Nuovo decreto Covid: Green pass al bar, ma non al supermercato

Dall’1 febbraio il documento dovrebbe essere obbligatorio in tutti i luoghi pubblici, ma nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri in lavorazione potrebbero esserci distinguo per gli esercizi essenziali

13 gennaio 2022 | 10:22

Negozi di alimentari, supermercati, ospedali, edicole, veterinari, farmacie, dentisti, parrucchieri, banche, commissariati di polizia e caserme dei Carabinieri. Sarebbero questi i luoghi pubblici esclusi dall’obbligo di esibire il Green pass. Il provvedimento dovrebbe scattare dall’1 febbraio, ma il nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri, attualmente in fase di stesura,  starebbe aprendo le maglie ad alcune tipologie di esercizi e luoghi pubblici.

Le attività che vendono beni di prima necessità riceveranno la deroga

Sulla base di ciò che si apprende dal Governo, il Green pass base, ovvero il certificato che si ottiene anche con l'esito di un tampone negativo, non dovrebbe essere richiesto, per esempio, per entrare in negozi che vendono generi alimentari. Le attività che vendono beni di prima necessità riceveranno la deroga. Quindi, niente green pass per esempio per recarsi al supermercato, oppure per andare dal panettiere. Stesso discorso anche per entrare in edicola e comprare il giornale. Anche in tabaccheria niente Green pass; stesso discorso per farmacie, ospedali, cliniche mediche, ambulatori e anche i veterinari, ovvero attività che rientrano in ambito sanitario, che soddisfano cioè esigenze sanitarie urgenti e indifferibile e che forniscono cure. Ma non solo, anche nel caso in cui una persona abbia l'urgenza di sporgere una denuncia a Carabinieri o alla Polizia di Stato, non ci sarà l'obbligo di mostrare il green pass per entrare in caserma e in commissariato.

 

I ministri litigano per allargare le maglie

La lista, posta nella bozza messa a punto dal ministero della Funzione pubblica, che vede a capo Renato Brunetta era inizialmente ridotta ai soli esercizi essenziali. Adesso, invece, il ministero per lo Sviluppo economico, guidato da Giancarlo Giorgetti, sta invece spingendo per allargare le maglie affinché l’ingresso resti libero negli esercizi commerciali (pari a circa trenta tipologie) che rimanevano aperti anche in zona rossa, ovvero anche nelle librerie, dal fioraio e nei negozi di giocattoli.

 

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Alberto Lupini


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