollita, la tipica zuppa invernale di verdure a cottura lenta, e le pappardelle al cinghiale, un piatto che racconta di boschi e tradizione. Fra trattorie, ristoranti tradizionali o di ricerca, la tavola fiorentina non deluderà il viaggiatore!
Dove mangiare
- L'Ortone | Piazza Lorenzo Ghiberti, 87/red - 50122 Firenze | Tel. 055 234 0804
- Luca's by Paulo Airaudo | Via dei Cavalieri, 2c - 50123 Firenze | Tel. 055 010 5200
- Fuor D'Acqua | Via Pisana, 37r - 50143 Firenze | Tel. 055 222299
Dove dormire
- W Florence | Via del Melarancio, 1 - 50123 Firenze | Tel. 055 994 6600
- Helvetia & Bristol | Via dei Pescioni, 2 - 50123 Firenze | Tel. 055 26651
- The Hoxton | Via delle Mantellate, 2 - 50129 Firenze | Tel. 055 098 6070
3) Vienna, eleganza in movimento: la cultura come ritmo
Terza, Vienna è la città che “mette in scena” la propria storia, dove la cultura (ad iniziare dalla musica) è realmente diffusa e vissuta a livello trasversale. Ogni piazza, caffè e sala concerti sembra parte di una composizione più ampia, in cui arte, architettura e gusto si fondono in armonia. Il suo punto di forza è il dialogo fluido tra patrimonio classico e creatività moderna. Fra le migliori destinazioni culturali europee, coniuga raffinatezza e reinvenzione con una grazia naturale, e di anno in anno si reinventa con attraenti proposte che coinvolgono un pubblico sempre più ampio di giovani.
Nel MuseumsQuartier, le gallerie contemporanee non cancellano la memoria: la affiancano, la contraddicono, la fanno respirare. Il Leopold Museum - con Schiele e Klimt - testimonia la continuità tra modernità e tradizione, mentre Kunsthistorisches e Albertina tengono insieme grandezza imperiale e programmazione contemporanea. A Vienna, la cultura non si limita ai suoi musei o alle sale da concerto: si respira anche nei luoghi dove ci si siede a tavola. I celebri Caffè viennesi rappresentano un vero e proprio patrimonio cittadino, spazi dove il tempo rallenta e la vita quotidiana si trasforma in rituale. I banconi in marmo lucido e le panche di velluto morbido invitano a concedersi una pausa, gustando un Wiener Melange - il tipico caffè viennese - accompagnato da una fetta di Sachertorte, la torta al cioccolato simbolo della città.
Sedersi in uno di questi caffè significa entrare in contatto con l'anima elegante e accogliente di Vienna, partecipando a una tradizione che resiste al passare delle mode. Quando cala la sera, la raffinata atmosfera viennese si sposta nei ristoranti classici, dove l'eleganza si traduce in piatti storici e sapori autentici. Il Tafelspitz, tenero vitello servito in brodo aromatico, e la Wiener Schnitzel, cotoletta croccante suo emblema gastronomico, raccontano una storia fatta di semplicità e raffinatezza, di convivialità e tradizione. Questi piatti, tanto noti quanto le sinfonie che risuonano nei teatri della città, sono custodi di un'identità che si esprime anche attraverso il palato. E sono affiancati dalle creazioni di chef emergenti, che si stanno affermando con decisione sulla scena culinaria cittadina.
Dove mangiare
- Amador | Grinzinger Str. 86 - 1190 Vienna (Austria) | Tel. +43 660 9070500
- Lugeck | Lugeck 4 - 1010 Vienna (Austria) | Tel. +43 1 5125060
- Ludwig Van | Laimgrubengasse 22 - 1060 Vienna (Austria) | Tel. +43 1 5871320
Dove dormire
4) Lovanio, la cultura europea del futuro non è nostalgia
Al quarto posto, la storica città belga di Lovanio - fra le capitali mondiali della birra -rappresenta un’idea di Europa culturale proiettata avanti. È un laboratorio di coesistenza: multiculturale, sostenibile, “emotivamente intelligente”. Città di studenti, scienziati, artisti e sognatori, sede di un’antica università, investe sull’apertura a modelli più introspettivi, puntando su persone e comunità più che su spettacolarizzazione.
Lovanio è un luogo dove gotico e pannelli solari condividono lo stesso panorama, e dove street art e chiostri universitari non sono in conflitto, ma parte di una stessa narrazione e i caffè brulicano di conversazioni in una mezza dozzina di lingue. L’M-Museum connette antichi maestri e arte digitale; lo STUK Arts Center sperimenta performance e collaborazione. Ne esce una città “verde, creativa, aperta e silenziosamente radicale”, dove il futuro non è slogan, ma pratica urbana.
Nelle Fiandre, Lovanio è famosa perché è la sede di alcuni fra i più antichi e famosi birrifici del Belgio, tra cui la leggendaria Stella Artois, fondata nel 1366 e colosso mondiale della birra. Qui la birra è molto più di una semplice bevanda: rappresenta un patrimonio culturale, sociale e gastronomico. Vie e piazze sono animate da vivaci birrerie, dove si possono degustare le più svariate tipologie di birra, dalle classiche lager alle sofisticate birre d’abbazia e alle innovative birre artigianali locali. In città sono organizzati ogni anno eventi di richiamo internazionale come il “Zythos Beer Festival”, che attira appassionati e intenditori da tutto il mondo.
Dove mangiare
- EED | Vaartstraat 14 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 16 19 06 14
- Convento Wijnbistro | Mechelsestraat 87 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 468 51 71 35
- EssenCiel | Bondgenotenlaan 114 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 474 26 18 64
Dove dormire
- Martin's Klooster | Onze-Lieve-Vrouwstraat 18 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 16 21 31 41
- Pentahotel Leuven | Alfons Smetsplein 7 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 2 620 34 23
- The Lodge Heverlee | Kantineplein 3 - 3000 Lovanio (Belgio) | Tel. +32 16 50 95 09
5) Sebenico, un capolavoro adriatico tra Unesco e rinascita contemporanea
Quinta è Sebenico, perla della Dalmazia in Croazia affacciata sul mare, una delle mete più interessanti del turismo culturale adriatico. Il suo punto di forza non sta solo nella bellezza, ma nella combinazione tra patrimonio Unesco e rivitalizzazione contemporanea. Già finalista del premio Capitale Europea della Cultura, è un modello di come patrimonio, design e sostenibilità possano coesistere in modo naturale. La sua energia creativa si rivela nelle sue gallerie d'arte, nei concept café e nei piccoli studi nascosti tra i tetti in terracotta. La Cattedrale di San Giacomo è uno dei capolavori rinascimentali dei Balcani; la Fortezza di San Michele, restaurata, diventa spazio per concerti sul mare. Tra vicoli in pietra e terrazze soleggiate, la cultura si presenta come rivelazione che coinvolge abitanti e turisti più che come attrazione.
A Sebenico, la cucina non è un semplice complemento alla visita, ma una narrazione parallela che riflette la stessa autenticità e profondità della città. I frutti di mare, provenienti direttamente dalle acque limpide dell’Adriatico, sono protagonisti indiscussi sulle tavole locali: la loro freschezza e semplicità evocano antiche tradizioni marinare, tramandate di generazione in generazione. L’olio d’oliva, elemento centrale della dieta dalmata, regala profumi e sapori intensi che legano ogni piatto alla terra e al sole della regione.
La Cattedrale di San Giacomo
Accanto a questi, i fichi - dolci e maturi, raccolti nei dintorni - aggiungono una nota di genuina rusticità, mentre i vini bianchi frizzanti, prodotti nei vigneti che circondano la città, completano l’esperienza con la loro vivacità. Cenare a Sebenico, magari al tramonto, diventa un piacevole rito che unisce bellezza e gusto: nessuna ricetta complicata, ad appagare basta l’essenzialità di un branzino alla griglia, insaporito solo da pochi ingredienti essenziali, accompagnato da un bicchiere di Pošipnatura.
Dove mangiare
- Pelegrini | Jurja Dalmatinca 1 - 22000 Sebenico (Croazia) | Tel. +385 22 213 701
- Kacijola | Ul. Stjepana Radica 7 - 22000 Sebenico (Croazia) | Tel. +385 95 205 3333
- Restoran Bronzin | Obala palih omladinaca 5b - 22000 Sebenico (Croazia) | Tel. +385 91 602 3421
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6) Verona, opera e quotidiano: una sinfonia di pietra e suono
Sesta, Verona incarna un equilibrio quasi musicale: opera e vita di tutti i giorni, pietra antica e raffinatezza discreta. Percorribile a piedi e molto ben conservata, la città di Giulietta invita a vivere lentamente, ad ascoltare e a lasciare che la bellezza scandisca il ritmo. Verona possiede un ritmo unico, un raro equilibrio tra la solennità dell’Opera (di cui è con la sua Arena capitale mondiale) e la semplicità della vita quotidiana, tra la solidità della pietra antica e una raffinata discrezione che attraversa ogni via. Non è una città che si concede alla fretta di sorprendere: preferisce svelarsi gradualmente, come una melodia familiare che si rinnova a ogni ascolto, lasciando spazio al piacere della scoperta lenta e consapevole.
Antica roccaforte romana e oggi riconosciuta come patrimonio mondiale dell’Unesco, Verona ha saputo conservare nel tempo una straordinaria armonia architettonica. L’Arena, monumentale anfiteatro costruito nel I secolo, continua ancora oggi a essere cuore pulsante della cultura cittadina: nelle sere d’estate, le sue gradinate si animano di spettatori e le note di Puccini e Verdi avvolgono l’aria, trasformando la città in un teatro a cielo aperto. Durante il giorno, la vita si svolge in eleganti e vivacissime piazze che raccontano storie di epoche lontane ma mai dimenticate. Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori svelano facciate splendidamente affrescate, caffè ombreggiati dove il tempo sembra rallentare e botteghe artigiane che custodiscono mestieri e tradizioni tramandati da generazioni. Sono scenari senza tempo, in cui la quotidianità del nord Italia si fonde con la bellezza di un patrimonio che continua a vivere e a evolversi, offrendo a residenti e visitatori un’esperienza autentica e armoniosa.
Arte e cultura a Verona non si limitano ai monumenti, ma si riflettono anche nei sapori che animano la tavola, divenendo parte integrante dell’esperienza cittadina. Un piatto di risotto all’Amarone, preparato con il celebre vino locale, incarna l’anima stessa di queste terre, raccontandone storia e identità con la stessa forza evocativa di un affresco antico. I chicchi di riso assorbono i profumi intensi e le sfumature del vino, dando vita a un connubio di sapori che celebra la tradizione veronese con eleganza e semplicità. Le colline che circondano la città, in particolare quelle della Valpolicella, arricchiscono ulteriormente questa narrazione gastronomica, con i filari di vigneti che creano un paesaggio che è poesia visiva e gusto insieme.
Dove mangiare
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7) Tomar, la geometria segreta del Portogallo
Settima, Tomar - nel cuore del Portogallo - è una destinazione defilata, ma carica di fascino, storia, cultura. Il primo re del Portogallo Don Alfonso Henriques l'assegnò ai Templari come riconoscimento degli aiuti ricevuti nella lotta contro i musulmani e da allora divenne la roccaforte di questo potente ordine di monaci-cavalieri. Il Convento di Cristo, Patrimonio mondiale dell'Unesco, domina maestoso il paesaggio urbano con un'aura di mistero e bellezza.
I suoi corridoi a spirale invitano a un viaggio meditativo, dove ogni passo risuona tra sculture manueline finemente lavorate e chiostri affrescati che raccontano le storie del tempo in cui il Portogallo era proteso verso l'ignoto, guidato dall'immaginazione spirituale e dall'impulso delle grandi scoperte. Sotto, il centro storico si srotola come un mosaico ordinato di facciate piastrellate, tra cui si aprono librerie, piazze ombreggiate e botteghe che custodiscono l'anima autentica della città. In questo reticolo, la vita quotidiana scorre lenta e genuina: gli abitanti si salutano ancora per nome, mantenendo viva una dimensione comunitaria che altrove sembra scomparsa. Le strade strette invitano a perdersi, mentre i colori vivaci delle maioliche riflettono la luce e rivelano la stratificazione della storia locale. ì
Il Convento di Cristo a Tomar
Tomar è anche una celebrazione della semplicità a tavola. A pranzo, un classico bacalhau à brás, ovvero baccalà, patate e uova, si accompagna perfettamente a un bicchiere di vino bianco proveniente dalla vicina regione del Tago. Questa cucina, fatta di ingredienti genuini e sapori schietti, racconta il legame profondo con il territorio e con le tradizioni portoghesi. Dopo il pasto, il dolce arriva dalla pasticceria locale: fragranti specialità alle mandorle che racchiudono in sé la dolcezza e la delicatezza della cultura gastronomica del luogo.
Dove mangiare
- Taverna Antiqua | Praça da República 23 - 2300-556 Tomar (Portogallo) | Tel. +351 249 311 236
- Bela Vista | R. Marquês de Pombal 68 - Tomar (Portogallo) | Tel. +351 249 312 870
- Casa das Ratas | R. Dr. Joaquim Jacinto 7 - 2300-577 Tomar (Portogallo) | Tel +351 911 598 819
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8) Rouen, cattedrale capolavoro del Gotico e creatività contemporanea
C'è un'energia sottile e irresistibile che attraversa Rouen, una città capace di indossare la propria storia con leggerezza, senza lasciarsene schiacciare. Ottava nella classifica, capoluogo della Normandia nel Nord della Francia, un tempo era tra i porti più potenti dell'Europa medievale, oggi si presenta come un raffinato intreccio di tradizione, creatività e un'eleganza sobria che traspare da ogni dettaglio urbano.
A renderla oggi Rouen tanto affascinante è il continuo dialogo tra storia e contemporaneo: gallerie d'arte trovano spazio all'interno di antiche case a graticcio, negozi di design sorgono accanto a chiese secolari, mentre una scena creativa in fermento anima e rinnova le pietre della città. Le facciate degli edifici catturano e riflettono la luce della Senna, regalando prospettive sempre nuove e suggestive, e il suo skyline è dominato dall'imponente Cattedrale, musa ispiratrice di Monet e autentico capolavoro gotico, tra i più complessi di tutta la Francia, che la sera le proiezioni luminose sulla facciata trasformano in una tela contemporanea. Storia e presente si intrecciano a Rouen. Qui si possono ripercorrere i passi di Giovanna d'Arco attraversando l'antica piazza del mercato, oppure lasciarsi semplicemente trasportare dalle suggestioni delle strette viuzze del Vieux-Marché.
In questo quartiere, il profumo del pane appena sfornato e del burro tipico della Normandia avvolge i passanti, restituendo un senso di quotidianità autentica e vissuta. Rouen vanta una tradizione gastronomica tanto ricca quanto quella artistica: piatti come l'anatra alla rouennaise, i dessert a base di mele, il cremoso Camembert e il fresco sidro della Normandia celebrano un territorio generoso e profondamente legato ai suoi prodotti. Ogni sapore è un viaggio nelle radici e nella cultura locale, dove semplicità e raffinatezza si incontrano.
Dove mangiare
- L'Odas | 4 passage Maurice-Lenfant - 76000 Rouen (Francia) | Tel. +33 2 35 73 83 24
- Paul-Arthur | 23-25 place de la Pucelle - 76000 Rouen (Francia) | Tel. +33 2 35 71 19 54
- Au Flaméron | 236 rue Martainville - 76000 Rouen (Francia) | Tel. +33 9 87 36 44 24
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9) Oxford, la bellezza dell’apprendimento
Oxford - nona in classifica- si distingue nel panorama europeo grazie al suo patrimonio intellettuale e alla raffinata eleganza della sua architettura. Crocevia di cultura e sapere, è apprezzata dai viaggiatori per l’atmosfera letteraria, la quiete che si respira lungo le rive del fiume Cherwell e il fascino unico che la rende una destinazione senza eguali. Poche città riescono a trasmettere un senso di storia così vivido pur rimanendo permeate da una vivacità contemporanea.
Dietro le torri gotiche e i cortili silenziosi, Oxford brulica di idee e creatività. Studiosi, scrittori e viaggiatori condividono la città, percorrendo vicoli stretti fiancheggiati da storiche librerie e accoglienti caffè. Questo intreccio tra tradizione e dinamismo intellettuale rende Oxford uno spazio in cui il passato dialoga costantemente con il presente. La sua bellezza si manifesta sia sul piano intellettuale che architettonico: la Bodleian Library, il Christ Church College e i sentieri lungo il fiume Cherwell sono simboli di come l’apprendimento possa essere elevato a forma d’arte. Un luogo da vivere, più che da visitare.
La città non rinuncia, ovviamente, ai piaceri della vita, anzi ne fa uno dei caposaldi. I momenti di relax possono essere vissuti gustando un tè pomeridiano al Grand Café, cenando all’Old Parsonage o sorseggiando una pinta in un pub secolare, in compagnia di studenti, professori, gente del posto. La gastronomia a Oxford è un piacevole viaggio tra tradizione e innovazione. Oltre ai classici pub storici che servono piatti tipici britannici come pie e fish and chips, vi si trovano ristoranti internazionali e caffetterie accoglienti dove gustare cucine da tutto il mondo. Da non perdere una visita al Covered Market, vivace mercato ricco di specialità locali e prodotti artigianali, perfetto per scoprire i sapori autentici della città.
Dove mangiare
- Nut Tree Inn | Main Street - Murcott, OX5 2RE (Regno Unito) | Tel. +44 1865 331253
- Five Little Pigs | 26 St Mary’s Street - Wallingford, OX10 0ET (Regno Unito) | Tel. +44 1491 833999
- Killingworth Castle | Glympton Road - Wootton, OX20 1EJ (Regno Unito) | Tel. +44 1993 811401
Dove dormire
- Old Parsonage Hotel | 1-3 Banbury Rd - Oxford OX2 6NN (Regno Unito) | Tel. +44 1865 310210
- Old Bank Hotel | 92-94 High St - Oxford OX1 4BJ (Regno Unito) | Tel. +44 1865 799599
- Vanbrugh House Hotel | 20, 24 St Michael's St - Oxford OX1 2EB (Regno Unito) | Tel. +44 1865 244622
10) Graz, Città del Design e Capitale dei Sapori
Chiude la classifica Graz (capoluogo della Stiria, in Austria) City of Design per lo spirito innovativo che la distingue (fa parte dell’omonimo network Unesco) e dal 2008 Capitale dei Sapori, che celebra la straordinaria qualità e autenticità della sua cucina e l’eccezionalità dei suoi prodotti. Autentico modello europeo di innovazione culturale, dove il design contemporaneo si intreccia con la tradizione storica, affascina i visitatori per la sua elegante rilassatezza, l'energia della scena gastronomica e il perfetto equilibrio che sa mantenere tra passato e presente. Graz non ostenta la propria genialità ma invita a scoprirla lentamente.
Rinomata destinazione culturale, 6 università e 60.000 studenti rappresenta in modo esemplare la convivenza armoniosa tra storia e innovazione. Un mosaico di cultura e sapori che conquista chiunque la visiti. Il suo centro storico, Patrimonio Umanità Unesco, è caratterizzato da facciate barocche e tetti rossi che raccontano secoli di passato glorioso, la Kunsthaus Graz - futuristico edificio a forma di bolla dedicato all’arte contemporanea - testimonia il cuore creativo e moderno della città. Passeggiare sulla Murinsel, la celebre isola galleggiante in acciaio sul fiume Mur, permette di cogliere come il design sia parte integrante della vita di Graz, non solo un vezzo architettonico ma un elemento che plasma la quotidianità dei suoi abitanti e visitatori. Anche l’offerta gastronomica di Graz riflette appieno la filosofia che anima la città, fondendo radici profonde nella generosa terra della Stiria con una spiccata creatività.
La cucina locale si distingue per il forte legame con le materie prime del territorio: nei numerosi ristoranti a chilometro zero è possibile assaporare piatti che valorizzano prodotti tipici come l’olio di semi di zucca, vero vanto della regione e ingrediente protagonista di molti piatti, e specialità regionali come il prosciutto Vulkanland. Nei caratteristici ristoranti e bistrot all’aperto si respira l’arte della convivialità, tra gusti decisi e atmosfere rilassate. Nel centro storico a ridosso di Herrengasse, intere strade pedonali e piazzette danno vita a una sorta di “quartiere del gusto” e in ogni angolo della città si incontrano golose tentazioni: caffè storici, enoteche accoglienti dove degustare un fresco Sauvignon Blanc, espressione autentica dei famosi vigneti stiriani, locande tradizionali, ristoranti raffinati e persino le bancarelle di salsicce, simbolo della vita quotidiana. In ogni proposta gastronomica, Graz celebra la semplicità con raffinata discrezione, offrendo ai visitatori un viaggio di sapori autentico e armonioso, che rispecchia perfettamente il carattere elegante e accogliente della città.
Dove mangiare
- Kehlberghof | Kehlbergstraße 83 - 8054 Graz (Austria) | Tel. +43 316 284125
- Arravané | Conrad-Von-Hötzendorf-Straße 84 - 8010 Graz (Austria) | Tel. +43 316 818281
- Artis | Schmiedgasse 20 - 8010 Graz (Austria) | Tel. +43 676 4010368
Dove dormire