Pinot nero, eleganza altoatesina fra degustazioni e premi

Il 23° Concorso nazionale del Pinot Nero ha visto la partecipazione di 95 etichette in degustazione. Al castello di Enn premiati i 10 migliori. E pure il primo sommelier specializzato

18 giugno 2021 | 17:17
di Liliana Savioli
Il Pinot Nero, vino iconico, l’emblema dell’eleganza, difficile da imbrigliare, che parla molte lingue, che ama la mezza luce, tanto ostile quanto versatile. Insomma, il classico tubino nero di Chanel difficilissimo da portare ma se hai il fisico lo puoi indossare in ogni occasione, cambi gli accessori e il gioco è fatto. Gli accessori per il vino sono l’annata, la posizione, l’epoca di vendemmia, le pratiche di cantina, la sosta sui lieviti, l’utilizzo del legno e mille altri orecchini/borse/anelli/collane. È stato fantastico poter trovare tutti questi “accessori” al nostro amato durante le giornate del Pinot Nero che si sono svolte tra i paesi di Egna e Montagna, in Alto Adige.



Una produzione Made in Trentino-Alto Adige

Gli ettari coltivati a Pinot nero sono oggi più di 506: il 9,1% della superficie vitata totale altoatesina. La maggior parte di questi vigneti sono posizionati nella zona della Bassa Atesina/Oltradige, circa 400 ettari. In particolare, nei comuni di Egna e Montagna, nel territorio dei quali ricade l’Altopiano di Mazzon e Glen, gli ettari a Pinot nero sono oltre 120. I rimanenti ettari risultano distribuiti in diverse zone selezionate del territorio altoatesino, fra queste: le porzioni superiori dei versanti a nord della città di Bolzano, qualche appezzamento posizionato sulle parti elevate del versante orientale della Val d’Adige, alcuni vigneti che si trovano in altura nel territorio fra Bolzano e Merano inclusa la conca di Merano e infine la Val Venosta.

Dalla fondazione ad oggi, la svolta rosa dell'Associazione delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero

Ora un pochina di storia. Alla fine degli anni novanta il commerciante August Cappelletti e l’agricoltore Stefan Vaja cercarono una soluzione per ravvivare il paese di Egna. Pensarono di dare al Pinot Nero altoatesino e all’Altopiano di Mazzon, terra vocata per questo vitigno, una giusta valorizzazione sia nel mondo degli esperti che fra gli appassionati. Nacque così, nel 1998, l’Associazione delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero. Questo è stata la ventitreesima manifestazione che ha visto un cambio di dirigenza. Dall’ultimo presidente Günther Haas e all’attuale, Ines Giovanett, giovane produttrice locale. Un cambio generazionale anche in tutto il consiglio ma anche una variazione di formula.

In tempo di Covid, cambia la degustazione

Visto l’emergenza Covid non più banchetti con produttori e appassionati a degustare girando per le sale dei vari manieri messi a disposizione. Niente di tutto questo. In un antico convento a Laghetti, vicino a Egna, una serie di tavoli con postazioni pronte ad accogliere degustatori e appassionati. Una degustazione che poteva anche essere alla cieca, chiedendo al gentilissimo personale solo il numero, oppure nominativa, per degustare tutti, o parte, dei 95 Pinot Nero che avevano partecipato al concorso. Una gran bella esperienza, a detta di tutti, in perfetta sicurezza, che ha dato modo a chiunque si fosse prenotato di entrare veramente nell’anima di questo vino. Interessante anche la Masterclass di presentazione dei Pinot Nero vincitori del concorso dello scorso anno, pertanto l’annata 2017.

Annata particolare con la  perdita del 15% per il gelicidio e poi in aprile sono arrivate le brinate che hanno visto i viticoltori combatterle con il fuoco. Pertanto una produzione non omogenea. Fino alla vendemmia si vedevano sia uve crude che mature e anche stramature nella stessa pianta. Ciò non ha portato sostanza ma aromi particolari come in Borgogna dove hanno le stesse problematiche. Una lotta che ha pagato non in sostanza ma in finezza. Nessuna opulenza ma tanta eleganza. Decisamente un’annata fresca con possibilità di invecchiamento. Una degustazione che ha lasciato tutti soddisfatti e contenti di aver potuto partecipare ad un evento così ben articolato.

I vincitori del concorso nazionale del Pinot Nero

La proclamazione dei vincitori dell’edizione 2021 si è svolta nello splendido maniero di Enn a Montagna, dove è stato anche premiato il primo vincitore  della prima edizione del “Master del Pinot Nero”, concorso organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier AIS, che ha visto vincitore André Senoner.

Ed ecco i vincitori della 23° edizione del Concorso Nazionale del Pinot Nero:
  1. Kellerei St. Michael Eppan - Cantina Produttori San Michele AppianoPinot Nero Riserva "Sanct Valentin" Südt. A. Doc
  2. Niedrist Pinot Nero "Vom Kalk" Südt. - A. A. Doc
  3. Kellerei Andrian - Cantina Andriano Pinot Nero Riserva "Anrar" Südt. A. Doc
  4. Tiefenbrunner Pinot Nero Riserva "Linticlarus" Südt. - A. A. Doc
  5. Kellerei Terlan - Cantina Terlano Pinot Nero "Monticol"  Südt. A. Doc
  6. Kellerei - Cantina Girlan Pinot Nero Riserva "Trattmann" Südt. - A. A. Doc
  7. Prackfolerhof Pinot Nero "Patrick Planers" Südt. - A. A. Doc
  8. Kellerei Bozen - Cantina Bolzano - Winery Bolzano Pinot Nero "Thalman" Südt. - A. A. Doc
  9. Elena Walch Pinot Nero "Ludwig" Südt. - A. A. Doc
  10. Manincor Pinot Nero "Mason" Südt. A. Doc
  11. Cave Gargantua Pinot Nero "Pierre" - Valle Aosta Doc

Inoltre i seguenti vini hanno raggiunto la degustazione finale (ordine alfabetico)  Aosta: Grosjean Vins Alto Adige: Josef Brigl Weinkellerei-Weingüter, Von Blumen Wine, Castelfeder Winery, Erste+Neue, Klosterhof, Kellerei Meran - Cantina Merano, Muri-Gries, Weingut Plonerhof, Kellerei Schreckbichl - Cantina Colterenzio Trentino: Maso Cantanghel, Cavit Wines, Riva del Garda.



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