Tutti i nodi del green pass. Decidere in fretta per dare indicazioni precise

Bar, ristoranti e alberghi su tutti attendono che il Governo dia disposizioni chiare e tempestive su come ci si dovrà comportare dal 6 agosto, data in cui la certificazioni diventerà obbligatoria al chiuso. Trasporti e scuola a loro volta restano in sospeso, anche se Draghi sembra intenzionato a seguire la linea della gradualità e non dell'obbligo

03 agosto 2021 | 11:37

Obbligatorio in bar e ristoranti, poca chiarezza negli alberghi, no per le imprese e nelle scuole, per i trasporti si vedrà. Questa, a oggi, è la linea che il Governo ha tracciato sull’obbligatorietà del Green pass che dovrebbe entrare in vigore dal 6 agosto e per la quale si attende un decreto; il documento definitivo dovrebbe arrivare tra martedì e mercoledì, ma ci sono nodi soprattutto logistici ancora da sciogliere.

L’orientamento di Mario Draghi nella lotta al virus resta quello della gradualità che dovrebbe culminare con l’introduzione dell’obbligo anche su navi, aerei e treni a lunga percorrenza. Dal decreto al 30 agosto potrebbe dunque delinearsi un percorso a tappe condiviso con i rappresentanti dei partiti e i vertici del Comitato tecnico-scientifico.

 

Tra indecisioni e nodi da sciogliere

Draghi dovrà fare la sintesi politica sui tre fronti rimasti aperti e molto caldi. Oltre alle imprese, i nodi da sciogliere riguardano trasporti e scuola, settore che Draghi ha definito «priorità assoluta». Esclusa al momento la possibilità di imporre al personale scolastico e agli studenti di immunizzarsi, il governo studia una norma che preveda il green pass per i lavoratori delle attività dove l’obbligo del certificato è già previsto per i clienti. Primi fra tutti alberghi e ristoranti, ma si valuta anche per circoli sportivi e palestre. Dal Governo però ci si aspetta risposte più approfondite. Su tutte quella che riguarda i controlli: chi provvederà ad effettuarli? Quali poteri avranno i gestori? E negli alberghi, come ci si dovrà comportare nelle sale da pranzo? E ancora: cosa succede ai dipendenti che non hanno ancora fatto a tempo a concludere il ciclo di vaccinazione?

 

Confronto con il sindacato

Intanto ieri Draghi ha convocato a Palazzo Chigi i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per discutere le eventuali misure rispetto all’obbligo vaccinale nelle aziende. Landini, Bombardieri e Sbarra hanno dei paletti ben fissi, su tutti quello per cui il Green pass non deve essere un modo per discriminare, demansionare o addirittura licenziare i lavoratori anche se l’impegno resta quello di sensibilizzare i lavoratori ad una vaccinazione diffusa.

 

 

 

Nessun obbligo a scuola. Per ora

La scuola resta l’altro tema caldissimo. Dai calcoli della struttura commissariale guidata da Francesco Paolo Figliuolo il livello di vaccinazione raggiunto in Italia è «generalmente elevato» anche tra gli insegnanti. L’obiettivo è arrivare al primo settembre (a ridosso dunque dell’inizio dell’anno scolastico) all’80% di prime dosi e, alla fine dello stesso mese, toccare la stessa percentuale con le seconde dosi. C’è poi un secondo traguardo dichiarato: immunizzare entro il prossimo 28 settembre l’80% e più degli studenti tra i 12 e i 19 anni. Le cifre di Figliuolo dicono che su un milione e 400mila insegnanti, i non vaccinati sarebbero 219mila. Secondo gli studi più freschi i numeri «si possono raggiungere con iniziative mirate». L’ipotesi più plausibile al momento è che la campagna di sensibilizzazione si concentri sui territori che hanno i livelli più bassi di vaccinazione, come Sicilia, Calabria, Liguria e provincia di Bolzano.

 

30 agosto, data "X" per i trasporti

Per quanto riguarda invece i trasporti una data certa ancora non c’è. Matteo Salvini ha alzato il pressing chiedendo che il Governo prenda tempo e faccia slittare a settembre la partenza della certificazione verde, così da non interferire con le vacanze che, tuttavia, potrebbero però diventare nuovi focolai come già successo l’estate scorsa. Speranza invece ritiene indispensabile imporre il green pass anche in questo settore e far scattare l’obbligo da qui a un mese al massimo. Tra i due estremi, Draghi potrebbe decidere di fissare il giorno cruciale a lunedì 30 agosto. Fondamentale, come abbiamo più volte sostenuto come Italia a Tavola, che sia soprattutto il trasporto locale ad essere monitorato e messo al sicuro. Per questo settore si potrebbe andare avanti di una settimana ancora, così da far partire l’obbligo in coincidenza con la riapertura delle scuole. I sindaci sono già in allarme. Il presidente dell’Anci e primo cittadino di Bari Antonio Decaro avverte il governo: «Se non aumenta la possibilità del trasporto, diventa complicato assicurare il corretto svolgimento delle lezioni».

 

Il monitoraggio delle vaccinazioni

In conclusione, il Governo vuole scongiurare l’arrivo di una nuova ondata autunnale giocando d'anticipo, ma deve barcamenarsi con l’idea per cui il Green pass limita la libertà del cittadino, tra reali obblighi costituzionali e proteste in piazza più o meno comprensibili. Ecco perché Draghi sta valutando di non varare il green pass obbligatorio, ma di monitorare la curva delle immunizzazioni fino al 20 agosto: tre settimane per vedere a che percentuali si arriva e poi, solo se lo zoccolo duro di un 15% di professori restii a vaccinarsi non diminuisce, far scattare il green pass per tutti.

Ma c’è il fronte politico da affrontare; nella maggioranza vive anche una linea dura, che va da Roberto Speranza al segretario del Pd Enrico Letta, convinti che la velocità della variante Delta richieda misure più stringenti. Il ministro della Salute pensa che l’obbligo del green pass sia necessario per riaprire in sicurezza la scuola e anche per viaggiare su aerei e treni a lunga percorrenza. «Se serve facciamo pure una legge che obblighi tutti i cittadini a vaccinarsi, o determinate categorie», è la linea del ministro Renato Brunetta (Forza Italia).


 

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Alberto Lupini


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