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Anche il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia la candidatura Unesco

Il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia il rilancio della candidatura Unesco, sottolineando il valore culturale delle acetaie, delle pratiche familiari e dell’identità territoriale

 
25 maggio 2026 | 15:03

Anche il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia la candidatura Unesco

Il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia il rilancio della candidatura Unesco, sottolineando il valore culturale delle acetaie, delle pratiche familiari e dell’identità territoriale

25 maggio 2026 | 15:03
 

La candidatura Unesco dedicata alla tradizione dell’aceto balsamico trova l'appoggio anche del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Il percorso, avviato negli anni scorsi e ora rilanciato dalle principali realtà del comparto, punta al riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità per «La tradizione dell’aceto balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare nelle comunità emblematiche di Modena e Reggio Emilia». Un progetto che supera la sola dimensione produttiva e che intende valorizzare soprattutto il patrimonio culturale costruito attorno alle acetaie domestiche, ai gesti tramandati nel tempo e al rapporto tra famiglie e territorio.

Anche il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia il rilancio Unesco

La candidatura Unesco dedicata alla tradizione dell’aceto balsamico trova l'appoggio anche del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

I Consorzi sostengono il percorso condiviso

Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha accolto positivamente le dichiarazioni pronunciate dal presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, Cesare Mazzetti, durante l’assemblea del 19 maggio, nella quale è stato ribadito il sostegno alla candidatura.

Anche il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP appoggia il rilancio Unesco

Da sinistra: Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto ed  Enrico Corsini, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

«Accogliamo con favore il rilancio di questo percorso», ha spiegato Enrico Corsini, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. «Si tratta di un’opportunità importante per valorizzare il patrimonio di conoscenze e pratiche che rendono unico il balsamico e che appartengono all’identità delle nostre comunità». Secondo Corsini, il riconoscimento Unesco potrebbe contribuire a rafforzare non soltanto la tutela del prodotto, ma anche quella del contesto culturale che ne ha accompagnato la nascita e la diffusione nei secoli.

Il ruolo delle acetaie familiari

Al centro della candidatura resta il valore delle acetaie storiche custodite nelle abitazioni private di Modena e Reggio Emilia. Luoghi spesso poco visibili all’esterno, ma fondamentali nella conservazione di una tradizione che continua a vivere attraverso pratiche quotidiane, tempi lunghi di affinamento e trasmissione familiare del sapere.

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Sul tema è intervenuto anche Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e tra i promotori iniziali della candidatura nel 2019. «Siamo soddisfatti che il valore culturale del balsamico sia diventato un obiettivo condiviso da tutte le organizzazioni coinvolte», ha dichiarato.

Un progetto che coinvolge istituzioni e territorio

Attorno al percorso Unesco si è costruita negli anni una rete composta dai Consorzi di tutela di Modena e Reggio Emilia, dalla Consorteria di Spilamberto, dalla Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna e dai ministeri dell’Agricoltura e della Cultura.  L’obiettivo comune è ottenere un riconoscimento internazionale che valorizzi non soltanto uno dei prodotti simbolo dell’Emilia, ma soprattutto il patrimonio sociale e culturale legato all’arte del balsamico. In questo contesto, il percorso Unesco viene visto anche come uno strumento utile per raccontare alle nuove generazioni una tradizione che continua a mantenere un forte legame con il territorio e con la dimensione familiare delle acetaie.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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