Manca sempre meno al via della quinta edizione di Mille&UnBabà, il concorso firmato Mulino Caputo che negli anni è diventato un osservatorio privilegiato su come il babà continui a evolversi senza perdere la propria identità. Un dolce che nasce da un intreccio culturale complesso - tra Mitteleuropa, Francia e Napoli - e che torna protagonista grazie alla creatività dei pasticceri contemporanei, chiamati a misurarsi con una monoporzione capace di raccontare tecnica, gusto e visione personale.

Mille&UnBabà 2026: parte la selezione per la finale
La finale, ricordiamo, è in programma per lunedì 16 marzo, ma il percorso verso l’ultimo atto è già iniziato. È infatti possibile richiedere il regolamento scrivendo all’indirizzo info@dfcomunicazione.it, mentre le candidature dovranno essere presentate entro il 2 marzo. Il concorso è riservato ai professionisti con almeno cinque anni di esperienza in laboratorio, chiamati a interpretare il babà in chiave contemporanea, mantenendo saldo il legame con la sua storia ma aprendo a nuove soluzioni di gusto e presentazione.
Negli anni, Mille&UnBabà ha dimostrato come un grande classico possa diventare terreno di sperimentazione. Spezie, frutta, infusioni, aromi naturali e tecniche più leggere hanno progressivamente cambiato il profilo sensoriale del dolce simbolo di Napoli, rendendolo più equilibrato e meno carico di zuccheri, senza snaturarne la struttura. È proprio questo dialogo tra rispetto della tradizione e libertà creativa a rendere il contest un appuntamento seguito con attenzione dal mondo della pasticceria.
A valutare le proposte in gara sarà una giuria di altissimo profilo, che unisce cucina e pasticceria in un confronto diretto sul gusto. Al tavolo delle degustazioni siederanno Gennaro Esposito e Sal De Riso (in foto), presidente dell’Ampi, Salvatore Capparelli, tra i più autorevoli interpreti del babà napoletano, Sabatino Sirica, Cavaliere della Repubblica e figura storica della pasticceria partenopea, e Antimo Caputo. Un panel che garantisce uno sguardo ampio, capace di leggere tanto la qualità tecnica quanto la coerenza stilistica delle creazioni in gara. Il premio per il vincitore prevede una fornitura di mille kg di farina Mulino Caputo e un riconoscimento economico di mille euro.