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Grappa “fai da te”? Servono almeno patentino e formazione

Grappa “fai da te”? Servono almeno patentino e formazione
Grappa “fai da te”? Servono almeno patentino e formazione
Pubblicato il 10 novembre 2008 | 20:01

Tiene banco la questione della grappa 'fai da te”. Riportiamo l'intervento di Silvano Facchinetti, presidente dell'Anag, Associazione nazionale assaggiatori grappa, che invita a riflettere sulla proposta avanzata dai senatori leghisti.

Si è decisamente aperta la discussione sulla proposta di tre senatori leghisti di liberalizzare la produzione della grappa alle aziende vitivinicole, agriturismo ecc… fino ad un massimo di 30 litri l'anno. è normale che Cesare Mazzetti opponga un no secco, egli è il presidente dell'Ing (Istituto grappa nazionale) che rappresenta il comparto della produzione. è altresì normale che i dirigenti Anag dicano no al progetto, perché nello statuto dell'Anag si afferma e orienta l'Associazione verso la tutela del consumatore. Vorrei ora aggiungere qualche riflessione per cercare i tenere conto delle ragioni di tutti.
Nella proposta di legge si sostiene che il contrabbando sia quasi debellato, ma quest'affermazione non è veritiera. Il contrabbando che si è riusciti a debellare è solo quello delle grosse produzioni che portavano le donne a bussare all'uscio delle famiglie con sotto le gonne, la camera d'aria piena di grappa da smerciare. Quello delle piccole produzioni è tuttora in auge. Anzi è aumentato: ai produttori che hanno un vigneto e che si dilettano a distillare, si sono aggiunti tutti gli 'appassionati” e gli improvvisati che hanno un frutteto e che si dilettano a produrre Acquavite.
Silvano FacchinettiNon dimentichiamo ad esempio che la maggior parte dei piccoli viticultori che si fanno il vino in proprio, si trovano a metà della stagione con un vino che è diventato imbevibile: questo prodotto viene aggiunto alle vinacce della vinificazione successiva, aumentando così la produzione della loro distillazione clandestina: quello che ottengono non è grappa ma acquavite d'uva, con tutti i difetti del vino della stagione precedente.
Qualcuno invece, distilla tutto e subito dopo la fermentazione perché non è in grado di ottenere un buon vino per colpa dell'attrezzatura che dovrebbe essere sostituita, con notevoli investimenti. In questo modo la produzione aumenta enormemente e quest'acquavite d'uva è venduta tutta e subito, anche in damigiane, ai loro clienti affezionati ed amanti dell'alcol ad alto grado.
Questo tipo di vendita a damigiane, va anche a finire in bar, ristoranti o agriturismi. Con un po' d'attenzione e d'orecchio teso, a volte si riesce a sentire la richiesta di un grappino ('però quello buono…”) ed allora si vede la mano del barista andare sotto il bancone per prelevare la bottiglia senza etichetta. Al ristorante o in agriturismo a volte si vede arrivare la bottiglia senza etichetta o, peggio ancora, si vede arrivare la bottiglia con l'etichetta di un noto produttore, ma con il contenuto che non è quello descritto in etichetta. Il consumatore normale non riesce a capire quello che gli è stato portato in tavola, ma l'assaggiatore patentato (Anag) è in grado di capire che si tratta di un prodotto di contrabbando.
Tutto quanto sopra, ci fa intuire che bisogna assolutamente intensificare i controlli, ma anche la formazione e l'istruzione di base riguardo all'approccio della degustazione. è chiaro che tutto quanto detto sopra, va a creare turbativa di mercato e forse il senatore Vallardi e suoi colleghi intendevano debellare questa piaga sopra descritta.
Speriamo che questa proposta di legge non passi, ma se sarà approvata, saranno dei grossi guai e noi dell'Anag, dovremo rimboccarci le maniche. Abbiamo lottato 30 anni spronando i produttori per far togliere tutte quelle puzze che la grappa portava con se per raggiungere gli attuali livelli d'eccellenza. C'è un sacrosanto detto che afferma: 'prima di essere un bravo produttore, bisogna essere un assaggiatore per capire quello che si sta producendo”.
A questo punto se la legge dovesse passare, l'Anag (che è l'unico organismo abilitato in tal senso) si dovrà impegnare a fare dei corsi di degustazione e di produzione per rilasciare almeno una patente prima che sia concesso il permesso di produrre in maniera igienicamente corretta e senza il pericolo di spappolare il fegato altrui. Sarà mio compito chiedere udienza al senatore Vallardi per trasmettere a lui tutti i pericoli causati dai vari metodi di produzione contadina o amatoriale. Dopo l'udienza, sarà mio impegno elencare anche ai lettori e ai soci Anag la pratica distillatoria contadina nel tempo, di mia conoscenza.

Silvano Facchinetti
presidente Anag

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