Wine in Venice, aperte le candidature per il red carpet del vino

Dall’8 ottobre si può candidare gratuitamente la propria cantina al “Wine Red Carpet” che si svolgerà a Venezia dal prossimo 28 gennaio 2023. Sostenibilità, innovazione ed etica saranno le discriminanti per partecipare

08 ottobre 2022 | 12:04

Si accendono le luci su “Wine in Venice” l’evento che andrà in scena dal prossimo 28 gennaio 2023 a Venezia. Inizia ufficialmente, oggi, 8 ottobre 2022, la possibilità di candidare la propria azienda illustrando non soltanto i propri prodotti vitivinicoli e le rispettive caratteristiche, ma soprattutto sarà importante per le aspiranti cantine, raccontare progetti e risultati nelle tematiche di: etica, innovazione e sostenibilità. La candidatura è semplice, solo online, compilando il form dedicato sul sito wineinvenice.com.


Venti le Wine Wild Card

Saranno etica, innovazione e sostenibilità le tre discriminanti che selezioneranno i giurati dalla fine del prossimo novembre per arrivare poi ad assegnare le venti Wine Wild Card che garantiranno l’accesso finale alle cantine, una per regione d’Italia, al prestigioso red carpet. Le venti cantine avranno l’onore di sfilare nel suggestivo scenario della Grande Scuola della Misericordia di Venezia e nello storico palazzo del Cà Vendramin Calergi.


La qualità del prodotto, dal punto di vista organolettico, sarà garantita dall’autorevolezza e dalla professionalità di Ais (Associazione Italiana Sommelier) grazie all’accordo con Ais Veneto dichiara il presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda: «È un piacere essere presenti a questo importante appuntamento nella città lagunare. Parlare di vino significa parlare di cultura, Ais Veneto lo fa da sempre con attività, degustazioni e masterclass. Un momento formativo imperdibile nella cornice suggestiva della città più bella del mondo, un progetto ambizioso in cui il vino diviene protagonista alla scoperta di nuovi valori ed emozioni».


Venti cantine dicevamo che rappresenteranno ognuna la propria regione di appartenenza, un vero premio perché non sarà richiesta nessuna quota di partecipazione alle cantine selezionate.


Una giuria poliedrica

La giuria che voterà le cantine sarà poliedrica e con importanti figure sia del mondo del vino ma anche e soprattutto composta da persone di spicco in campo di: etica, sostenibilità ed innovazione. La giuria completa sarà svelata a fine ma in anticipazione i primi tre nomi sono: Simone Roveda, Laura Donadoni, Emiliano De Venuti che si aggiungono ai già presentati precedetemene Gianpaolo Breda presidente di Ais Veneto e al presidente di giuria Luca Ferrua direttore di “Il Gusto” verticale del gruppo Gedi dedicata a Food&Wine.


Sarà un evento che unisce il mondo del vino con molte sinergie importanti come quella con Emiliano De Venuti, amministratore delegato di Vinòforum che dichiara: «Sono convinto che le sinergie portino avanti i progetti migliori, che insieme si fa la differenza e che uniti si possa arricchire sempre più quel “bouquet” di valori aggiunti che rendono l’enogastronomia italiana unica al mondo».


L’etica, uno dei pilastri della manifestazione

Uno dei pilastri della manifestazione sarà l’etica e su questo tema i responsabili dell’evento annunciano la partecipazione di Laura Donadoni come speaker dell’evento e come giurata della commissione di selezione che dichiara: «Quando mi è stato presentato il progetto di Wine in Venice ho accettato senza esitazioni di farne parte perché è un evento che mette al centro i valori delle aziende e non solo le qualità tecniche dei vini. Ci sono molti vini eccellenti sul mercato, ma quante aziende etiche? Quante veramente sostenibili? Selezionarle e valorizzarle è l’obiettivo di questa manifestazione e sono lieta di poter dare il mio contributo in giuria e nei dibattiti culturali».


Massima attenzione anche all’innovazione e al digitale

Sarà un evento con una forte componente di innovazione e digitale e per questo cercherà di parlare alle nuove generazioni, Simone Roveda è uno dei volti social più importanti del settore enoico, che intervistato sull’evento veneziano ha dichiarato: «È per me un grande piacere dare il mio contributo in questa prima edizione di Wine in Venice. Trovo che basare la selezione delle cantine sui principi di etica, innovazione e sostenibilità costituisce un ottimo punto di partenza e di riflessione per tutte le prossime iniziative all’interno del settore».


Consorzi e grandi cantine come coach

In conclusione, è importante fin da subito l’ingresso di Consorzi e grandi cantine che avranno la funzione di “Coach” e parteciperanno al processo di assegnazione delle Wine Wild Card per sostenere così la filiera produttiva italiana. Tutti i dettagli saranno sveltati ad inizio dicembre ma vi anticipiamo alcune dichiarazioni significative del Consorzio dei Vini della Valpolicella e di Ascovilo.


Matteo Tedeschi direttore del Consorzio dei Vini della Valpolicella, sottolinea: «Wine in Venice rappresenta per il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella un’opportunità irrinunciabile di presentare i famosi vini della Valpolicella in una cornice pregevole di elevato valore estetico e paesaggistico quale la città di Venezia, perla del turismo, patrimonio artistico e architettonico d’Italia e del mondo! I prestigiosi palazzi Veneziani, testimoni emblematici di storia, tradizione e bellezza, saranno il miglior biglietto da visita per una denominazione che rappresenta eleganza ed esclusività nel mondo del vino!».


Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo ha dichiarato:  «Venezia è nota nel mondo per la sua bellezza e la sua storia, una cornice magnifica per ospitare le eccellenze del gusto: Ascovilo come associazione di 13 consorzi di tutela dei vini di Lombardia non può e non vuole mancare perchè il vino è cultura e la nostra agricoltura oggi più che mai un patrimonio da difendere e da conoscere. I nostri vini di Lombardia sono esportati in tutto il mondo ma poco presenti nei ristoranti italiani, per questo dobbiamo ripartire dalla educazione al bello e al buono e Wine in Venice è una opportunità per chi nel nostro settore vuole fare rete e lavorare insieme per valorizzare il Made in Itay».

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Alberto Lupini


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