Troppo vino invenduto nei ristoranti Bastianich fa un'asta a New York

In vendita per beneficenza 30mila bottiglie del ristorante Del Posto. Un’iniziativa che nasconde però un problema serio, anche in Italia: le tante etichette rimaste in scorta a causa del lockdown

08 luglio 2020 | 17:15
Trentamila bottiglie delle etichette più rare e prestigiose del patrimonio enologico italiano, per un valore stimato tra i 3 e i 4,5 milioni di dollari, saranno messe all’asta a fine mese a New York. Ad essere "smantellata", almeno in parte, è la cantina del celebre ristorante Del Posto, che da sempre vanta una delle più assortite collezioni di bottiglie che hanno fatto la storia del vino italiano e che lo rappresentano in ogni suo territorio.

Una sala del ristorante Del Posto e le sue bottiglie

Tra rarità e vendemmie dei più importanti produttori, all’asta su Hart Davis Hart andranno più di 3mila lotti per un’offerta che include, tra le altre, selezioni di Barolo e Barbaresco di Bruno Giacosa, Angelo Gaja, Bartolo Mascarello, Giacomo Conterno e Giuseppe Rinaldi; Super Tuscans della Tenuta dell’Ornellaia, Sassicaia e Tignanello, nonché una rara selezione di Borgogna con Domaine de la Romanée-Conti per un totale stimato in un valore tra i 3,1 e i 4,5 milioni di dollari, che in parte saranno destinati in beneficenza per progetti dedicati ai bambini negli Stati Uniti.



Una collezione creata e supervisionata negli anni da Joe Bastianich, imprenditore della ristorazione, volto noto della tv e intenditore di vini, composta da bottiglie in arrivo dalle cantine di produzione e spesso imbottigliate appositamente per il ristorante. «È con un misto di tristezza e di orgoglio che abbiamo deciso di mettere sul mercato una parte di questa imponente collezione», racconta Bastianich, che però non svela il motivo di questa decisione. «Sono bottiglie che parlano di me, della mia storia, della mia anima dedicata al vino - aggiunge - ma il momento è arrivato, sono felice di poter condividere con il mondo questi vini, e soprattutto queste annate. Spero troveranno palati interessati che sappiano goderne appieno».

                          Joe Bastianich

Ora, al netto della lodevole intenzione di destinare una parte del ricavato in beneficenza, l’iniziativa fa immediatamente pensare ad un problema che si pone in Italia, come nel resto del mondo, dopo i mesi di lockdown, ovvero quello delle scorte di vino rimasto invenduto nel periodo in cui i ristoranti sono stati costretti a chiudere. Non sarà probabilmente il caso della cantina del ristorante Del Posto (dalla quale usciranno anche etichette prodotte a metà del Novecento), tuttavia la questione pone sul tavolo un tema delicato: alcune etichette non possono invecchiare e tante aziende hanno iniziato a venderlo a prezzi fortemente ribassati per provare in qualche modo a rientrare quantomeno nelle spese di produzione. Qualcuno ha trovato anche altre soluzioni, come la cessione delle bottiglie in conto vendita, tuttavia serve trovare strade alternative per riuscire a fare fronte a questo problema, anche attraverso un modo nuovo di approcciare il vino. Tenendo conto, oltretutto, del fatto che la domanda - così come il potere d'acquisto dei consumatori di vino - è in calo, ed è sempre più difficile vendere le bottiglie al loro prezzo originario.

Il catalogo completo della vendita all’asta, che è programmata per il 24 e 25 luglio presso la celebre casa d’asta e rivenditore di vini di fama internazionale Hart Davis Hart Wine Co, è consultabile sul sito di Hart Davis Hart. Da segnalare, per i collezionisti, la verticale di Monfortino Riserva, Giacomo Conterno, con bottiglie che raccontano la storia della cantina dal 1941 al 2013 (anche attraverso alcuni rari grandi formati), oppure il Barolo Giuseppe Rinaldi 1964 o il Recioto della Valpolicella Classico Gran Riserva di Giuseppe Quintarelli 1983 o il Sassicaia, Tenuta San Guido 1985, il Masseto Tenuta dell’Ornellaia 2005 Magnum oppure il Marsala Riserva Superiore di Marco De Bartoli del 1860.

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Alberto Lupini


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