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«La pizza riduce il rischio tumori»
All’Italia l’IgNobel della Medicina

«La pizza riduce il rischio tumori» 
All’Italia l’IgNobel della Medicina
«La pizza riduce il rischio tumori» All’Italia l’IgNobel della Medicina
Primo Piano del 13 settembre 2019 | 15:56

Assegnati nella notte alla Harvard University i riconoscimenti alle scoperte scientifiche più bizzarre. L’IgNobel per la Medicina è andato a un team capitanato da Silvano Gallus del Mario Negri. Lo scienziato italiano ha provato il «ruolo protettivo della pizza contro le malattie. Ma solo se fatta e mangiata in Italia».

Irriverenti, stravaganti, ma così seri che a trionfare è stato, tra gli altri, uno scienziato italiano dell’illustre Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Parliamo degli IgNobel, i premi che da anni vengono assegnati nientemeno che alla Harvard University a scienziati e ricercatori, “padri” di scoperte scientifiche e invenzioni improbabili.

Le virtù della pizza sono state provate scientificamente («La pizza riduce il rischio tumori» All’Italia l’IgNobel della Medicina)
Le virtù della pizza sono state provate scientificamente

Nata come una parodia dell’onorificenza svedese, la manifestazione si è andata affermando nel tempo, pur conservando la sua anima goliardica. Altri premi, tanto per intenderci, sono andati a chi ha scoperto quanta saliva producono i bambini, quali sono le banconote che trasmettono più batteri e, nella categoria Ingegneria, a chi ha inventato la macchina cambia-pannolini e lava-bambini.

Improbabili, sì, ma nient’affatto inattendibili, anzi: la cosa è seria e benché spesso queste invenzioni rimangano sulla carta o non siano destinate a cambiare la vita delle persone, hanno tutte una rilevanza scientifica assolutamente inappuntabile. Come la scoperta effettuata da Silvano Gallus e dal suo team, che invece una certa incidenza nel mondo della Medicina potrebbe averla. Dopo studi durati oltre 15 anni, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che il consumo regolare di pizza sia collegato a un minor rischio di tumori del tratto digestivo e d’infarto.

«Cominciammo un po’ per gioco, stupidi dal fatto che almeno a suo tempo la pizza pur essendo un alimento così diffuso, non era stata studiata a fondo - spiega il ricercatore a Wired, da Boston, dove si trova per ritirare il premio - e analizzammo i dati provenienti da studi caso-controllo condotti su moltissime persone, dell’ordine di migliaia, registrando per i consumatori abituali un rischio ridotto di infarto miocardico e tumori dell’apparato digerente, con risultati di entità che stupirono noi per primi. Se ripetessimo questi studi su altre popolazioni, dove la pizza è considerata diversamente e all’interno di schemi alimentari diversi, potremmo avere risultati molto diversi».

© Riproduzione riservata

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