La Sardegna a km 0 all'agriturismo S'Ena Frisca

La cucina è della tradizione, i prodotti sono locali, la maggior parte provenienti dai terreni della proprietà, e l'agriturismo, per queste particolarità, fa parte della grande famiglia Ristoranti Regionali - Cucina Doc

06 settembre 2018 | 12:00
di Marinella Argentieri
A pochi chilometri da Sassari e a trenta minuti da Alghero, nella bella cittadina catalana che si affaccia sulla Riviera del Corallo nel nord ovest della Sardegna, circondato da verdi colline, si trova l’agriturismo S’Ena Frisca (fonte fresca). La presenza di una sorgente, che alimenta un “laghetto” con i pesci rossi, complemento di un curato giardino mediterraneo, rende sicuramente appropriato il nome del locale di Riccardo Piras e Alessia Mura.

Lui cuoco, lei arredatrice, si sposano nel 2002 e l’anno successivo iniziano i lavori per dare vita al loro sogno. Riccardo, classe 1969, diplomato all’Istituto alberghiero di Alghero nel 1989, completa la sua formazione lavorando in prestigiose strutture dell’isola a Santa Teresa di Gallura, a Palau, a Cagliari nel famoso Forte Village, quindi trascorre un periodo lavorativo a Roma fino a quando si sente pronto, affiancato da Alessia, a compiere il grande passo: aprire un proprio locale. «Era il nostro sogno nel cassetto, aprire una piccola struttura all'interno della nostra azienda agricola valorizzando i nostri prodotti».


Melanzana in crema di mentuccia

Il luogo è Tissi (Ss), suo paese natale, ideale per ospitare l’agriturismo che inizia l’attività di ristorazione nel settembre del 2006. I terreni di proprietà danno tutte le verdure di stagione oltre alle olive, per “l’olio di casa” e l’uva per un eccellente vino Cagnulari; le erbe della macchia mediterranea, il mirto, l’elicriso e la mentuccia, rendono unici i sapori di una tavola autenticamente rurale. «È stata una nostra scelta - ha puntualizzato Alessia Mura - preparare prodotti del nostro territorio, prodotti locali, lavorarli e trasformarli. Così l'agriturismo ha a disposizione una certa quantità di alimenti che nell'arco di trenta giorni vengono serviti ai clienti che passano da noi, su prenotazione».

Alcuni giornalisti della stampa di settore sono stati invitati da Ristoranti Regionali - Cucina Doc a visitare il locale, da qualche anno associato al gruppo e per l’occasione è stato servito il menu tipo dell’agriturismo che varia le portate seguendo la stagionalità.


Riccardo Piras e Alessia Mura

Anche il pane viene prodotto dalla cucina; quello di semola all’olio extravergine d’oliva e quello di semola e patate hanno accompagnato gli antipasti buonissimi e presentati coreograficamente: Prosciutto crudo sardo e fichi d’india, Ricotta e saba, Zucchina in crema aromatizzata al limone, Polpettone di patate alle erbe aromatiche, Zucchine e riso venere, Fiori di zucca in pastella, Fegatini a ghisadu. E naturalmente la Melanzana in crema di mentuccia, «È da 12 anni che questo piatto ci rappresenta - ha raccontato Alessia Mura - è un piatto che abbiamo ideato noi, insieme a tanti altri certo, ma credo che la melanzana alla mentuccia insieme al porceddu sia uno dei nostri cavalli di battaglia».

Sono seguiti i primi piatti: Fregola S’Ena Frisca e Macarone de busa all’abbardente (la grappa sarda). Immancabile il croccante Maialetto arrosto profumato al mirto con le patate al forno al rosmarino e le verdure di stagione; la Seada ha chiuso un pranzo luculliano.


Maialetto arrosto profumato al mirto con le patate al forno al rosmarino e le verdure di stagione

Meritatissimi i complimenti ai padroni di casa che hanno visto riconosciuto il loro continuo impegno a superare i traguardi raggiunti. «Seguiamo molto la stagionalità dei prodotti - ha aggiunto Riccardo Piras - ogni stagione è possibile trovare piatti diversi, perché è la stagione e non è il cuoco a fare il menu». Chiaramente poi il menu si adegua alle esigenze del cliente: «I menu - chiarisce Piras - possono essere personalizzati, chi magari non desidera il porceddu può assaggiare un agnello in umido con i finocchietti».

Un menu, quello dell'agriturismo S'Ena Frisca, che è «70% tradizione e 30% iniziativa personale del cuoco», e in quest'ultima minor percentuale rientrano anche «le contaminazioni dei nostri viaggi - ha spiegato Alessia - e delle nostre esperienze, in giro per l'Italia e all'estero. La contaminazione porta sempre ad un'innovazione della tradizione, guai se non fosse così. Oggi noi mangiamo piatti che derivano dalla dominazione spagnola, son piatti che noi abbiamo ereditato».



La presenza dello scrittore e giornalista sardo Giovanni Fancello critico e storico della gastronomia - ricordiamo “Durkes-un viaggio nei dolci dall’antichità ai giorni nostri”, Arkadia Editore, la sua più recente pubblicazione - ha dato spessore all’incontro aggiungendo sapere ai sapori.

Per informazioni:
www.senafrisca.com
www.ristorantiregionali.it

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