Nuda, cruda e squisita L’ostrica è il piatto dell’estate
Il gran caldo è arrivato e a tavola si preferiscono ormai preparazioni leggere e fresche, magari di pesce, meglio se crudo. E allora cosa c’è di meglio di un bel piatto di ostriche? Oggi, però, le ostriche che troviamo solitamente in commercio provengono da impianti di allevamento
Il gran caldo è arrivato e a tavola si preferiscono ormai preparazioni leggere e fresche, magari di pesce, meglio se crudo. E allora cosa c'è di meglio di un bel piatto di ostriche? Ma quali sono le peculiarità dell'elegante signora che popola i nostri mari? L'ostrica, ricordiamolo, è un mollusco bivalve che, in natura, vive e si riproduce sui fondi rocciosi e detritici delle fasce costiere, fino a circa 40 m di profondità. Oggi, però, tranne in rarissime occasioni nelle quali si ha modo di degustarle selvatiche, le ostriche che troviamo in commercio provengono da impianti di allevamento. Nel mondo la patria storica è la rinomata Bretagna, regione del nord-ovest della Francia, dove poeticamente si racconta che in alcuni tratti il mare, come fosse un lembo di terra, viene 'coltivato” per ricavarne questi preziosi ed antichi frutti delle onde.
Le ostriche si dividono in due tipologie: l'ostrica piatta (Ostrea Edulis), la più pregiata, rara e ricercata dai gourmet di tutto il mondo, presenta una conchiglia arrotondata di diametro compreso tra i 7 e i 12 cm, piatta e quasi liscia, corrisponde alle francesi Belon (a carne bianca) e Marennes (a carne verde), di particolare pregio per la polpa carnosa e vellutata e gli eleganti sentori di nocciola, crosta di pane, miele, con avvolgenti profumi di frutta tropicale e iodio; e l'ostrica concava, che in genere corrisponde alla Crassostrea Angulata o, ancor meglio, alla Crassostrea Gigas, ha forma di ovale allungato semicurvo, con una conchiglia più profonda e sbalzata, dal bordo irregolare.
Sono squisite quelle della zona di Marennes-Olèron (nelle tipologie fines e spéciales de claire) per via della carne morbida, soda e sapida, dai piacevoli toni salmastri e di sottobosco che coinvolgono e catturano l'olfatto. In Italia, l'ostrica allevata è presente storicamente nella Sacca di Goro (in provincia di Ferrara), in alcune località del Mar Adriatico (San Benedetto del Tronto), sulle coste laziali come ad esempio nel golfo di Anzio e a Manfredonia, dove risiede il più grande impianto di allevamento di ostriche dell'Italia del Sud.


I commenti dei lettori
4 commenti su questo articolo
Anonimo
Ottime fredde e con le bollicine
Ben fredde e un buon metodo classico. Il periodo di riproduttivo delle ostriche inizia dall'ultima settimana di luglio e finisce ad Agosto. Per i molluschi del Mediterraneo si va dal 1° maggio al 30 giugno
Anonimo
Adoro le ostriche
Sublime!!!!!!!!!!!!!!!!!!!adoro le ostriche
Anonimo
Forse non è il periodo migliore
Ciao a tutti scusatemi se mi intrometto ma a me (e tanti altri ) non risulta che questo sia il periodo delle ostriche: i motivi sono molti, esempio fa caldo e sono facilmente attacabili dai batteri e le nostre difese immunitari con il caldo sono più deboli. Il cibo ghiacciato col caldo puo portare a congestioni, inoltre adesso le ostriche stanno uscendo dal periodo riproduttivo e sono magre (vedi i mesi con la erre) questo sempre se non sono da vivaio le ostriche francesi poi la maggior parte provengono da zone di mare dove si sono verificati troppi incidenti di petroliere (stanno trasferendo i vivai in Corsica) quindi secondo me è meglio evitarle e aspettare i mesi con la erre, ma anche per tutti i pesci crostacei, molluschi. Per assurdo giugno luglio agosto per i prodotti marini non sono i migliori. La primavera secondo me è il miglior periodo ostriche ovate crostacei (cosa che molti ignorano) hanno appena cambiato il carapace e quindi pieni e teneri attinie stupende......
Anonimo
Ottime fredde e con le bollicine
Ben fredde e un buon metodo classico. Il periodo di riproduttivo delle ostriche inizia dall'ultima settimana di luglio e finisce ad Agosto. Per i molluschi del Mediterraneo si va dal 1° maggio al 30 giugno