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Conferenza sul turismo a Cernobbio Brambilla: Politiche per il rilancio

Conferenza sul turismo a Cernobbio Brambilla: Politiche per il rilancio
Conferenza sul turismo a Cernobbio Brambilla: Politiche per il rilancio
Pubblicato il 15 ottobre 2010 | 14:48

L'Accordo quadro e il Codice del turismo: sono questi i due principali argomenti toccati dal ministro del Turismo Vittoria Brambilla nel discorso inaugurale della Conferenza nazionale in corso a Cernobbio. Due i cardini per la ripresa: le infrastrutture e la formazione degli addetti al settore

Si è aperta stamattina la quinta edizione della Conferenza nazionale del turismo, che si svolgerà per due giorni a Cernobbio, sul Lago di Como. I lavori sono stati inaugurati dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla (nella foto), con una relazione sulla "condivisione delle strategie per lo sviluppo del settore turistico e la crescita del Paese". A seguire la relazione del coordinatore degli assessori regionali Mauro Di Dalmazio e gli interventi dei presidenti delle associazioni di categoria, oltre che dei presidenti degli enti vigilati Aci ed Enit. Nel pomeriggio la sessione internazionale, con gli interventi del vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani e dei ministri del Turismo stranieri. Il nuovo Codice del turismo, di recente approvato dal Cdm, sarà uno degli argomenti al centro dell'attenzione.

L'Accordo quadro e il Codice del turismo: sono i due principali argomenti toccati dal ministro del Turismo nel discorso inaugurale della Conferenza nazionale in corso a Cernobbio. La promozione dell'Italia come prodotto unitario, ma anche altamente frazionato: «Insieme all'Europa è necessario promuovere l'immagine unitaria dell'Italia, ma anche, grazie al programma quadro, dare ai piccoli comuni la possibilità di promuoversi».

Del codice il Ministro ha messo in luce le misure di semplificazione per le strutture ricettive, volte all'accorciamento degli iter burocratici. Non ultimo il discorso sulle politiche fiscali: «Non appena la situazione economica lo consentirà, dovremo cambiare il sistema fiscale diminuendo l'aliquota Iva per allinearci a quelle degli altri Paesi europei».

Un più stretto coordinamento dei diversi livelli di governo e azioni politiche integrate tra i diversi ministeri: queste le due strade da intraprendere per il rilancio del sistema turistico italiano secondo il ministro Brambilla. Due i cardini per la ripresa: le infrastrutture e la formazione degli addetti al settore. «Perché il turismo funzioni - ha affermato il Ministro - è necessario che funzionino le infrastrutture: per la ripartenza sono importanti le opere infrastrutturali. Inoltre, insieme al Ministero del Lavoro intraprenderemo azioni per la formazione degli addetti per garantire l'innovazione e la qualità». Destagionalizzazione, circuiti nazionali d'eccellenza, turismo diffuso, Mezzogiorno e innovazione le cinque strategie che il Ministero si accinge a seguire per intraprendere la fase di sviluppo.

La Relazione del Ministro del Turismo

Riportiamo un abstract della relazione presentata alla Conferenza dal ministro Brambilla.

Non è retorica definire il turismo 'settore strategico per la nostra economia”: già ora rappresenta all'incirca il 10% del Pil e dà lavoro, direttamente o indirettamente, a due milioni e mezzo di persone. Ma tali sono le 'dotazioni naturali” del nostro Paese - artistiche e culturali, storiche, paesaggistiche, enogastronomiche, di tradizione e di made in Italy - che possiamo e dobbiamo fare molto di più.

Nel corso del 2008 e del 2009 le conseguenze della crisi internazionale hanno investito anche il comparto del turismo, determinando una forte riduzione del numero e delle spese dei viaggiatori internazionali. In questo quadro, nel biennio 2008-2009 gli introiti turistici dall'estero dell'Italia sono caduti del 7,3% a prezzi correnti rispetto al 2007. Questa contrazione, pur marcata, è stata tuttavia meno intensa di quella subita dagli introiti turistici dei due principali Paesi competitor: Spagna (-9,4%) e Francia (-10,4%). I dati relativi ai primi sei mesi del 2010 indicano un'uscita dalla crisi più rapida per il comparto italiano del turismo internazionale rispetto alla media dei paesi europei che si è consolidata al + 2%: in Italia, infatti, le entrate turistiche dall'estero sono aumentate del 5,3% rispetto al primo semestre del 2009, mentre ad esempio sono rimaste quasi invariate in Spagna (+0,3%) e hanno continuato a diminuire in Francia (-5,7%).
Al fine di sistematizzare e semplificare le norme vigenti risponde il cosiddetto Codice del turismo, lo schema di decreto legislativo da me proposto insieme con i colleghi Ronchi e Calderoli ed approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 7 ottobre, sul quale si aprirà da subito - anzi si è già aperto - il confronto con le Associazioni di categoria e con le Regioni, al fine di recepire, prima della sua approvazione definitiva, ulteriori istanze e proposte volte a rendere il testo ancora più efficace e rispondente alle esigenze del settore.
E' stato realizzato un incisivo riordino che si traduce in una vera e propria riforma del settore, con l'obiettivo di tutelare il turista, stimolare la riqualificazione della nostra offerta nell'ottica di una maggiore competitività del sistema Italia nel suo complesso e aiutare le imprese del settore con misure rilevanti quali l'effettiva e completa equiparazione delle imprese turistiche a quelle industriali, ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni, agevolazioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere.

Strategie
In un mercato globale sempre più aperto ed aggressivo occorre mettere mano ad una strategia globale di valorizzazione e sviluppo del settore, che confermi ed esalti il ruolo dell'Italia, anche in un panorama dove si affacciano o si sono già affacciate destinazioni 'nuove”. Le parole d'ordine che propongo sono: destagionalizzazione, circuiti nazionali di eccellenza, turismo diffuso, mezzogiorno del turismo e innovazione.
Nell'ottica della destagionalizzazione, oltre che per sostenere le fasce più deboli della popolazione, abbiamo dato vita, per la prima volta in Italia, al progetto 'Buoni Vacanza”. I Buoni, spendibili solo in bassa stagione, hanno già generato una quota significativa di spesa turistica lontano dai picchi stagionali e certamente contribuito al miglioramento della qualità di vita di molte famiglie italiane. Con il Codice del turismo, abbiamo voluto trasformare i Buoni  in un istituto stabile, dotandoli di un meccanismo di finanziamento che preveda l'utilizzazione di una quota parte delle risorse destinate allo Stato con l'8 per mille. Un altro potente strumento di destagionalizzazione è il turismo congressuale. Puntare su questo prodotto è essenziale. Da tempo sto lavorando alla creazione di un Convention Bureau nazionale, destinato a selezionare, coordinare e promuovere a tutti i livelli l'offerta dei nostri poli congressuali.
Quando parlo di circuiti nazionali di eccellenza intendo la possibilità - per un Paese con un'offerta variegata quale è il nostro - di rispondere alla domanda di diversificazione che oggi pone in essere il turista.
Con l'espressione turismo diffuso mi riferisco innanzitutto ad uno sviluppo armonioso di tutto il territorio nazionale, alla valorizzazione di luoghi diversi, a vacanze che consentano al turista di entrare in immediato contatto con la vita e la cultura delle popolazioni locali.
La completa strutturazione del Mezzogiorno del turismo è, in tal senso, senza dubbio un passaggio obbligato per accrescere la nostra competitività nazionale e garantire alle Regioni del sud un importante contributo alla produzione di ricchezza dei territori, nonché una risposta efficace alla domanda di occupazione. In quest'ottica assume particolare rilevanza il fatto che sarà il ministero del Turismo a coordinare l'attuazione del piano di interventi da 50 milioni di euro relativi al programma europeo Poin.  
La parola innovazione ha connotazioni diverse. Vuol dire tra l'altro capacità di ideare ed organizzare nuovi servizi. Lo abbiamo fatto con l'iniziativa 'Easy Italia” che mira a qualificare la nostra accoglienza con un servizio telefonico (039 039 039) di informazione e assistenza in 7 lingue, attivo 7 giorni su 7, per i turisti che visitano l'Italia.

Politiche di sostegno e sviluppo
In sinergia con il ministero dello Sviluppo economico, è stato portato a termine e sottoscritto il decreto che individua le modalità d'attuazione dei 'contratti di sviluppo”. Si tratta di una misura innovativa, volta a finanziare iniziative imprenditoriali di impatto socio economico rilevante, che sostituirà i contratti di programma e che vede il settore del turismo compreso a pieno diritto nel proprio ambito d'applicazione.
Siamo riusciti a prorogare le concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2015, conducendo un abile negoziato con l'Unione europea. All'interno del codice del turismo, viene riconosciuto anche alle imprese balneari lo status di imprese turistiche, garantendo loro la fruizione degli interventi agevolativi destinati al settore.
Nell'ambito di una politica di sostegno e sviluppo, mi propongo di definire ed attuare una strategia unitaria che favorisca il recupero di competitività del sistema e faccia perno, tra gli altri, sui seguenti strumenti/obiettivi:  
-    integrazione delle politiche di sviluppo turistico con le politiche perseguite in altri settori comunque cruciali per assicurare loro efficacia
-    forti iniziative di penetrazione del prodotto italiano con riferimento anche ai grandi mercati intercontinentali (es. Cina, India, Russia)
-    sostegno alla qualità del sistema dell'ospitalità turistica
-    iniziative per rafforzare la competitività dei prezzi dei servizi turistici
-    rafforzamento della partnership pubblico/privato e della concertazione interistituzionale

Le figure professionali nel turismo

Il titolo II del codice del turismo prevede una disciplina delle professioni turistiche volta a coniugare i principi di liberalizzazione e di apertura di mercato con l'esigenza di salvaguardare e valorizzare le specifiche professionalità, in modo da assicurare anche elevati standard qualitativi dei servizi turistici.  

L'Italia nel contesto internazionale
In considerazione del ruolo determinante svolto nell'ultimo anno dal nostro Paese, sono lieta di annunciare che l'Italia è stata proposta all'unanimità quale candidata alla presidenza del consiglio esecutivo, dell'Organizzazione Mondiale del Turismo. Ed è questo il massimo riconoscimento possibile.

Conclusioni
Il turismo è stato considerato, da una miope e purtroppo diffusa visione economica, quale attività residuale, quasi folkloristica, una sorta di 'cenerentola” delle attività produttive. Ma credo si debba davvero dare atto a questo governo di non avere perso tempo e di avere affrontato fattivamente e concretamente il tema. Oggi, giorno dopo giorno e a tutti livelli, al turismo viene sempre più riconosciuto lo status di attività produttiva strategica del paese, con quel che ne consegue. Cenerentola diventerà principessa ed io non considererò esaurito il mio mandato fino a che questo grande cambiamento culturale non sarà avvenuto in maniera compiuta.

© Riproduzione riservata

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