Alberghi contro affitti brevi, si accende lo scontro sui controlli per la tassa di soggiorno

La diatriba si è accesa a Verona. Il decreto legge in materia ha stretto la sorveglianza sulle strutture ricettive. Per gli albergatori è un «giusto giro di vite», secondo i locatori sono «verifiche contro l'illegalità»

30 novembre 2020 | 13:16
Per qualcuno si tratta di “un giro di vite”, per altri invece è solo un normale controllo di legge che favorisce l’intero settore del turismo. Le due fazioni si sono create sul tema dei controlli stringenti sulle locazioni turistiche previsti dal decreto legge interministeriale Economia-Interno. In particolare la partita - e le divisioni - si giocano tra il settore alberghiero tradizionale (quello che parla di giro di vite) e quello degli affitti brevi (che invece respinge le accuse e dà al tutto contorni più morbidi).


Scontro tra alberghi e affitti brevi

Controlli per evitare i sommersi nel mondo del turismo
Il teatro della diatriba in questo momento è Verona, ma solo perché da queste parti si è fatta molto calda; in tutte le città italiane in realtà avverrà lo stesso controllo che, si spera, possa davvero portare un contributo reale al turismo. Perché la questione, ormai annosa, è la disparità di condizioni e del sommerso con “favoritismi” per le locazioni brevi a danno del turismo tradizionale.

Al centro della questione, il versamento della tassa di soggiorno
Le novità dicono che a partire dal 2021 i dati aggregati relativi ai pernottamenti e all’imposta di soggiorno saranno trasmessi dal ministero dell’Interno all’Agenzia delle entrate, che li inoltrerà ai Comuni affinché vengano svolte le verifiche della corrispondenza dei dati stessi. In sostanza, sarà molto più semplice controllare chi è in regola con la riscossione e il versamento dell’imposta. Entro il 31 gennaio l’Agenzia delle entrate comunicherà i dati relativi al 2020 suddivisi per Comune.

Gli albergatori: «Giusto monitorare il settore ricettivo»
Il tema della regolamentazione dell’extralberghiero, come accennato, è molto sentito nel Veronese e Confcommercio ne ha fatto un suo cavallo di battaglia: «Sono anni - sottolinea a Veronanews il presidente dell’Associazione Albergatori Giulio Cavara - che insieme alla casa madre Confcommercio portiamo avanti la battaglia affinché il settore ricettivo venga monitorato a 360 gradi: i dati di un mercato complesso come quello turistico richiedono una gestione attenta su scala nazionale, anche in ottica sicurezza dei territori. Compito che, finora, era lasciato prevalentemente all’amministrazione locale».

Confcommercio Verona: Finalmente uno strumento nazionale di controllo
«Anche l’amministrazione comunale di Verona, con la Polizia locale guidata dal comandante Luigi Altamura - precisa Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona - ha fatto da subito suo il problema, svolgendo un ottimo lavoro e ponendosi all’avanguardia nei controlli. La stessa Regione Veneto ha fatto la propria parte, ma mancava uno strumento decisivo quale il riferimento al dato aggregato delle persone alloggiate nelle singole strutture. Un grande ringraziamento per questo importante risultato va rivolto alla Federalberghi nazionale, che ha pazientemente seguito l’evolversi della situazione».

Il presidente di Confcommercio Verona conclude così: «Sia chiaro che non siamo contro le locazioni turistiche ma, come evidenziato anche in occasione del nostro convegno di Peschiera dell’ottobre 2019, pretendiamo che nello stesso mercato vigano le stesse regole per motivi di sicurezza e per evitare che l’elusione delle imposte diventi elemento di concorrenza sleale nei confronti delle strutture tradizionali. Finalmente si sta andando in questa direzione».

I locatori: «Singolare che lo si definisca "giro di vite"»
Dall’altra sponda c’è il punto di vista di Edoardo Nestori, presidente dell’associazione Locatori Turistici Verona. «Tutti i provvedimenti che favoriscono la legalità nell’esercizio della nostra attività - dice all'Arena - sono da sempre sostenuti e ben accolti dalla nostra categoria. Trovo tuttavia singolare che questo decreto sia stato definito da Confcommercio e Federalberghi genericamente “un giro di vite” nei nostri confronti, dando ancora una volta una connotazione negativa al nostro comparto. Ricordo che versiamo circa due milioni di euro di tassa di soggiorno al Comune di Verona. La nostra associazione è nata proprio per differenziarci e per contrastare chi affitta strutture per brevi periodi in maniera abusiva, perciò il generalizzare non fa altro che creare confusione».

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Alberto Lupini


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