Biancoinsolito, il candore del latte che si arricchisce e trasforma per regalare una nuova dimensione ricca di millenni, del resto, l’editore e scrittore Clifton Paul Fadiman definì il formaggio come “la corsa del latte verso l’immortalità”. Un alimento carico di storia, di fascino, che i nostri tempi paiono avere messo un poco in disparte, eppure un “orologio” di formaggi scelti e serviti con cura rappresenta una delle chiusure più classiche di un pasto, ma può anche sostituire una seconda portata o ancora prestarsi a un aperitivo non banale, magari con il giusto abbinamento enoico.

Dal cremoso all’erborinato: un viaggio nei formaggi pronti da servire
Ludovico Valsecchi e la nascita di Biancoinsolito
Probabilmente questi ed altri pensieri hanno spinto Ludovico Valsecchi, proveniente dalla tradizione casearia franciacortina e dopo un’esperienza nell’azienda di famiglia, a cercare un equilibrio, una sintesi a partire dal 2015 con le sue personali passioni: il design, la finanza. Nasce così nel 2020, dopo non breve gestazione e studio, un primo progetto di valorizzazione dei formaggi, in grado di coniugare una veste grafica attualissima, elegante e minimale, con un contenuto attentamente selezionato.

Ludovico Valsecchi
Un insieme capace di conquistare sia l’appassionato del prodotto, non avvolto in tristi e penalizzanti involucri, che l’amante delle cose “belle”, del “packaging” raffinato: due pubblici diversi soddisfatti dalla stessa proposta.
La linea Cheese Play List: musica e gusto
La linea viene chiamata Cheese Play List, prende corpo con sei formaggi, ora sono venticinque, e vede paste molli, dure, semidure, erborinate, a comporre raffinate e golose melodie. Ai primi vengono abbinate sei brevi composizioni realizzate da un compositore bresciano dopo un assaggio in cieco, il tutto disponibile in convenienti pezzature sottovuotate e preziose scatole regalo.

La linea Cheese Play List
Ma non esiste solo la dimensione estetica, sia pure caratterizzante, per Ludovico le motivazioni sono varie: «Non voglio che il formaggio sparisca da tavole e cucine», così come la constatazione che i formaggi sono chiara espressione di un luogo, di un territorio, contribuiscono con altri prodotti, l’olio, il vino, il pane, a definirlo, ad esprimerne l’identità, sono chiare tracce culturali: e il termine cultura risuona spesso nel suo discorrere. A fine ottobre 2025 apre la vetrina del suo impegno, la si trova nel centro storico bresciano, di fronte ai portici di via X Giornate, un negozio che merita una visita per apprezzare direttamente l’incontro tra gusto e design, tra profumi inequivocabili e linearità.
Cheese Palette®: la soluzione pronta all'uso per l'Horeca
Si arriva poi al nuovo sviluppo del tutto, le Cheese Palette®, che vedono la luce da pochi mesi e sono dedicate al canale Horeca: un ventaglio di sei porzioni, o quattro in alcune versioni, che vedono uniti, sia in proposte suggerite che in composizione dedicate, formaggi atti a divenire una degustazione “pronta all’uso”.

Degustazioni di formaggi già pronte: la nuova soluzione che semplifica il servizio nell’Horeca
Sta proprio qui la forza della proposta, su un cartoncino skin packed i formaggi, in una adeguata grammatura, necessitano solamente di essere portati a temperatura ambiente per restituire, grazie a un confezionamento a lungo studiato, tutte le caratteristiche e la fragranza di un prodotto appena porzionato, togliendo all’utilizzatore professionale le incombenze di selezione, conservazione, taglio e preparazione di chi la proporrà al cliente finale, garantendo nel contempo la piena soddisfazione dei requisiti igienici di legge in ogni passaggio. Inoltre, sul retro del packaging una breve ma esaustiva etichetta fornisce tutti i dati essenziali per la descrizione del singolo assaggio.
Le sinergie del progetto e l'assortimento dei formaggi
Le “palette”, descrivibili come “un tagliere di formaggi pensato per la degustazione condivisa”, possono comporre insieme omogenei per stagionatura, provenienza, consistenza, tipologia, assenza di lattosio... Creando di fatto uno strumento davvero efficace per chi ha deciso di non rinunciare o di riprendere una tradizione che rischia di estinguersi. In questo compito Ludovico ha voluto accanto a sé due realtà, quella delle Casere di Credaro che cura la selezione, la stagionatura/affinamento e il confezionamento dei prodotti e quella di Alessandro Mininno, ricercatore, docente, esperto di marketing e branding, che riversa in Biancoinsolito le sue competenze.

Non un semplice pack: la nuova idea che rende il formaggio già pronto da servire
Il viaggio nei sapori e nel riconoscimento di un prodotto così particolare non può chiudersi senza una velocissima e parziale menzione dei formaggi disponibili, elenco che vedrà certamente un progressivo ampliamento. Al momento, ricordiamo che sono oltre venti le proposte, si va da una Robiola fresca a un curioso Stravecchio allo yogurt, da un Blu di Bufala a un Valsassina, da una Tommes des Pyrénées a un Granum di capra, unendo varietà di latti, stagionature, provenienze e sapori, sotto i tratti comuni della validità, della continua ricerca e del voler conservare un patrimonio della tradizione gastronomica.
Via X Giornate, 14 25121 Brescia