Bellanova: «Servono immigrati per garantire il lavoro nei campi»

La ministra dell'Agricoltura è intervenuta sul tema della manodopera per il raccolto, dopo gli appelli lanciati da Confagricoltura, Coldiretti e dall'’associazione Donne dell'Ortofrutta

06 aprile 2020 | 16:48
«Abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare». Lo ha detto la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, intervenendo quasta mattna a Radio Capital. «Questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato – ha aggiunto – Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato».

Teresa Bellanova

«Il Paese ritorni gradualmente a produrre con il massimo di garanzia per i lavoratori – ha detto ancora Bellanova - Abbiamo grande rispetto per la scienza, è un punto di riferimento. Dobbiamo avere in grande conto quello che la scienza ci mette a disposizione e fare lo sforzo per non scegliere le vie più semplici. Non dobbiamo scegliere le scorciatoie, come dire chiudiamo tutto, ma le vie complesse, ad esempio pensare alle riaperture, a nuovi modi di lavoro. Se non lo facciamo adesso, rischiamo di andare fuori dalla competizione a livello globale».

L’intervento, oggi, della ministra Bellanova, arriva a pochi giorni dal'alllarme lanciato da Confagricoltura, dalla Coldiretti e da una sollecitazione espressa dall’Associazione Donne dell’Ortofrutta, che in una lettera aperta avevano chiesto al Governo uno sforzo per supportare la filiera e trovare manodopera per salvare la stagione. E questo mentre da Pd e Lega è venuto l'invito al Governo a convocare con un urgenza un tavolo fra le parti sociali per decidere insieme cosa fare. Fra le questioni c'è anche il tema dei voucher.


Le Donne dell'Ortofrutta promuovono il settore con una visione al femminile

Le inziiative del ministro non piacciono comunqnue all'opposizione tanto he il suo predecessore, sen. GianMarco Centinao è stato lapidario: «Il ministro Bellanova ne pensa una al giorno: prima la sanatoria degli irregolari, poi addirittura la convocazione dell'ambasciatore della Romania per garantire flussi di braccianti da quel paese verso le nostre campagne. Il ministro si ricordi che del suo operato deve dare conto agli italiani; si vergogni e la smetta di fare da centro per l'impiego: occupi, invece, il suo tempo individuando soluzioni che creino lavoro dignitoso per tanti nostri connazionali disposti a lavorare nel comparto».

Questo intanto il testo della lettera che l’associazione, fondata nel 2017 da un gruppo di 30 imprenditrici ed esperte di tutta la filiera produttiva, aveva inviato alla ministra.

"Carissima Ministra,
mai come ora si percepisce il ruolo chiave dell’agricoltura in una Italia ferita dallo tsunami Coronavirus. Emerge la primordiale forza della natura e della fertilità della terra che ci garantisce la vita. Siamo 100 donne associate, senza scopo di lucro o finalità politiche, e rappresentiamo tutta la filiera dell’ortofrutta, dalla produzione alla commercializzazione e distribuzione, dal packaging alla logistica, al controllo qualità, fino all’export e alla comunicazione. Un network di imprenditrici e addette del settore che ogni giorno si confronta, cerca soluzioni, lotta per ricevere risposte dal mercato, individua risposte ai tanti problemi, promuove sui media il fantastico mondo dell’ortofrutta.

Mai come in questo momento è chiaro il ruolo chiave del settore: l’Italia è, insieme alla Spagna, il primo produttore di ortofrutta del mondo. Rappresenta il 15% del valore della produzione europea. Occupava  oltre un milione di addetti (dati Nomisma 2018), una enorme quantità di persone, molto più di tante industrie. Vorremmo cogliere l’opportunità di questo momento per comunicare meglio e di più i valori del nostro settore. Produciamo prodotti freschi, sani, sostenibili, salutari, indispensabili per mantenersi in forma, e di altissima qualità. Stagione dopo stagione siamo presenti con le nostre eccellenze su tutti i mercati.

Cogliamo l’occasione per comunicare a livello istituzionale questi valori al grande pubblico! Lo chiediamo a lei come massima esponente delle Istituzioni. Sappiamo che ci ascolta. Le chiediamo un  grande piano di comunicazione, che rilanci l’immagine del nostro settore e dell’Italia agricola e che ci possa  aiutare anche a trovare  manodopera. Purtroppo, nel pieno della stagione di raccolta primaverile/estiva potrebbe succedere la catastrofe più grande: non avere manodopera e quindi non avere produzione.

È fondamentale incentivare il lavoro in agricoltura e sostenerlo con una campagna senza precedenti di valorizzazione dei valori della terra, ma anche pensando ad un sostegno concreto, affinché il lavoro stagionale in ortofrutta  sia una alternativa valida alla cassa integrazione e al  reddito di cittadinanza favorendo lavoratori italiani soprattutto e lavoratori europei i cui trasferimenti dovranno essere favoriti dai corridoi preferenziali con protocolli attivi il prima possibile. È importantissimo cogliere  l’attimo e solo lei potrà farlo. Tutti dicono tutto in questi giorni, ma noi pensiamo che, una volta tanto, dobbiamo fare uno sforzo di coesione e comunicare con una voce unica il valore enorme del settore, anche sociale. Saremo con lei nel sostenere una campagna di comunicazione unica e per tutti".

Per informazioni: www.donneortofrutta.org

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Alberto Lupini


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