Dal ministero dell'Agricoltura all'università, passando per progetti di ricerca avanzata: marzo è stato un mese denso per il Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, impegnato su più fronti tra promozione istituzionale, formazione accademica e innovazione scientifica. Dopo aver preso parte all'evento “Agricoltura è” a Roma, organizzato dal Masaf per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, il Consorzio ha chiuso il mese avviando un ciclo di incontri con il mondo universitario, culminato il 1° aprile con la presentazione del progetto di ricerca “GreenTrace” alla Camera di Commercio di Modena.

Aceto Balsamico di Modena IGP, tra formazione e ricerca
Università, eventi, ricerca: l'Aceto Balsamico di Modena IGP protagonista
Durante le giornate romane, che si sono svolte dal 24 al 26 marzo, il Consorzio è stato protagonista di una tre giorni istituzionale che ha visto il coinvolgimento di OrIGin Italia e numerosi altri consorzi di tutela. Un'occasione per confrontarsi su politiche e strategie legate al sistema delle Indicazioni geografiche e alla valorizzazione dell'agroalimentare italiano. «Con la nostra presenza attiva a queste giornate romane in cui si è sviluppato un dialogo proficuo tra il mondo istituzionale e l'ecosistema del Made in Italy - ha dichiarato Federico Desimoni, direttore del Consorzio - abbiamo voluto evidenziare che, nonostante tutte le difficoltà derivanti da difficili congiunture geopolitiche a livello internazionale, crediamo fermamente in un futuro di crescita e di stabilizzazione dei mercati».
Proprio dopo l'evento capitolino, il Consorzio ha dato il via a un percorso formativo in collaborazione con istituti universitari e centri di ricerca. Il primo appuntamento si è tenuto il 26 marzo all'Università per stranieri di Perugia. L'iniziativa, nata dalla collaborazione con Fondazione Qualivita, è un nuovo capitolo di cooperazione istituzionale che coinvolge alcuni tra i Consorzi delle principali produzioni Dop e Igp italiane, con l'obiettivo di formare futuri ambasciatori del Made in Italy capaci di operare nei settori dell'ospitalità e del turismo. L'approccio è centrato sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico certificato e sulla comprensione dei distretti produttivi della cosiddetta “Dop Economy”, con un occhio sempre più attento alla sostenibilità e alla qualità.
A seguire, è stata la volta dell'Università di Parma, dove il Consorzio ha partecipato a una lezione del corso di “Fieristica e promozione di eventi enogastronomici”. In questa occasione, Federico Desimoni, affiancato da Andrea Mancuso Morini, responsabile marketing e comunicazione, ha raccontato come viene costruita l'identità di un prodotto come l'Aceto Balsamico di Modena IGP, partendo dalle attività di tutela fino alla promozione sul mercato. Si è parlato di strategie, case history e del ruolo chiave che la comunicazione riveste nella narrazione di un prodotto radicato nel territorio ma presente sulle tavole di tutto il mondo.

Rappresentanti e relatori del Convegno di presentazione del progetto "GreenTrace project”
Infine, il 1° aprile, è stato presentato a Modena il progetto “GreenTrace project: integration of eco-sustainable analytical methods, machine learning, and data management for the authenticity and quality of food”, finanziato dal fondo Far 2024 dell'ateneo di Modena, con il supporto della Fondazione di Modena (Fomo). Il progetto mira a sviluppare strumenti innovativi per verificare in modo scientifico l'autenticità e la qualità dei prodotti di pregio, integrando metodi analitici ecosostenibili, machine learning e data management. Si tratta di un'iniziativa ad alto contenuto tecnologico pensata per supportare enti di controllo e consorzi di tutela nella difesa della trasparenza e del valore delle eccellenze italiane.