Akiro, considerato il primo vero "Nikkei hand roll bar", è pronto ad arrivare a Milano nella primavera 2026. Dopo aver costruito il proprio successo fra Madrid e Barcellona, dove è diventato rapidamente un indirizzo frequentato da appassionati e addetti ai lavori, e dopo il debutto internazionale a Chicago nel settembre 2025, il brand sceglie l’Italia per una nuova tappa del suo percorso. Milano diventa così il primo approdo italiano di un progetto che ha saputo intercettare una domanda precisa: una cucina Nikkei riconoscibile, servita in modo diretto, con un format che mette al centro il banco e il rapporto tra cuoco e cliente.
Che cos’è la cucina Nikkei
La cucina Nikkei nasce dall’incontro tra tradizione gastronomica giapponese e cultura peruviana, sviluppatosi a partire dall’emigrazione giapponese in Perù all’inizio del Novecento. Unisce tecniche di taglio e preparazione nipponiche all’uso di ingredienti e sapori latinoamericani, come agrumi, peperoncini, mais e salse acide. Il risultato è una cucina basata su equilibrio, freschezza e precisione, dove pesce crudo, marinature e condimenti dialogano in modo diretto. Oggi la Nikkei è riconosciuta come una delle espressioni più interessanti della gastronomia contemporanea, capace di coniugare identità culturale e linguaggio moderno.
Luis Arévalo e l’identità Nikkei di Akiro
Alla guida del concept c’è il peruviano Luis Arévalo, considerato una degli chef più autorevoli della cucina Nikkei contemporanea. La sua esperienza, costruita in oltre venticinque anni di lavoro tra Europa e America Latina, ha dato forma a un’idea di ristorazione che nasce dall’incontro tra cultura giapponese e peruviana, senza scorciatoie folkloristiche. Akiro è il risultato di questa visione: un luogo dove la fusione non è un’etichetta, ma una pratica quotidiana che passa dalle salse ai tagli di pesce, dai condimenti alle tecniche di preparazione. Il successo ottenuto nelle sedi spagnole e negli Stati Uniti ha consolidato l’identità del brand, diventato in poco tempo uno dei riferimenti per chi cerca un’esperienza Nikkei contemporanea.
Lo chef peruviano Luis Arévalo
Il format: banco, hand roll e servizio a vista
Il format che arriverà a Milano ricalca quello originale. Gli ospiti siedono al banco, di fronte agli chef, e ricevono gli hand roll uno alla volta, appena preparati. Il servizio è parte integrante dell’esperienza: si guarda, si ascolta, si assaggia seguendo il ritmo della cucina. Il menu resta essenziale e ruota attorno agli hand roll, accompagnati da una selezione di piatti Nikkei che raccontano la filosofia del progetto. Tra questi compaiono l’Edamame Nikkei con soia saltata e glassa dolce, il Tuna Tiradito con yuzu kosho e ponzu, la Hamachi Ceviche e la Tuna Tartar con akami, yuzu kosho e carassatu bread.
Il menu di Akiro ruota attorno agli hand roll, accompagnati da una selezione di piatti Nikkei
Non mancano sashimi, nigiri classici e premium e i set degustazione di hand roll, pensati per esplorare diverse combinazioni di pesce, riso, nori e salse artigianali. Anche lo spazio segue la stessa logica: ambienti minimali, costruiti per lasciare il centro della scena al banco e alla manualità degli chef. L’atmosfera è informale ma controllata, con un’attenzione particolare al ritmo del servizio e a una dimensione quasi ludica dell’esperienza, che invita a osservare il gesto e a partecipare, senza barriere formali.
Akiro, una nuova proposta curiosa per Milano
Con l’apertura prevista per la primavera 2026, Akiro porta così a Milano un progetto che ha già dimostrato di sapersi adattare a città diverse mantenendo una forte coerenza. Un arrivo che si inserisce nel panorama gastronomico milanese come proposta curiosa e riconoscibile, capace di raccontare la cucina Nikkei attraverso un linguaggio diretto, fatto di banco, freschezza e dialogo tra chi cucina e chi mangia.