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Palazzo Buonamici, giardino ma non solo: sarà un salotto "storico" per i pratesi

Pubblicato il 20 dicembre 2008 | 10:08

Con la definitiva sistemazione del giardino si completa la riconsegna di palazzo Buonamici ai pratesi. L'inaugurazione, avvenuta sabato 13 deicembre davanti a una piccola folla e a molte autorità, segna l'avvio una nuova vicenda di vita per questo originale spazio del centro storico. Sarà un giardino per lo svolgimento di eventi e, al tempo stesso, spazio museale all'aperto.
La 'sorpresa” costituita dal ritrovamento delle preesistenze medievali – un pezzo delle mura più antiche della città, il basamento della torre in alberese mozzata, un tratto di strada lastricata – ha modificato decisamente la prima ipotesi di recupero integrale del  giardino. La Provincia quindi ha dovuto cambiare i suoi piani originari. Mettere insieme le diverse esigenze non è stato facile. Il progetto si proponeva una rilettura in chiave moderna del giardino che ha come perno di ri ferimento la torre mozzata dei Guazzalotti. Il 'nuovo” giardino coniuga la fruizione delle preesistenze storiche, la sistemazione generale dell'area verde, la rifunzionalizzazione del giardino per nuovi usi e la riappropriazione del legame tra il palazzo e il giardino pensile. Lo spazio si articola tra diverse aree funzionali: sito archeologico (con percorsi di visita), zona verde, area per conferenze e incontri pubblici, ristoro con bar e sedute. è stato disegnato in continuità con la geometria rinascimentale preesistente che coniugava il rapporto tra spazio verde e aperture di porte e finestre del palazzo.

Il Giardino
Entrando dal cancello di piazza Buonamici, attraverso una passerella-ponte in acciaio e legno, si supera il sito archeologico. Sarà possibile affacciarsi su quest'ultimo, che comunque resterà accessibile da entrambi i lati grazie all'installazione di una scala metallica sul lato nord del ponte e di una gradinata sull'altro lato. Al termine sud del ponte è stata ubicata la prima zona di sosta (la piazza), che avrà una finitura pavimentale in pietra. Oltre la piazza si trova la zona ristoro con sedute, separata mediante una linea d'acqua e un leggero segno di attraversamento a portale architettonico. Nella parte del giardino pensile recuperata è stata creata una vasta zona incontri e conferenze.
Il giardino nasce come completamento esterno del palazzo e risale al XVIII secolo. Fu realizzato interrando e demolendo parzialmente un tessuto edilizio preesistente e stratificato, al fine di creare un piano sopraelevato piantumabile configurato come ‘spazio di delizia' da utilizzare durante le stagioni calde, secondo i gusti e le mode dell'epoca. Con l'abbandono del palazzo da parte dei Banci Buonamici il giardino perse la funzione originaria e fu relegato a funzioni di ordine secondario. Sul finire degli anni '50 del XX secolo il palazzo fu adibito a sede di un istituto bancario e in tale periodo gran parte del lato ovest del giardino fu sbancato e distrutto per consentire l'espansione del piano terra per usi legati all'attività commerciale.

I reperti medioevali emersi: ceramiche e un "gruzzolo" di 50 monete trecentesche
Le due campagne di scavo condotte sul giardino di Palazzo Buonamici (nel settembre 2003 e nella primavera 2005) si rivelarono una miniera di informazioni sulla storia più lontana della città. Gli scavi di Palazzo Buonamici rappresentano infatti un tassello fondamentale negli studi recenti sulla conurbazione di Prato. L'indagine scientifica ha infatti permesso di scrivere una pagina tutta nuova sull'articolazione topografica-urbanistica della città basso medievale, in particolare sulla nascita di Prato: la conurbazione dei nuclei del castellum e di Borgo al Cornio, avvenuta sul finire dell'XI secolo e concretizzatasi da un punto di vista urbanistico nel corso del XII secolo e fino al XIII. E proprio all'XI e al XII secolo risale la prima fase insediativa dell'area del giardino. Di poco successiva è la costruzione della monumentale casa torre o domus – di cui nel giardino sono stati ritrovati i resti del basamento - costruita con grandi blocchi di alberese ben squadrati, straordinaria testimonianza con tutta probabilità del potere sociale e politico della famiglia Guazzalotti. Secondo il professor Guido Vannini dell'Università di Firenze «si tratta dell'edificio più rilevante della Prato medievale».
Le stratificazioni individuate rivelano informazioni che si estendono dall'età altomedie-vale a quella rinascimentale. Tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo alla casa-torre viene addossato un ambiente residenziale di notevole qualità che utilizza a sud il basamento della struttura. Tra l'altro, probabilmente nella prima metà del ‘500, la zona a nord est della casa torre assume la funzione di discarica domestica. I ritrovamenti (circa 70 grandi cassette, per lo più materiali ceramici destinati alla cucina, alla mensa e alla dispensa) raccontano singolari pagine di vita quotidiana. Ci sono ciotole di ceramica finemente decorata e anche un gruzzolo di circa 50 monete trecentesche della zecca di Firenze.

Le autorità: un salotto "storico" per la città
«Con il recupero del giardino abbiamo completato un ciclo iniziato molti anni fa con l'obiettivo di restituire ai pratesi spazi prestigiosi, che raccontano la storia della città, e riportare funzioni importanti nel centro storico – ha detto il presidente della Provincia Massimo Logli all'inugurazione. L'idea è che questi spazi siano anche luoghi di incontro che contribuiscano a rilanciare il ruolo fondamentale, di salotto buono della città».
Il presidente ha annunciato che nei primi mesi del 2009 sarà pronta anche la sala polivalente sotterranea, che si trova sotto il giardino e che da esso prende luce attraverso del-le nicchie. è una struttura per convegni perfettamente attrezzata con oltre 60 posti.
«è una giornata di festa per noi e per la città, che ci ripaga di anni di lavoro in cui ab-biamo superato molti ostacoli, riuscendo a coniugare l'utilizzo del giardino alla salva-guardia di reperti belli e preziosi anche dal punto di vista storico» ha aggiunto l'assessore alle Infrastrutture Maria Luisa Favi, mentre la soprintendente Grifoni ha sottolineato l'importanza del sistema di edifici medievali che racconta un pezzo di storia pratese. L'ingegner Ianniello ha chiarito come i ritrovamenti del giardino Buonamici siano il riscontro oggettivo ai documenti, che già parlavano di un'area urbana medievale costituita da piazza Duomo, dall'area del Castello e da quella che ruotava attorno al palazzo dei Guazzalotti. «Abbiamo realizzato un restauro di tipo critico, basato sull'identità storica del giardino ma anche su un atto creativo – ha detto l'architetto Claudio Galli, coordinatore del gruppo di progetto. Molto è stato il lavoro manuale e artigianale per costruire a montare gli arredi. Le vasche in marmo per esempio, fatte su misura, sono state collegate con perni come si faceva una volta».
 

 

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