Le bugie degli home restaurant

L’Associazione Home Restaurant Hotel interviene in risposta ad un articolo apparso venerdì sulla nostra testata, rispondendo sul portale VareseNews con una serie di inesattezze . Per completezza d'informazione ripubblichiamo l'intervento provando a fare chiarezza su un tema da sempre motivo di disaccordo

13 agosto 2019 | 09:03
Qualche giorno fa Italia a Tavola ha pubblicato un articolo che riportava un intervento della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) attraverso il quale esprimeva il suo auspicio affinché i cosiddetti “home restaurant” siano sottoposti alle stesse regole dei locali tradizionali, in virtù di una recente modifica della modulistica per la richiesta delle autorizzazioni. Ebbene, apprendiamo ora da VareseNews che l’Associazione Home Restaurant Hotel avrebbe diffuso una nota stampa di replica che, però, non è mai arrivata alla nostra redazione.

Sulle normative che regolano gli home restaurant c'è ancora tanta incertezza

Non solo: sul portale di Varese (e, guarda caso, soltanto su quello) è stato pubblicato anche un intervento dell’Associazione, che vi segnaliamo per dovere di cronaca, benché non privo di bugie e inesattezze, a partire dal fatto che Italia a Tavola avrebbe censurato la fantomatica nota stampa (mai ricevuta). Un comunicato che, a quanto pare dall’assenza di tale notizia sulla rete, nessun altro avrebbe ricevuto (oppure nessuno ha ritenuto di dover pubblicare).

Questo, per completezza d’informazione, l'intervento dell'associazone pubblicato da VareseNews: «Cara redazione scrivo oggi 9 agosto per comunicare la nostra nota stampa per rispondere alle accuse e diffamazioni di Roberto Calugi di Fipe Confcommercio su Italia a Tavola i quali, partner di Confcommercio, non vogliono darci il diritto di replica. Non si può più permettere di utilizzare i mezzi d’informazione per uso e costume proprio, l’informazione meritocratica dovrebbe essere sacra, siamo costretti a bloccare tutte le future sponsorizzazioni sul mercato italiano ed intraprendere una battaglia legale contro le autorità italiane per questo omertoso silenzio nel gioco delle lobby. Dal governo Renzi al governo del cambiamento, il settore home restaurant è vittima di attacchi insensati di lobbisti vicini ai vecchi e nuovi ministri, mentre da giovane imprenditore ho investimenti per 192mila euro sentendomi svantaggiato come imprenditore europeo, mentre vedo che altri imprenditori europei hanno già ottenuto finanziamenti milionari. In Italia non esiste giovane imprenditoria, esistono solo Poteri forti e criminalità. Con oggi l’Italia ha fallito mentre avanza la nuova criminalità organizzata da politici, massoni, lobbisti ed in alcuni casi editori».

Ora, definire Italia a Tavola organico a Fipe è strumentale nonché falso, tanto che anche in passato abbiamo dato voce all’associazione (LEGGI QUI). Ciò non toglie che dal primo giorno la nostra testata ha sempre sostenuto l’irregolarità di un’attività fonte di evasione fiscale e concorrenza sleale, con i ristoranti obbligati a norme igienico-sanitarie che in casa, al contrario, non si possono in alcun modo realizzare, e senza alcuna garanzia rispetto alla tracciabilità dei prodotti utilizzati.

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Alberto Lupini


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