L'impegno di Ais Lazio: “Far conoscere il nostro vino e i nostri territori”

Per la nuova guida Francesco Guercilena: “Le cantine chiedono una nuova figura professionale per il settore dell’enoturismo: un sommelier che funga da brand ambassador”

15 luglio 2022 | 12:52
di Mariella Morosi

«Associazione vuol dire essere uniti da una passione e volerla condividere. Ci impegneremo a far crescere tutte le delegazioni in egual misura. La regione sosterrà le idee e le iniziative dei delegati, affiancandoli e supportandoli. Il socio è il nostro valore: pianificheremo per lui attività di alto profilo culturale ed esperienziale, attraverso degustazioni, master, seminari e viaggi». Questi i blocchi di partenza da cui deve partire Ai Lazio. La sezione regionale dell'Associazione italiana sommelier da qualche giorno vede al comando Francesco Guercilena. Lo abbiamo incontrato per approfondire la sua visione. 

Le nuove sfide di Ais Lazio: valorizzare vino e territorio con il sommelier ambassador

Poche professioni come quella del sommelier hanno subito negli ultimi anni un'evoluzione del percorso di crescita e richiesto l'acquisizione di una serie di competenze specifiche che vanno ben al di là della selezione e del servizio dei vini e agli abbinamenti con il cibo. Sempre più intensa, inoltre, la sinergia con il personale di cucina e di sala. Per questo abbiamo chiesto a Francesco Guercilena di delineare la linea che l'Associazione sommelier e in particolare quella della sua Regione, dovrà tenere.

Quali saranno le nuove sfide da affrontare per i futuri sommelier, con particolare riferimento alla sua regione?
La figura del sommelier è cambiata e continuerà ancora la sua evoluzione. Non parlerei di sfida ma piuttosto di obiettivo; la nostra mission è far conoscere il Lazio del vino, i suoi territori e il suo ottimo livello qualitativo. Questo è un lavoro che stiamo portando avanti con impegno e passione: lo facciamo all’interno della nostra associazione, con i corsi e con le degustazioni, e lo facciamo all’esterno attraverso fiere di settore e wine tasting con stampa nazionale e internazionale. In futuro per l’Associazione Italiana Sommelier Lazio vogliamo investire più risorse nella divulgazione dell’eccellenze enogastronomiche della nostra regione. Come sommelier ci occupiamo di vino, ma anche di olio e di eccellenze gastronomiche e il Lazio è una delle regioni più ricche da questo punto di vista.
 
Per questa professione si profilano quindi nuovi sbocchi lavorativi al di là del mondo della ristorazione e dell'ospitalità. Parliamo soprattutto di consulenze come libero professionista. Questa figura può affiancare le aziende a rendere migliore il prodotto e a rendere più incisiva la comunicazione del brand, oltre che occuparsi del vino a tutto campo anche con esperienze dirette nei territori più vocati.

Come potrà essere affrontata la sfida di una nuova formazione e di una comunicazione innovativa?
Un bravo sommelier deve essere in grado di comunicare in maniera efficace il proprio sapere. Ogni anno si prospettano nuovi scenari e nuove opportunità di lavoro. Negli ultimi anni anche il Consiglio Nazionale Ais si è fatto interprete degli input che ci arrivavano dal mondo esterno e ha realizzato un piano di comunicazione integrata, migliorando la comunicazione interna ed esterna dei nostri profili social: Twitter, Instagram e Facebook, la newsletter per i soci e poi per i nostri sommelier e futuri relatori ha aggiornato il seminario sulla comunicazione. Credo che questa sia la strada giusta da percorrere e potenziare.

L’impegno dell’Ais in tutt'Italia ha già convinto molti giovani a orientare il proprio orizzonte lavorativo verso il mondo del vino e molto si può ancora fare anche nel Lazio e per una migliore valorizzazione delle sue eccellenze.
 
Qual è la percezione delle nuove esigenze di questa professione nella sua regione, e come cresce l'interesse dei giovani? Può fornire dei numeri sul rapporto tra gli appassionati di vino e i vostri professionisti? 
Il Lazio del vino è in crescita, in qualità e in quantità di aziende vitivinicole. Anche nel Lazio le aziende ci chiedono una nuova figura professionale per il settore dell’enoturismo: un sommelier che funga da brand ambassador e che sappia raccontare e comunicare il vino e il territorio, con competenza e passione. L’età media è bassa, sono sempre di più i giovani che frequentano i nostri corsi spinti da curiosità e passione e sono sempre di più quelli che ne fanno una professione terminato il loro percorso.
 
La pandemia e il lungo blocco della ristorazione e dell'ospitalità hanno cambiato molto in questa professione. Alcuni sommelier hanno dovuto reinventarsi e guardare oltre alle proprie competenze e alcuni si sono orientati verso le consulenze. Con la piena ripresa, tuttavia, c'è una forte richiesta di professionisti sommelier in linea con le nuove esigenze e con i nuovi stili di consumo.

Cosa dovrebbe essere potenziato nella sua regione per affrontare il cambiamento?
Sicuramente gli ultimi anni sono stati difficili, ci hanno imposto cambiamenti e riflessioni. Con la ripresa c’è una forte richiesta di sommelier ma anche di tutto il personale della ristorazione. Sicuramente ciò che va potenziato è la formazione e bisogna investire di più in termini economici nel personale Horeca. se si vuole fare qualità e si vuole cavalcare il cambiamento.

 

 

Ais Lazio come si inserisce in una realtà vitivinicola complessa di 5 province, tutte con caratteristiche produttive diverse e che negli ultimi anni ha conosciuto una grande affermazione
Dal Lazio ormai arrivano proposte molto interessanti nel settore enologico. Il Frascati ha saputo affrancarsi dall’idea di vino delle fraschette e, dopo anni di declino, è stato protagonista di una crescita qualitativa unica nel suo genere grazie al lavoro di una nuova generazione di vignaioli. Il Cesanese di Olevano Romano, il Cesanese di Affile e il Cesanese del Piglio rappresentano il più interessante contributo autoctono alla gloria del rosso nazionale. Questo per fare solo alcuni esempi. I vini del nostro territorio sono ormai molto conosciuti e accreditati anche all’estero. Secondo i dati Istat/Qualivita l’export del vino made in Lazio è cresciuto del +20.4% rispetto al 2020, per un valore economico di circa 83 milioni di euro. È certamente un dato che parla anche di qualità. In questo percorso è fondamentale il ruolo dei nostri sommelier che questa qualità la sanno raccontare. Il contatto dell’Ais Lazio con il territorio e le sue cantine è costante. Organizziamo visite didattiche presso le cantine, ne proponiamo i vini all’interno dei nostri corsi e in occasione di alcuni eventi di degustazione. Negli ultimi anni abbiamo collaborato in diverse occasioni con le istituzioni locali, in primis con la Regione Lazio, nel racconto dei nostri vini all’interno di grandi manifestazioni come il Vinitaly o altri eventi, organizzati ad hoc nei parchi regionali. Prima della pandemia come Ais Lazio siamo stati promotori di alcuni appuntamenti, dedicati ai vini laziali, anche presso le delegazioni Ais in altre regioni. Per non parlare del grande lavoro di recensione che facciamo per la Guida Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier, frutto di degustazioni attente e scrupolose, basate sulla consapevolezza che con questo strumento offriamo un contributo importante al mondo della ristorazione e dell’ospitalità, narrando il legame del vino con il nostro territorio e con il saper fare dei produttori. Non ci fermiamo qui. Stiamo lavorando a nuovi progetti e nuovi format per creare occasioni di maggiore conoscenza dei vini del Lazio in Italia e all’estero, ad esempio in occasione della Settimana della Cucina italiana nel mondo. Seguiteci attentamente nei prossimi mesi: promettiamo belle sorprese!

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Alberto Lupini


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