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Digital Biochain
Nuova frontiera della tracciabilità

Digital Biochain 
Nuova frontiera della tracciabilità
Digital Biochain Nuova frontiera della tracciabilità
Primo Piano del 10 luglio 2019 | 10:41

La Blockchain non basta già più. Ora il mondo guarda alla tecnologia che non solo è in grado di creare una data base di informazioni utili alla tracciabilità, ma anche di rilevare delle bio-impronte. Questo significa analizzare nel dettaglio le materie prime all’origine creando documentazioni precise sul prodotto finale.

La Digital Biochain consente di avere la filiera tracciata sin dall’origine. Ogni passaggio della catena di produzione, dalla materia prima al prodotto finale, sarà identificato grazie ad una impronta “biologica” della materia prima dalla quale nasce tutto.

Rilevare le impronte biologiche della materia prima è fondamentale per tracciare tutta la filiera (Digital Biochain Filiera tracciata sin dall’origine)
Rilevare le impronte biologiche della materia prima è fondamentale per tracciare tutta la filiera

A questo punto interviene la più nota blockchain, che consente di immagazzinare in maniera digitale e facilmente reperibile tutte le informazioni su origine, tracciabilità, sicurezza alimentare. Di questo si è parlato durante il convegno “BluDev. Quando la tracciabilità non è abbastanza. Dalle Blockchain alle Digital Biochain, un percorso obbligato” che si è svolto ieri, 9 luglio, nella Sala dell'Istituto Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica. Un incontro promosso da Farzati Team, Sapienza Università di Roma e Fondazione UniVerde con la partnership di Coldiretti.
 
BluDev è la piattaforma tecnologica composta da applicazioni integrate e interconnesse tra loro, supportate da dispositivi sviluppati per consentire la tipizzazione e la caratterizzazione dell’origine, il monitoraggio, la tracciabilità, la rintracciabilità e la qualificazione del prodotto. L'evento ha aperto un focus interessante nell'ambito del cambio di paradigma sulla tracciabilità dei prodotti all'interno della filiera agro-ittico-alimentare.
 
Alla base di BluDev c’è un processo di campionamento, fondamentale per la tipizzazione e la caratterizzazione dell’origine del prodotto, messo a punto grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Chimica della Sapienza Università di Roma, che ha permesso la realizzazione di un protocollo di raccolta e gestione del dato rilevato, al fine della costruzione dell’impronta chimico-biologica del prodotto.
 
La piattaforma interagisce su tutta la filiera con l'origine del prodotto e determina il primo anello della catena: “The first ring of the chain” è organizzato con un modello multilivello, dove ogni livello garantisce che ciascuna informazione generata in esso sia unica e inconfondibilmente originale, inviolabile e protetta dall'architettura blockchain.
 
Sul tema è intervento Giorgio Ciardella, chef technical officer di Farzati Team, che ha evidenziato: «Come Farzati Team abbiamo un progetto, quello di portare innovazione alla sicurezza e alla gestione delle informazioni nella filiera alimentare, garantendo, a chiunque sia coinvolto nella catena del valore, la certezza del prodotto, a partire dall'origine e non dal documento. Oggi tutti parlano della blockchain come soluzione ideale, in parte è vero, ma non è abbastanza. La sfida è creare la fonte delle informazioni necessarie per il primo anello della catena, vale a dire l'origine del prodotto. Con BluDev abbiamo il sistema per farlo, la piattaforma è in grado di creare una bio-impronta per ogni prodotto e di memorizzare queste informazioni in un database distribuito, sfruttando il potenziale della blockchain. Con questo processo, possiamo tenere traccia di tutti i documenti e di tutte le informazioni associate al prodotto lungo la catena di approvvigionamento e il suo ciclo di vita».
 
Stefano Materazzi, professore associato presso il Dipartimento di Chimica della Sapienza Università di Roma, ha sottolineato: «La ricerca scientifica deve essere sempre più volta a fornire strumenti innovativi per una determinazione rapida ed economica di parametri che garantiscano tracciabilità, sicurezza e qualità alimentare. In questa ottica si stanno sviluppando metodologie analitiche strumentali che non richiedono l’uso di solventi o sostanze chimiche, che sono portatili ed immediate per l’utilizzatore, e che permetteranno di effettuare analisi in tempi brevissimi e di certificare un percorso di garanzia nelle filiere».
 
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro delle Politiche agricole e dell'Ambiente, è intervenuto al dibattito, dichiarando: «La tracciabilità che usa le nuove tecnologie per garantire la salute dei consumatori, la tutela del made in Italy e degli agricoltori che valorizzano la qualità è fondamentale per dare seguito alle norme che stiamo cercando di rafforzare sul fronte della conoscenza reale circa la provenienza dei prodotti agro-ittico-alimentari. Questa ricerca dimostra la capacità italiana di sviluppare innovazione e sono convinto che possa essere molto utile riguardo la grande Iniziativa dei Cittadini Europei che abbiamo promosso come Fondazione UniVerde, Coldiretti e Campagna Amica per ottenere l'obbligatorietà dell'indicazione dell'origine di tutti i prodotti agroalimentari nell'intera Unione Europea».
 
Nessun falso, nessuna frode. La piattaforma BluDev, come è stato spiegato nel corso del dibattito, consente la protezione e la garanzia dell'origine affidabile del prodotto lungo la supply-chain e per l’intera durata del ciclo di vita dello stesso, con il massimo livello di sicurezza nello scambio di informazioni, rendendole inequivocabili e immutabili. Si tratta di un sistema che consente di determinare, oltre i parametri ambientali, di crescita, di allevamento e di origine, anche quelli relativi alla freschezza del prodotto oppure la presenza di elementi che, in misure eccessive, potrebbero essere determinanti per accertarne la qualità e/o eventuali fattori di rischio.

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