Covid e matrimoni: il Governo tace. Mentre la Cassazione penalizza i banchetti

Il settore chiede protocolli per poter lavorare con regole e periodi specifici per la celebrazione dei matrimoni. Nel mentre la Cassazione ha stabilito che è «giusto non pagare il catering se non soddisfa»

13 marzo 2021 | 12:37
Fermo. E completamente dimenticato. Da più di un anno. È il comparto dei matrimoni che il Covid ha letteralmente cancellato. Zero cerimonie, ma poco, se non nullo, l’interesse delle istituzioni verso un settore fondamentale per l’economia del Paese. E ora ci si mette anche la Cassazione a decidere sul settore, dando ragione a una coppia siciliana che si è rifiutata di pagare il conto del banchetto considerato “scadente”.



Il settore chiede protocolli per poter lavorare
Danni su danni. E così da una parte, appunto, a più di un anno di distanza, nessuno sta parlando di stabilire delle regole e dei periodi specifici per la celebrazione dei matrimoni. A parte, giustamente, le associazioni di categoria, oltre che numerose coppie italiane, che invocano a gran voce un protocollo di sicurezza per questo settore che fa della precisa organizzazione, in generale, il suo fiore all’occhiello. Sono state anche lanciate petizioni pubbliche al Governo, affinché nel 2021, si stabiliscano dei periodi specifici per le celebrazioni, si determinino protocolli chiari e si definiscano aiuti per le coppie e le imprese colpite.

Volume di affari di diretto di 4,75 miliardi
Da avere subito. Anche perché, secondo i dati di Matrimonio.com, ogni anno in Italia decidono di sposarsi più di 195mila coppie, generando un volume d’affari diretto di circa 4,75 miliardi e circa 400mila posti di lavoro. Sempre secondo un sondaggio di Matrimonio.com realizzato a febbraio 2021 su 4.427 coppie che si sono sposate nel 2020 o che inizialmente avevano una data di matrimonio nel 2020 e l'hanno posticipata al 2021, solo il 9% delle coppie non ha ancora fissato una nuova data per il matrimonio. Il restante 91% delle cerimonie è fissato, ma non si sa con quali misure potranno essere realizzate.

Test per gli invitati
Una soluzione per gli addetti al settore sarebbe quella di offrire test Covid agli invitati (favorevoli il 67% dei fornitori intervistati in un sondaggio realizzato tra più di 2.360 aziende del settore). Così come da tempo Italia a Tavola e le associazioni di categoria chiedono per poter pranzare al ristorante e non far morire uno dei settori più importanti italiani.

Cassazione: Giusto non pagare se banchetto non soddisfa
Ma nessuna risposta in materia. L’unica risposta sul tema “matrimoni” è, infatti, stata data dalla Cassazione. E non è favore del comprato: «giusto non pagare il catering, se non soddisfa».

Ma andiamo con ordine: delusa dal proprio banchetto di nozze in un agriturismo, una coppia siciliana aveva deciso di non saldare il conto. Il titolare si è rivolto subito al Giudice di pace di Caltagirone (Ct) che ha ordinato agli sposi di pagare 3500 per il sevizio. Su opposizione degli sposi, l’anno seguente il decreto è stato revocato. Il Tribunale di Caltagirone ha poi rigettato l’appello del ristoratore che si è rivolto alla Cassazione. Ma ora anche qui il “due di picche”: a sorpresa la Cassazione ha confermato, infatti, legittima la decisione, ribadendo il no al decreto di ingiuntivo per inesatto adempimento del fornitore del servizio.

Fondamentale affidarsi agli esperti
Rovinare il banchetto di nozze, insomma, non è cosa da poco. E sono tanti i “ricorsi” di sposi arrabbiati e delusi. Tra i casi più gravi anche intossicazioni tra gli invitati.

Il problema, sottolineano gli esperti, è che spesso gli sposi, per risparmiare si affidino a offerte a basso costo che spesso non riescono a garantire ciò che promettono.

Attenzione anche alle scelte rischiose sul cibo. Da evitare, suggeriscono gli addetti al settore, ad esempio il menu solo pesce (no, in particolare, al crudo nei ricevimenti) o pietanze troppo speziate o a base di tartufo. Attenzione anche agli alimenti che possono creare allergie. Ma il consiglio per gli sposi è di non incaponirsi nemmeno su vini troppo particolari per il quali gli abbinamenti sarebbero molto difficili.

Insomma, scegliere bene a chi rivolgersi e lasciarsi seguire da chi è competente. Professionisti in grado di gestire ogni difficoltà, compresa quella del Covid. Governo permettendo.

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Alberto Lupini


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