Maestro sensoriale del caffè: la nuova figura professionale sempre più richiesta

Spesso si pensa solo al barista, ma in realtà esistono tanti altri mestieri interessanti e che possono aprire brillanti prospettive di carriera, come la figura che collega l'universo dei profumi a quello del caffè. Una tra le più innovative è proprio la figura legata al mondo dei sensi, ovvero quella del maestro sensoriale e profumiere

17 aprile 2023 | 05:00

Professioni sempre più all’avanguardia, accompagnate da percorsi imprescindibili per chi vuole rimanere al passo con i tempi e rispondere alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro. Torrefattori, q grader… sono tantissime le figure professionali richieste nel comparto caffeicolo, spesso si pensa banalmente solo al barista, in realtà esistono tantissimi altri mestieri interessanti e che possono aprire brillanti prospettive di carriera.



Una tra le più innovative è la figura legata al mondo dei sensi, ovvero quella del maestro sensoriale, profumiere. Sicuramente vi starete chiedendo cosa c’entra questa professione con il mondo del caffè. Lo abbiamo chiesto a Marco Bazzara, sensory project manager e academy director della Bazzara Academy, scuola di formazione dell'omonima torrefazione triestina, nonché ideatore del percorso professionalizzante “Sensory Perfumery Master”.

 

«Se pensiamo alla profumeria, l’arte della miscelazione degli oli e delle materie rare parte dall’Italia, successivamente è stata portata in Francia per essere sviluppata e inserita nei secoli in un contesto produttivo più redditizio e di maggior impatto - spiega Marco Bazzara -  Un’arte che ha certamente creato diversi professionisti del settore che non possono improvvisarsi tali, ecco perché occorre una formazione adeguata. Lo scopo della Ipa – Italian Perfumery Academy è quello di avvalorare l’estro dei maestri profumieri italiani in chiave moderna unendo così l’arte della profumeria a quella del sommellier».

Caffè e profumi, in comune la percezione legata all’olfatto

Profumeria e caffè si connettono vicendevolmente? Come?
Caffè e profumi hanno in comune la parte legata all’olfatto, quindi dedicarsi a entrambi non può far altro che aiutare a migliorare le proprie percezioni, se pensiamo che più del 35% degli stimoli olfattivi permangono molto di più rispetto a quelli legati alla vista e all’udito.



Ma come si concepisce un profumo?
Parte tutto da un’idea, un concetto da esprimere, un ricordo da rievocare. Il mix di oli essenziali viene successivamente e prevede delle tecniche a livello di composizione per poter lavorare sulle diluizioni in base agli accordi profumati che di vorranno creare.

Perché un esperto di caffè dovrebbe studiare profumeria?

La Bazzara Academy apre le porte agli amanti del profumo con un programma formativo ad hoc, è corretto?
I corsi Ipa sono predisposti con una formula di camp, già consolidata nella nostra academy, soprattutto per i corsisti esteri e per coloro che per motivi di distanza non possono partecipare a quella che sarà la sessione locale, ma anche in una versione suddivisa in due weekend per agevolare i nostri connazionali. Tali percorsi trattano di creazione, formulazione, valutazione e produzione di fragranze e non solo, perché il programma è integrato con una parte legata al mondo dei flavour che in questo caso verranno trattati nell’ambito del food&beverage e, quindi, alla tecnica di valutazione di un alimento e di una bevanda, dando così una prospettiva più completa e formando così un nuovo professionista esperto.



Cosa vuol dire essere un esperto di caffè e di profumi?
Per quanto riguarda la parte olfattiva, c’è un collegamento tra profumi e caffè. Ma la domanda potrebbe essere la seguente: perché un esperto di caffè dovrebbe studiare profumeria? La risposta è molto semplice: perché nella profumeria ci sono molte connessioni riguardanti innumerevoli mondi sensoriali. Le materie della profumeria vengono coltivate con dei processi di lavorazione simili ai vari campi, ma vengono anche trattate e processate e, una volta finite, possono venir valutate con le stesse tecniche utilizzate in ogni altro campo sensoriale. E se, infine, vogliamo pensare alla parte olfattiva, ne fa da padrone. Se il caffè rappresenta idealmente la casa nella quale vivo, la profumeria è l’atmosfera all’interno di quella casa.

 

Tra il naso profumiere e l’assaggiatore e degustatore professionale

Come colleghi le due cose?
Lego l’aspetto olfattivo per lo più, perché andando a valutare le singole materie prime possono percepirne l’essenza profumata e tutte le sue sfumature. Il che mi aiuta ad ampliare la gamma di nuance e note quando vado ad effettuare una valutazione olfattiva dei caffè che devo selezionare per la nostra produzione. In un certo senso vado ad ampliare il mio bagaglio di odori e espando la mia percezione; quindi direi che quello della profumeria è un percorso consigliatissimo per tutti i coffee experts e non solo.



Creare un profumo è come creare una miscela di caffè?
In un certo senso si, io stesso mi affido a precise tecniche legate al mondo della profumeria per poter unire le diverse varietà di caffè e valutare le proporzioni per ideare una miscela. Il know how italiano si è sempre contraddistinto per l’unicità nel miscelare e creare una miscela, ecco perché è fondamentale formare nuove figure tra il naso profumiere e l’assaggiatore/degustatore professionale. 

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Alberto Lupini


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