Mari più limpidi e meno inquinati Il lockdown fa un favore ai turisti

I mesi dell'isolamento per l'emergenza Covid hanno ripulito le acque lungo i litorali italiani. Il monitoraggio disposto dal ministero dell'Ambiente ha dato risultato confortanti soprattutto in Liguria, Lazio e Campania

24 luglio 2020 | 17:15
Una buona notizia per i vacanzieri che questa estate sceglieranno una località di mare per trascorrere le ferie: il lungo periodo di lockdown, oltre a ripulire l’aria soprattutto delle pianure del nord, ha contribuito a rendere più limpidi anche i mari italiani, soprattutto nella zona del Ponente ligure e lungo il litorale laziale.

I mari italiani sono più puliti dopo il lockdown

La conferma arriva dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto che, su richiesta del ministero dell’Ambiente, ha monitorato la salute dei nostri mari fin dal mese di aprile. L’analisi è stata condotta in 457 stazioni di prelievo lungo tutto l’arco costiero nazionale, scelte tra quelle che presentavano dati storici confrontabili con quelli di quest’anno.



Ebbene, l’elemento comune a diverse regioni è la particolare trasparenza del mare, con valori superiori alle medie stagionali. In alcuni tratti del ponente ligure la visibilità della colonna d’acqua arriva fino a 15 metri di profondità, quando normalmente raggiungeva i 10 metri; aumentata la trasparenza anche in diverse località del Lazio. Ad influire su questo fenomeno non è solo l’assenza delle attività umane dovuta ai mesi d’isolamento: la scarsità delle piogge e particolari fattori meteo-climatici hanno portato in mare una quantità minore di solidi sospesi.

«Lo scopo di questa indagine straordinaria proprio quello di conoscere lo stato di salute dei nostri mari a ridosso del lockdown per avere evidenza scientifica di quello che già i nostri occhi potevano verificare, ovvero mari più limpido e un ambiente più pulito - ha detto il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa - Oggi questi dati ci fanno conferma di tutto questo. Il nostro impegno ora è fare sì che questi standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green».

In Emilia Romagna l’Arpa regionale ha effettuato studi sui materiali sospesi in mare utilizzando il sistema di osservazione satellitare Copernicus: grazie al Sentinel-3 è stato possibile osservare dall’alto (per poi verificare in situ) la diminuzione delle particelle presenti in acqua rispetto agli anni precedenti, specialmente alla foce del Po. Specifiche indagini alle foci dei due principali fiumi italiani, Po ed Adige, sono state condotte da Arpa Veneto, Ispra e Capitaneria di Porto di Venezia.

Il monitoraggio ha indagato la presenza in mare di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare (del fosforo, azoto, ecc). Un tratto che accomuna alcune regioni è la presenza di una minor quantità di nutrienti rispetto agli anni passati: i composti dell’azoto e del fosforo influiscono significativamente sulle condizioni trofiche e sono una delle cause di alterazione (eutrofizzazione) delle acque marine costiere.

Nelle acque della Campania è diminuito in maniera significativa anche l’inquinamento acustico. L’Arpa regionale ha verificato come l’assenza in mare di imbarcazioni abbia influito sul comportamento di molti animali marini. Sono questi i primi elementi emersi dalle analisi straordinarie condotte negli ultimi mesi in mare. Per fare una valutazione completa di questi risultati occorrono, tuttavia, intervalli di studio più ampi e su tempi più lunghi quali sono quelli naturali di risposta del mare.

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Alberto Lupini


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