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La Martini scivola sull'Authority Sicurezza alimentare ente inutile

La Martini scivola sull'Authority Sicurezza alimentare ente inutile
La Martini scivola sull'Authority Sicurezza alimentare ente inutile
Primo Piano del 21 maggio 2010 | 17:30

La seconda sede dell’Agenzia per la sicurezza alimentare a Foggia, che avrebbe dovuto fornire consulenza scientifica sulla delicata materia, è stata inserita nella lista nera di Brunetta prima di essere operativa. Contro la decisione sono scesi in campo enti locali, sindacati e associazioni

La succursale pugliese dell'Agenzia sicurezza alimentare? Per il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini (nella foto, a destra, in un'elaborazione grafica) un ente inutile e quindi già finita nell'elenco degli enti da sopprimere stilato da Renato Brunetta (nella foto, a sinistra, elaborazione grafica). La conferma della soppressione della seconda sede dell'agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (istituto europeo che ha sede a Parma) che avrebbe dovuto sorgere a Foggia e, con essa, il finanziamento di 6 milioni e mezzo di euro che sarebbe dovuto servire per la sua attivazione è giunta dal Governo che, nella mattinata del 20 maggio, ha risposto nell'aula di Montecitorio a una interpellanza che era stata presentata dai deputati foggiani di minoranza Michele Bordo (Pd) e Angelo Cera (Udc) e da altri 52 deputati dei due partiti.

Francesca Martini e Renato Brunetta

La legge finanziaria 2008,  che aveva istituito la seconda sede dell'agenzia nazionale per la sicurezza alimentare disponendone l'ubicazione a Foggia prevedeva,  l'adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la definizione dell'organizzazione, del funzionamento e dell'amministrazione dell'Agenzia medesima: il provvedimento non è mai stato adottato, in quanto anche il precedente Governo, successivamente all'approvazione della norma, non ha ritenuto opportuno attivare le procedure per la realizzazione di quanto previsto dalla legge finanziaria 2008.

è questa la motivazione addotta dalla Martini (leghista e veronese) per la soppressione della seconda sede dell'Authority. «Le restrizioni finanziarie imposte dalla crisi economica iniziata nel 2008  – ha detto ancora l'on. Martini – hanno comunque determinato un'azione generale di contenimento della spesa, che ha impedito l'attivazione di un organismo esterno all'amministrazione centrale, per il quale si sarebbe reso necessario assumere un impegno di spesa di parecchi milioni di euro, al fine di garantire la dotazione della sede, del personale e delle risorse strumentali. L'ente in questione, ancorché mai costituito, – ha concluso il sottosegretario – è inevitabilmente rientrato tra gli enti soppressi, nel rispetto delle norme per il contenimento della spesa (articolo 26 della legge n. 133 del 2008, cosiddetta legge Brunetta)».

Va comunque aggiunto che la Martini nel suo intervento alla Camera ha precisato che un organismo in grado di dialogare con l'agenzia europea di Parma il governo ce l'ha già; ed è già stato più volte messo alla prova. è il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Csna) «organo tecnico consultivo - ha sottolineato Martini - cha agisce in stretta collaborazione con l'Efsa e partecipa attraverso un proprio rappresentante al forum consultivo della stessa Efsa» Si tratta di una struttura snella che si trova presso il ministero della Salute e che ha già agito con efficacia e tempestività in tante situazioni, non ultima la crisi dell'influenza aviara del 2005. E che verosimilmente costa alle casse statali molto meno di una struttura permanente da allestire ex novo nel capoluogo di provincia pugliese.

Il Consiglio dei ministri indicò il 27 luglio del 2007 il capoluogo dauno per ospitare l'ente coordinato dal ministero della Salute. Poi il dietrofront del Governo, spinto dalle pressioni leghiste e dalla battaglia di Renato Brunetta contro gli 'enti inutili”. In realtà l'Agenzia per la sicurezza alimentare, che è stata inserita nella lista nera prima di essere operativa, avrebbe dovuto fornire consulenza scientifica sulla delicata materia.

L'associazione dei consumatori ha inviato ai ministri della Salute, Ferruccio Fazio, e delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, un telegramma con il quale si richiede «l'urgente convocazione di un tavolo di confronto per discutere le modalità e i tempi di una definitiva istituzione dell'Autorità». Inoltre attraverso il sito dell'associazione (www.adiconsum.it), sarà lanciata una raccolta nazionale di adesioni online a sostegno dell'iniziativa.

Salvatore TatarellaContrario alla volontà del Governo è anche il pdl Salvatore Tatarella (nella foto a sinistra). «Caro presidente - scrive l'europarlamentare in una missiva diretta a Silvio Berlusconi - per ragioni incomprensibili, il Governo dà l'impressione di fare marcia indietro sulll'Agenzia per la sicurezza alimentare, che si era deciso di collocare a Foggia. A quel che sembra, l'Agenzia sarebbe stata inserita nell'elenco degli enti inutili, cosa che in Italia equivale ad un elisir di lunga vita. Ma siccome purtroppo inutile non è, e non è ancora entrata in funzione, si rischia di strozzarla in culla».

Ma l'eurodeputato del Popolo delle Libertà Salvatore Tatarella non si è limitato a questo e ha lanciato uno sferzante commento al sottosegretario Marini: «Secondo il sottosegretario alla Salute Francesca Martini l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare è un ente inutile? Viene da chiedersi piuttosto quale sia l'utilità del sottosegretario Martini. Mi pare abbastanza evidente che a questo orientamento inqualificabile contribuiscono in pari misura il pregiudizio leghista per il quale tutto ciò che si fa a sud del Po è automaticamente 'un carrozzone” e il desiderio delle alte burocrazie del ministero della Salute che nessuno metta il naso nelle loro carte. In realtà l'Europa prescrive e raccomanda che ci sia in ogni Paese un organismo nazionale di coordinamento con caratteristiche di terzietà rispetto ai poteri statali. Sarebbe gravissimo se proprio l'Italia, che ospita l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, si sottraesse a questo adempimento».

«Come si sa – ha concluso Tatarella - ho chiesto l'intervento diretto del presidente Berlusconi su questa vicenda. La cosa è troppo seria e grave per lasciarla nelle mani dei ministri; ed a maggior ragione di certi sottosegretari».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vice presidente dell'Anci nazionale (Associazione nazionale comuni italaini), Salvatore Perugini che ha paralato della situazione del Mezzogiorno a tutti i sindaci del sud, riuniti a Bari per una manifestazione organizzata dalle Anci delle regioni meridionali: «I sindaci devono reagire contro scippi immotivati, non concertati e incomprensibili come quello subito dalla città di Foggia con la cancellazione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Dobbiamo far sentire la nostra voce - ha detto rivolgendosi direttamente al sindaco di Foggia, Gianni Mongelli (nella foto sotto a destra)- pur nel rispetto del dialogo con tutti i livelli istituzionali.

Gianni Mongell«Un piano di sviluppo credibile per il sud passa per il riconoscimento, anche simbolico, della centralità e delle capacità del sud; proprio ciò che il Governo ha negato bollando come inutile l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare anche perché la sua sede è collocata nel sud». Ha commentato il sindaco di Foggia, che ha condiviso le ragioni dell'iniziativa:

La battaglia per la riattivazione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare «diventa il simbolo della rivendicazione del diritto ad essere protagonisti dei processi di innovazione e del circuito delle eccellenze - conclude Gianni Mongelli - Diventa l'occasione per portare all'attenzione del Governo la volontà di protagonismo responsabile del nostro territorio».

Altrettanto dura la reazione di Colomba Mongiello, senatrice del Partito Democratico. «La comunicazione del sottosegretario Martini - dichiara infatti l'esponente del Pd - conferma che la cancellazione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare non è frutto di un errore tecnico, come volevano sostenere alcuni colleghi della maggioranza, ma di una precisa volontà politica. è evidente che si tratta di un vergognoso sopruso consumato ai danni della città di Foggia, del territorio della Capitanata, della Puglia, dell'intero Mezzogiorno».


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