Caffè e uova: il Brasile si prepara a un forte recupero dell’arabica, mentre i prezzi delle uova rallentano dopo i record del 2025. È questa la fotografia tracciata dalle ultime analisi di Areté. Da un lato, le nuove stime di Conab indicano per la campagna brasiliana 2026/27 una produzione di caffè in forte crescita, trainata dall’arabica; dall’altro, il mercato delle uova registra una correzione dei prezzi sia in Europa sia in Italia, pur restando su livelli superiori rispetto a un anno fa, in un contesto ancora influenzato dagli effetti dell’influenza aviaria e dalle dinamiche degli scambi internazionali.

Brasile, in crescita la produzione di caffè. In Europa prezzi delle uova più bassi
Caffè: il Brasile punta sulla ripresa dell’arabica
La Companhia nacional de abastecimento (Conab) ha aggiornato le stime sulla produzione brasiliana di caffè per la campagna 2026/27 (marzo-febbraio), prevedendo una raccolta complessiva di 66,7 milioni di sacchi, in aumento del 18% rispetto alla stagione precedente e dello 0,8% rispetto alle previsioni diffuse a gennaio. La crescita sarà trainata soprattutto dall’arabica, attesa a 45,8 milioni di sacchi (+28% sul 2025/26 e +4% rispetto alle stime di gennaio). Per la robusta, invece, Conab prevede 20,9 milioni di sacchi, volume sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa campagna (+1%) ma inferiore del 5% rispetto alle precedenti indicazioni. Per Areté, il consenso degli operatori converge su un incremento superiore al 20% per l’arabica, sostenuto dall’aumento delle superfici coltivate e dalle rese tipiche dell’anno di “carica”, favorite da condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli. Le anticipazioni elaborate dalla società indicano una crescita del 21% per l’arabica e una contrazione del 4% per la robusta.
Uova: prezzi in calo dopo i record del 2025
Dopo la fase di forte inflazione registrata nella seconda metà del 2025, il mercato delle uova ha invertito la tendenza. A livello europeo i prezzi sono diminuiti del 5% dall’inizio di aprile, pur mantenendosi superiori del 7% rispetto a maggio dello scorso anno. In Italia, nello stesso periodo, le quotazioni delle uova da allevamento in gabbia rilevate dalla Commissione unica nazionale (Cun) hanno segnato un calo del 7%, restando comunque più alte del 14% rispetto ai livelli del 2025. Secondo Areté, il raffreddamento dei prezzi è legato al fisiologico rallentamento stagionale della domanda, che ha determinato un miglioramento dell’autosufficienza interna. A ciò si aggiungono il riequilibrio dei flussi commerciali e l’aumento (del 70%) delle importazioni, in un contesto in cui l’offerta europea continua a risentire degli effetti dell’influenza aviaria (307 i focolai registrati nei primi cinque mesi del 2026, in aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).