Locanda Confini è il ristorante fondato da Cristian Minchio all’interno di una villa storica della Riviera del Brenta, a Dolo (Ve), con una brigata under 25 guidata dallo chef Lukas Keci. La struttura accoglie circa quaranta coperti e, dallo scorso inverno, ha integrato anche otto camere al piano superiore, completando così la dimensione di locanda. Minchio, proveniente da una famiglia di ristoratori, definisce il progetto come un passo naturale del proprio percorso imprenditoriale, orientato a un modello attuale e funzionale.
Chef Lukas Keci di Locanda Confini
In cucina opera un team giovane guidato dall’executive chef Lukas Keci, ventenne, affiancato da un aiuto chef anche lui ventenne e da un pastry chef di soli diciotto anni. La sala è coordinata da Alice Rinaldo, con la collaborazione del figlio di Cristian, Filippo, diciottenne e studente del quinto anno di alberghiero, e di Thomas Rossi. Da quest’anno si aggiungerà allo staff anche il figlio maggiore, Alberto, ventiduenne, attualmente impegnato in un percorso di alta formazione.
Una brigata under 25 per la cucina contemporanea di Locanda Confini
Minchio ha scelto di affidare autonomia operativa completa al giovane team, sostenendo un approccio che unisce responsabilizzazione e crescita professionale: la proposta gastronomica si articola in percorsi vegetali, di carne e di pesce, con un’impostazione contemporanea e una particolare attenzione alla riconoscibilità degli ingredienti.
La sala di Locanda Confini
La cucina attinge alla tradizione veneta, soprattutto marinara, e integra tecniche e prodotti provenienti da altre aree italiane. L’orto di proprietà fornisce erbe, insalate e alcune verdure stagionali, contribuendo a un rapporto diretto tra ingredienti e costruzione dei piatti. L’obiettivo è una cucina essenziale, leggibile, costruita con precisione: nessuna stratificazione superflua, ma un uso mirato della tecnica per valorizzare la materia prima.
I piatti simbolo di Locanda Confini tra orto, mare e ricerca gastronomica
Il menu propone preparazioni che riflettono il lavoro della giovane brigata. Tra gli antipasti, i garusoli (molluschi gasteropodi marini) sono accompagnati da una salsa di lattuga dell’orto, un caramello di cavolfiore e olio al Grana Padano Dop, in un piatto che lavora su contrasti netti e puliti. Il pesce spada affumicato viene servito con nocciola, uva fragola e semi di senape, mentre la belga è abbinata a zabaglione al rhum, pralinato di mandorle e cipolla agro.
Belga è abbinata a zabaglione al rhum, pralinato di mandorle e cipolla agro
Tra i primi, il risotto con dashi di Go’, foie gras vegetale e olio alla salicornia introduce note saline più profonde; lo spaghettone Pastai Sanniti ai tre latti è completato da una battuta di canocia; il fusillo con burro di castagna e tartufo nero esplora una dimensione più autunnale.
Secondi piatti e dessert di Locanda Confini tra territorio e tecnica contemporanea
Nei secondi, la zucca Brullini al cucchiaio con Asiago Vecchio Dop e noci pecan, il bisato (anguilla) di Marano Lagunare con cocco riccia e aceto di melograno, la seppia con fegato alla veneziana e salsa di foglia di fico e l’animella fritta accompagnata da salsa carota e zenzero, fondo bruno di pecora e mizuna dell’orto completano la proposta.
Zucca Brullini al cucchiaio con Asiago Vecchio Dop e noci pecan
I dessert mantengono una linea pulita: millefoglie con caramello e marron glacé, tarte tatin con gelato al latte di capra, tiramisù e un abbinamento di pere e salvia. Il nome “Locanda Confini”, sintetizza l’impostazione del progetto. Non si tratta di superare il confine come gesto simbolico, ma di lavorare sul punto in cui elementi diversi: tecniche, ingredienti, esperienze generazionali possono incontrarsi in modo coerente.
Tarte tatin con gelato al latte di capra, tiramisù e un abbinamento di pere e salvia
Locanda Confini si colloca sulla Riviera del Brenta con un approccio contemporaneo, concentrato sulla qualità della cucina, sulla formazione dei giovani e su un modello di ospitalità essenziale e ben definito.
Riviera Martiri della Libertà, 27 30031 Dolo (Ve)