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Sagre, gli italiani chiedono
l’applicazione del Manifesto

Sagre, gli italiani chiedono 
l’applicazione del Manifesto
Sagre, gli italiani chiedono l’applicazione del Manifesto
Primo Piano del 17 novembre 2010 | 17:32

Sulla base del sondaggio lanciato da “Italia a Tavola” e Oliovinopeperoncino, la maggioranza dei votanti è concorde: la qualità delle sagre va peggiorando. Le regole espresse nel “Manifesto delle Sagre autentiche” devono servire come punti di riferimento per una riorganizzazione normativa seria

Gli italiani non sono soddisfatti delle sagre che, prevalentemente nella stagione estiva, ogni anno animano i piccoli centri urbani e le piazze cittadine. è quanto emerge in sintesi dal sondaggio lanciato all'inizio del mese di ottobre da 'Italia a Tavola” in collaborazione con Oliovinopeperoncino e conclusosi oggi, 17 novembre, con un numero di votanti superiore al migliaio. In seguito alla pubblicazione del Manifesto in cui venivano indicate le 7 regole a cui una Sagra si deve attenere perché possa essere definita tale, e quindi autentica, abbiamo posto ai lettori di www.italiaatavola.net alcune domande per andare a fondo del problema e avere un riscontro sull'importante iniziativa.



La maggioranza dei votanti è d'accordo su che cosa dovrebbe essere una sagra: prima di tutto un evento centrato su un prodotto agricolo o una ricetta del territorio (51%), e in seconda battuta un'occasione ricreativa e di socializzazione (22%) e un modo per favorire il turismo (15%).

Il 49% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di essere stato ad una sagra durante l'estate 2010, il che significa che le feste in piazza sono un forte richiamo, almeno per un italiano su 2. Preoccupante, però, il dato fornito dal secondo quesito: la maggioranza (51%) ha notato peggioramenti nella qualità generale delle ultime sagre rispetto a quelle visitate in precedenza. Forse perché gli espositori presenti spesso non proveniva dal territorio in cui aveva luogo la sagra (complessivamente per l'87% dei votanti), oppure perché i prodotti degustati non erano sempre locali (87%).

Andando più nello specifico, delle 1.003 persone che hanno partecipato al sondaggio solo una su 4 si dice soddisfatta dell'organizzazione e della preparazione dei piatti; il 35% è poco soddisfatto, mentre il 40% non lo è per niente. Preoccupante la percentuale di chi (54%) ha rilevato forti carenze dal punto di vista igienico-sanitario: un motivo in più per disciplinare con urgenza una serie di manifestazioni che, in virtù della mancanza di controlli seri e costanti, trascurano la pulizia degli ambienti e delle attrezzature, mettendo a rischio anche la salubrità delle pietanze somministrate.

Le regole proposte nel 'Manifesto delle Sagre autentiche” sono risultate tutte valide per un votante su 2, un risultato più che soddisfacente, mentre per il 39% si tratta solo di una dichiarazione di principi. Dopo la pubblicazione del Manifesto la parola dovrebbe passare, secondo il 44% dei partecipanti al sondaggio, alle Regioni, che dovrebbero varare norme più restrittive; per il 32% dovrebbero essere gli stessi organizzatori delle sagre ad autoregolarsi facendo sì che le indicazioni del Manifesto vengano sempre rispettate; il 22% ritiene invece che dovrebbe intervenire il Governo con una legge che recepisca i principi indicati.
 
Di seguito riportiamo in dettaglio i risultati del sondaggio, al quale hanno partecipato, come abbiamo detto, 1.003 persone.

1
» Quando sei stato all''ultima sagra?

 Piú di 12 mesi fa34%
 
 Autunno 20094%
 
 Inverno 2009-20104%
 
 Primavera 20108%
 
 Estate 201049%
 

 
2
» Hai notato differenze tra l''ultima sagra che hai visitato e le precedenti?

 In meglio12%
 
 In peggio51%
 
 Nessuna37%
 

 
3
» I prodotti degustati e offerti in vendita appartenevano tutti al territorio di dove si svolgeva la sagra?

 Sì, tutti13%
 
 No, ma erano la maggioranza36%
 
 No, ed erano la minoranza30%
 
 No, non c''era alcun legame col territorio20%
 

 
4
» Gli espositori appartenevano tutti al territorio di dove si svolgeva la sagra?

 Sì, tutti13%
 
 No, ma erano la maggioranza36%
 
 No, ed erano la minoranza40%
 
 No, non c''era alcun legame col territorio10%
 

 
5
» Cosa dovrebbe essere una sagra?
(sono possibili piú risposte)

 Un evento centrato su un prodotto agricolo o una ricetta del territorio51%
 
 Un''occasione ricreativa e di socializzazione per piccoli centri22%
 
 Un mezzo per l''autofinanziamento di associazioni di volontariato9%
 
 Un modo per offrire ristorazione a basso costo3%
 
 Un modo per attirare i turisti15%
 

 
6
» Sei stato soddisfatto dell''organizzazione e della preparazione dei piatti?

 25%
 
 Poco35%
 
 No40%
 

 
7
» Ti sei trovato di fronte a carenze dal punto di vista igienico-sanitario?

 54%
 
 No17%
 
 Solo in certi casi29%
 

 
8
» Hai letto il "Manifesto delle Sagre autentiche"? Cosa ne pensi?
(sono possibili piú risposte)

 Le regole sono tutte valide50%
 
 é solo una dichiarazione di principi39%
 
 Non entra nella sostanza dell''organizzazione11%
 

 
9
» Dopo la pubblicazione del Manifesto chi dovrebbe intervenire?
(sono possibili piú risposte)

 Gli organizzatori delle sagre rispettando autonomamente le regole indicate32%
 
 Il Governo con una legge che recepisca i principi indicati22%
 
 Le Regioni con norme vincolanti ispirate al Manifesto44%
 
 Nessuno dovrebbe fare nulla2%
 

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MANIFESTO DELLA SAGRA AUTENTICA

1 - La sagra è parte integrante dell'identità storica di una comunità e di un paese: è da intendersi come connubio perfetto tra l'autenticità gastronomica e le tradizioni del territorio da cui questa proviene. è espressione della cultura materiale del territorio e ha come obiettivo la salvaguardia, la diffusione e la promozione del patrimonio territoriale: in essa si intrecciano gastronomia, cultura, tradizione ed economia. Perché una sagra si possa definire 'tradizionale” deve possedere almeno un passato di legame tra il prodotto e il suo territorio, documentato da tradizione orale e scritta. Tutte le iniziative culturali previste dalla sagra, infatti, devono riflettere l'obiettivo primario della sagra virtuosa, ovvero esprimere cultura e tradizione.

2 - Il cibo, il consumo collettivo e rituale di determinati prodotti carichi di valori simbolici è il motore propulsore della sagra. Il tipo di alimento, il modo di prepararlo e di consumarlo rimandano ad un passato di vita comunitaria e a una cultura alimentare percepita come segno di identità. Per questo la sagra deve somministrare piatti e ricette che abbiano come ingrediente principale il prodotto di cui si fa promotrice.

3 - La sagra non ha finalità speculativa. Non è uno strumento di business e profitto, ma un veicolo di valorizzazione del territorio e della comunità. In questo modo la sagra diventa un'occasione per la comunità locale (operatori commerciali e non) per riflettere sulle proprie origini e sulle proprie risorse. La sagra deve garantire al meglio la tracciabilità, la divulgazione, la conoscenza dei propri prodotti e la trasparenza fiscale. La sagra va intesa come un'opportunità per il territorio: favorisce il miglioramento dell'immagine della comunità, l'orgoglio di una comunità di riuscire a sostenere un evento, di sviluppare nuove conoscenze e capacità, di stimolare lo spirito di partecipazione, aggregazione, amicizia e appartenenza. è uno strumento con cui far conoscere giacimenti dimenticati, ma anche borghi, musei periferici, centri storici, chiese e abbazie. La sagra può costituire anche uno strumento di ricchezza economica nella misura in cui è in grado di realizzare servizi a favore della comunità locale.

4 - La sagra promuove forme di socializzazione e sviluppo collegate alla cultura del cibo locale. Essa risponde al desiderio delle comunità di avere spazi di convivialità e socializzazione. Coinvolge tutto il territorio e le numerose realtà produttive e commerciali locali, nonché i vari operatori del settore enogastronomico, quali produttori, artigiani, cucinieri, ristoratori e baristi. Il benessere e la soddisfazione di tutte le fasce della popolazione, sono essenziali per una sostenibilità nel tempo della manifestazione. La valorizzazione di un prodotto risulta efficace e con ampie ricadute economiche - durature - a vantaggio degli operatori locali, quando viene considerata in una dimensione collettiva, partecipata e condivisa sul territorio e non quando viene concepita tramite azioni estemporanee e promosse dai singoli soggetti anche se legati alla filiera e alle istituzioni. La dialettica tra i contesti favorirà naturalmente un intrecciarsi di creatività e tradizione, contribuendo a trasmettere che il folklore non è fossilizzato, ma in continua evoluzione e rielaborazione. Si auspica quindi il coinvolgimento della comunità nelle attività organizzative, invitando gli abitanti a prendere parte a comitati; incentivando aziende locali e amministrazioni al supporto finanziario e tecnico.

5 - La sagra deve svolgersi in un periodo limitato di tempo, deve essere legata a cicli di produzione e consumo e non può avere durata superiore ai sette giorni. Deve avere luogo nel territorio di origine del suo prodotto, ricetta o trasformazione tipica, in locali e ambienti idonei per la somministrazione che siano ben inseriti nel contesto paesaggistico, anche valorizzando strutture e ambienti tradizionali. Può svolgersi in contesto urbanizzato o in ambito rurale. Può anche prevedere eventi centralizzati ed eventi dislocati presso luoghi di produzione, osterie, ristoranti, enoteche e trattorie, creando una sinergia tra tutti gli attori pubblici e privati coinvolti nella sagra.

6 - La sagra è organizzata e gestita da associazioni senza scopo di lucro, che in concorso con altri soggetti portatori di interesse a livello territoriale, operano con continuità allo sviluppo e alla promozione della stessa attraverso un comitato. Gli organizzatori della sagra, perché questa possa definirsi tale, devono monitorare che i compiti relativi alla sicurezza degli ambienti e alle norme igienico sanitarie siano svolti con professionalità e responsabilità, assicurando competenza e preparazione del personale volontario. Devono quindi affidarsi a volontari competenti, che si assumano la responsabilità dei compiti affidati. Gli organizzatori devono inoltre impegnarsi a tutelare i volontari coinvolti a livello assicurativo. Il personale ha come obiettivo divulgare informazioni e approfondimenti, ma anche educare i visitatori e sensibilizzarli. Deve possedere competenza, ed essere in grado di dare informazioni corrette sul prodotto, raccontare aneddoti sulla sua storia ed esprime il legame sensoriale con la sua terra. Gli eventuali utili debbono essere reinvestiti in attività a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

7 - La sagra deve rispettare il proprio territorio, facendo attenzione all'impatto ambientale e curando in particolare strutture, uso di detersivi biologici e smaltimento rifiuti. Piatti, bicchieri e posate utilizzate in strutture pubbliche devono essere in materiale riutilizzabile, biodegradabile e di riciclo, o di uso comune e tradizionale sul territorio. Deve essere realizzata la raccolta differenziata. Lo smaltimento di liquidi e gas nocivi deve avvenire secondo le norme di legge. La sagra virtuosa, deve quindi dimostrare di intraprendere un percorso educativo anche in campo ambientale ed ecologico.


Firmatari:
  • Davide Paolini 
  • Edi Sommariva (Fipe)
  • Claudio Nardocci (Unipli)
  • Alberto Lupini (Italia a Tavola)
  • Esmeralda Giampaoli (Fiepet)
  • Zelinda Ceccarelli (Provincia di Arezzo)
  • Alessio Cavicchi
  • Michele Corti
  • Loris Cattabriga

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Alberto Lupini


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