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Tassa sul soggiorno, no di Federalberghi Berlusconi: «Solo come extrema ratio»

Tassa sul soggiorno, no di Federalberghi Berlusconi: «Solo come extrema ratio»
Tassa sul soggiorno, no di Federalberghi Berlusconi: «Solo come extrema ratio»
Pubblicato il 08 giugno 2010 | 17:48

No alla tassa sul soggiorno negli albergi romani e sì a una politica di sostegno. Queste le richieste del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca alla sessantesima assemblea nazionale dell'associazione. Berlusconi, passando in rassegna i problemi del settore: «Tassa di soggiorno extrema ratio»

Bernabò BoccaROMA - Turismo al centro delle politiche di governo e intesa con gli albergatori per risolvere i problemi della categoria, quelli strutturali e quelli che richiedono nuove strategie per l'attuale congiuntura che penalizza il settore.

Sono stati infatti l'ottimismo e lo spirito di collaborazione con le istituzioni a caratterizzare il convegno per il 60° anniversario della Federalberghi svoltosi a Roma al parco della Musica alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (nella foto sotto), del ministro del Turismo, Vittoria Michela Brambilla, del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e del vice sindaco di Roma con delega al turismo Mauro Cutrufo.

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca (nella foto a destra) ha aperto come di consueto il convegno con la lettura del messaggio di auguri del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha affidato la propria ideale partecipazione a una medaglia commemorativa e confermato il massimo impegno delle istituzioni nel settore del turismo, cardine dell'economia nazionale che deve rispondere a una domanda sempre più esigente ed attenta.

è un settore nevralgico - è stato evidenziato - in grado di incidere del 10% sul Pil, tanto quanto lo stato della California sul dato nazionale Usa o, per rimanere a casa nostra, come l'intera Regione Veneto.

Foltissima la platea, con 700 albergatori che hanno sottolineato con applausi tutti i nodi esposti da Bocca. «Il nostro è un settore accusato spesso di un'eccessiva polverizzazione - ha detto - ma questa sala dimostra che siamo più uniti che mai. Dagli anni 50, in un'Italia uscita distrutta dalla guerra, la nostra associazione, che allora di chiamava Faiat, ha conosciuto un grande sviluppo qualitativo e quantitativo, ponendosi ai vertici della potenzialità recettiva mondiale. Negli ultimi anni invece, pur avendo accresciuto la disponibilità di camere - ora sono più di un milione - stiamo rincorrendo altri paesi. Piuttosto che rilasciare nuove licenze occorre riqualificare quelle esistenti e soprattutto potenziare le infrastrutture perchè il turismo non è solo albergo».

Pur apprezzando le attività del Governo - prima tra tutte il ripristino del ministero del Turismo - Bocca ha lamentato il degrado dei siti, le carenze di trasporti e delle linee metro a Roma e a Milano (Parigi ne ha 14) auspicando anche la riconversione di aereoporti militari a usi civili, soprattutto in vista di due grandi eventi come l'Expo di Milano 2015 e la candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020.

Silvio BerlusconiIl cahier de doléances è entrato poi nel vivo con la richiesta al premier di una governance unitaria per il settore, l'eliminazione di oneri burocratici che gravano sulle imprese del turismo, tra le poche che ancora producono occupazione, che non delocalizzano le proprie unità produttive e che non possono immagazzinare l'invenduto, e non ultima l'abolizione di tutto ciò che rende il nostro costo del lavoro il più alto d'Europa.

«Apprezziamo la manovra di aggiustamento della finanza pubblica - ha sottolineato- ma manifestiamo la nostra viva contrarietà alla possibilità che venga reintrodotta la tassa di soggiorno, archiviata da anni».

Ed è proprio su questo punto caldo che si sono soffermati tutti gli interventi, a partire da quelli di Polverini e Cutrufo dato che il balzello colpirebbe i visitatori della capitale. Tutti hanno assicurato comunque gli albergatori che nessuna decisione in merito sarà presa senza la preventiva concertazione di tutti gli attori del settore e che un solo un tavolo di confronto allargato potrà valutare benefici e costi del provvedimento.

Accolto con entusiasmo l'intervento del presidente del consiglio Berlusconi che non si è sottratto all'esame dei problemi posti, punto per punto, dal presidente di Federalberghi, ricordando quanto già fatto e promettendo un'attenzione più aziendale e meno burocratica ai nodi da sciogliere. Ha difeso la manovra, imposta - ha detto - dall'Ue ma più contenuta che in altri paesi. «Non abbiamo chiesto sacrifici agli italiani: solo ai dipendenti pubblici abbiamo chiesto di stare fermi un giro. E la contestata tassa per Roma - ha precisato - è stata proposta a causa della voragine lasciata dalle precedenti amministrazioni». Ha ribadito la promessa di tagliare le imposte appena la situazione lo consentirà, a cominciare dalla riduzione - e fino alla totale abolizione - dell'Irap sul costo del lavoro. Con Tremonti inoltre starebbe lavorando su un progetto definito 'aree a burocrazia zero” che permetta cioè ai cittadini di fare ciò che si può fare senza chiedere complicate approvazioni preventive: un diritto previsto peraltro dalla Costituzione.

Berlusconi ha anche assicurato maggiore impegno sulle infrastrutture: Alta velocità, ponte sullo stretto, fruizione ottimale del nostro grande patrimonio artistico e storico. «Bondi - ha detto - sta lavorando bene, gestendo i musei con la direzione di Mario Resca che non a caso viene dal mondo delle aziende».

Col sostegno della Ue e di capitali privati sono disponibili 2 miliardi di euro per un piano straordinario sul turismo e altri 800 milioni per chi è già sul mercato, ci saranno acquisizione di risorse con tagli agli sprechi e soprattutto massicce campagne promozionali per convincere gli italiani a visitare l'Italia e gli stranieri a sceglierci.

Grande successo finora hanno avuto le iniziative del ministero del Turismo come i buoni vacanza, le campagne promozionali per destagionalizzare le vacanze e proporle in luoghi meno noti, soprattutto al Sud d'Italia. Grande successo anche degli spot. Lusingato dalla richiesta di Bocca di prestare la sua persona come testimonial, il premier ha osservato scherzosamente «Poi cosa direbbe l'opposizione?».

Nessun problema del settore è stato tralasciato a questa importante assise e nessuno ha proposto di gettare la spugna in un momento di evidente crisi, quando il 2009 si è chiuso per gli albergatori con un netto meno 4%. E l'invito a continuare con grinta nonostante i problemi è stato rivolto dal premier agli albergatori, definiti 'capitani coraggiosi”.


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