Si è spento a sessant’anni Pinuccio La Rosa, figura chiave dell’ospitalità siciliana contemporanea. Imprenditore, albergatore e ristoratore, la scomparsa di La Rosa è sopraggiunta dopo una lunga malattia e un ictus che lo aveva colpito nell’autunno del 2024. Lascia quattro figli e un’eredità che va oltre la cucina, radicata nella visione di un’accoglienza integrata e culturale.

Pinuccio La Rosa si è spento a 60 anni
La storia dei La Rosa affonda le radici nell’imprenditoria balneare degli anni Cinquanta, con il padre Serafino e lo zio Elia che aprirono il Lido Azzurro da Serafino a Marina di Ragusa. Questa esperienza, tra ristorazione e accoglienza sulla spiaggia, fu la base della filosofia familiare: semplicità, calore e cura del cliente. Negli anni Duemila, insieme al fratello Antonio, Pinuccio trasferì quella stessa visione a Ragusa Ibla, aprendo la Locanda Don Serafino nel cuore storico della città. «Volevamo un luogo dove la tradizione culinaria parlasse con il paesaggio e l’architettura barocca», ricordava spesso La Rosa.
Situata negli antichi bassi adiacenti alla Chiesa dei Miracoli, monumento UNESCO, la Locanda Don Serafino ha ricevuto la stella Michelin nel 2007. Con lo chef Vincenzo Candiano, il menu ha sempre cercato di fondere memoria e innovazione, rispettando la materia prima e il contesto urbano. La struttura è diventata un punto di riferimento per l’alta cucina siciliana, simbolo di un’ospitalità attenta e radicata nella cultura locale.
La Rosa era laureato in Economia a Ca’ Foscari e ha portato la sua esperienza nel mondo associativo, in particolare in Federalberghi, promuovendo formazione professionale e qualità dell’offerta turistica. «Aveva il dono di vedere le cose prima degli altri. Nei momenti decisivi, la sua era la voce che cercavamo tutti», ricorda Tony Lo Coco, presidente dell’associazione La Sicilia di Ulisse, fondata insieme a Enrico Briguglio. L’idea era chiara: ospitalità e cucina come progetto culturale, non solo economico.
Tra le iniziative più significative c’è Marina Gourmet, sviluppata insieme al Comitato del Gusto per trasformare Marina di Ragusa in un laboratorio del gusto, valorizzando prodotti locali e esperienze turistiche. La Rosa ha saputo legare turismo, cucina e patrimonio locale, creando una rete che ancora oggi rappresenta un modello per il settore. Collaboratori e colleghi ricordano come la sua visione abbia aperto la strada a una crescita integrata e sostenibile dell’ospitalità siciliana.